Pubblicato il: 8 luglio 2017 alle 7:00 am

Tallinn, Minniti e i troppi “no” Italia terzo Paese al mondo per richieste d'asilo. Nessuna apertura dai partner europei. Si gioca tutto a Varsavia

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 8 Luglio 2017 – Stephane Jaquemet, delegato Unhcr per il Sud Europa, ha fornito un dato: “L’Italia è il terzo paese al mondo per le richieste d’asilo, dopo Germania e Stati Uniti”.Difficile dire se nel resto d’Europa questo dato abbia un qualche significato particolare. Certo, non si sono fatti impressionare, al vertice di Tallinn, il ministro tedesco Thomas de Maiziere, né l’olandese Stef Blok, le cui posizioni si sono allineate ai “no” già espressi da Francia e Spagna.

Nel 2016 sono state 123 mila le richieste d’asilo ricevute in Italia, ha detto ancora Jaquemet: “quest’anno pensiamo di arrivare a 140-150 mila”. Il ministro spagnolo Ignacio Zoido, aveva già chiarito: “L’Italia ha chiesto aiuto e noi vogliamo dargliene, ma i nostri porti sono già sottoposti a una pressione importante”. Insomma una situazione per niente facile per l’Italia che ha dovuto incassare, almeno per il momento, il rifiuto da parte dei partner Ue alla richiesta di aprire gli altri porti europei per condividere la pressione dei migranti salvati nel Mediterraneo centrale. Non si dà per vinto il ministro dell’Interno Marco Minniti, il quale ha annunciato che sulla questione dei porti, la cosiddetta ‘regionalizzazione’, non è stata ancora detta l’ultima parola. E quando gli è stato chiesto l’Italia cosa ha portato a casa dopo Tallinn, ha risposto così: «L’Italia ha portato a casa quello che prevedeva di portare a casa. Il vertice di Tallin, sottolineo, è un vertice informale, significa che non ha capacità decisionale. Veniamo alla questione dei porti. Il problema è che la questione non era all’ordine del giorno. Lo porremo nella sede giusta, la settimana prossima, che è Frontex. Ho ascoltato e so perfettamente che su questi temi ci sono posizioni differenti in Europa. Ne discuteremo, come è giusto, ognuno ascoltando le ragioni degli altri ho anche aggiunto che ne discuteremo con fermezza perché se uno è convinto di una cosa discute di quella cosa con fermezza».

Dunque, l’Italia si presenterà determinata all’incontro con Frontex e gli Stati coinvolti nell’operazione Triton, fissato a Varsavia per l’11 luglio, senza dimenticare le due promesse ricevute sulla Libia e sui rimpatri, e un ‘mandato’ a lavorare al codice di condotta per le ong di concerto con Bruxelles.

Proprio sulla Libia, in una intervista a neifatti.it, il costituzionalista Andrea Patroni Griffi ha affermato: «Rispetto all’attualità dei flussi di provenienza dalla Libia, si deve poi promuovere ogni sforzo europeo perché si realizzi una piena pacificazione e rispetto dei diritti umani in quel Paese, da cui provengono i migranti».

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