Pubblicato il: 4 luglio 2017 alle 12:23 pm

Obesità e diabete le nuove malattie urbane, l’allarme degli esperti Stress e stili di vita pessimi, dal Forum "Health City" monito agli 8mila sindaci italiani affinché si impegnino per città più sane

di Giuseppe Picciano.

Roma, 4 luglio 2017 – Una nuova epidemia urbana minaccia le città del pianeta. Urgono, dunque, sia l’applicazione di buone pratiche sia efficaci strategie d’intervento sanitarie. Il perché è presto detto. Nel 1950 un abitante del pianeta su 3, pari a 749 milioni di persone, viveva in città. Oggi è uno su 2, cioè 3,9 miliardi. Entro il 2050 saranno 2 su 3, per 6,4 miliardi. Contemporaneamente cresce il numero di diabetici, passati dai 285 milioni del 2010 ai 415 mln di oggi, e di persone sovrappeso e obesi, ben 2,2 miliardi nel mondo, con un raddoppio in oltre 70 Paesi dal 1980. Ciò ha significato negli anni stress crescente e stili di vita pessimi. A lanciare l’allarme sono gli esperti, che hanno rivolto un appello ai quasi 8mila sindaci italiani a collaborare per migliorare la salute nelle città della Penisola.

La nuova epidemia urbana

Un problema che, spiegano nel documento, non riguarda solo i grandi centri: nelle 28 megalopoli, infatti, ha trovato casa solo il 12,5% della popolazione urbana mondiale. Più della metà vive in città con meno di 500mila abitanti come Bologna, Firenze, Bari, Verona. L’invito a contrastare la nuova epidemia urbana, come l’Oms definisce l’aumento delle malattie croniche non trasmissibili, è stato lanciato in occasione del II Forum “Health City” organizzato a Roma da Health City Institute; Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation e Università degli Studi di Roma Tor Vergata, con il contributo non condizionante di Novo Nordisk.

Con una lettera aperta ai primi cittadini, Antonio De Caro, presidente Anci e sindaco di Bari; Enzo Bianco, presidente del Consiglio nazionale Anci e sindaco di Catania, e Roberto Pella, vicepresidente vicario Anci, in rappresentanza del gruppo di lavoro dell’associazione su “Urban health”, hanno sollecitato i colleghi ad attivarsi nel creare reti di collaborazione pubblico-privato, mettere in atto politiche urbane che abbiano come priorità la salute dei cittadini, impegnarsi nel prevenire le malattie croniche non trasmissibili, come diabete e obesità, per fronteggiare questa emergenza. La lettera è stata firmata anche da Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità; Andrea Lenzi, presidente Health City Institute; Giovanni Malagò, presidente Coni, e Simona Arletti, presidente Rete italiana città sane dell’Oms.

«Il crescente inurbamento e la conseguente urbanizzazione sono legati a doppio filo con la crescita drammatica delle malattie croniche non trasmissibili, come diabete e obesità, provocata anche dalle modifiche agli stili di vita alimentari e fisici – spiega Lenzi – una situazione che riguarda anche il nostro Paese. Per questo chiediamo di porre come priorità la salute e che la stessa sia nelle agende e nelle strategie del buon vivere nelle nostre città».