Pubblicato il: 7 luglio 2017 alle 1:21 pm

Crolla palazzo a Torre Annunziata. «Il patrimonio edilizio italiano è fragilissimo» Simoncini (Sogeea): «Continuiamo a piangere vittime senza adottare contromisure, serve svolta culturale»

di Giuseppe Picciano.

Torre Annunziata (Napoli), 7 Luglio 2017 – Intorno alle 6 di venerdì mattina una palazzina è crollata sulla strada litoranea di Torre Annunziata, nel Napoletano. Sul posto operano da ore le forze dell’ordine e i vigili del fuoco alla ricerca delle 8 persone che risultano ufficialmente disperse, tra le quali due bimbi. Il sindaco ha fatto sapere che i primi due piani del palazzo erano in ristrutturazione. E’ l’ennesima tragedia che ripropone, dolorosamente, sempre gli stessi quesiti sulla fragilità del patrimonio immobiliare italiano e sui soliti propositi per la loro messa in sicurezza.

I primi commenti. Sulla tragedia di Torre Annunziata arrivano i primi commenti degli esperti. «Al di là di quelli che saranno gli esiti dei rilievi tecnici e delle indagini della magistratura, il crollo della palazzina che si è verificato a Torre Annunziata riporta per l’ennesima volta all’attenzione di tutti l’estrema fragilità del patrimonio edilizio italiano. Si spera ovviamente che il bilancio delle vittime sia il più contenuto possibile, ma non si possono continuare a piangere i morti e i feriti di eventi più o meno catastrofici senza mettere in campo delle effettive contromisure. Bisogna entrare nell’ordine di idee che anche gli immobili vadano curati in modo serio e continuativo: come si fanno periodicamente i tagliandi e le revisioni per le automobili o per le caldaie, a maggior ragione deve essere fatto altrettanto per gli elementi strutturali delle abitazioni. Anche i proprietari sono chiamati a un salto di qualità culturale da questo punto di vista». Lo dichiara all’agenzia Omninapoli l’ingegner Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, società di livello nazionale specializzata nei servizi tecnici e immobiliari.

Un nuovo disegno di legge. «Proprio di recente è stato presentato in Senato un nuovo e interessante disegno di legge che prevede l’introduzione a livello nazionale dell’obbligatorietà del fascicolo di fabbricato, strumento indispensabile per porre un argine alle molteplici criticità urbanistiche e abitative del nostro Paese. Il provvedimento ribadisce l’importanza che ogni edificio, indipendentemente dalla sua destinazione funzionale, possieda una sorta di carta d’identità, di patente che riporti le caratteristiche urbanistiche, strutturali e manutentive del manufatto, nonché le peculiarità geologiche dell’area circostante. L’impianto normativo – prosegue Simoncini – risulta apprezzabile anche perché prescrive l’aggiornamento periodico del documento, vincola alla correttezza dello stesso il rilascio di autorizzazioni e certificazioni e prevede una fiscalità agevolata per le spese sostenute dai proprietari. L’esistenza del fascicolo di fabbricato è ampiamente prevista in tante leggi regionali, ma la sua effettiva applicazione è demandata ai Comuni: questi ultimi, puntualmente, ne vanificano presupposti ed effetti, sia per mancanza di risorse finanziarie sia perché preferiscono non assumere la paternità di una misura che comporta un esborso per i cittadini e l’emersione di situazioni di abusivismo o irregolarità. Un intervento legislativo a livello nazionale risulta dunque indispensabile, altrimenti saremo condannati a vivere con sempre maggiore frequenza drammi come quello di Torre Annunziata».

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