Pubblicato il: 10 luglio 2017 alle 3:57 pm

«La riforma della magistratura di pace? Aberrante» Rossi, segretario Unagipa, annuncia battaglia: sciopero a tempo indeterminato

di Giuseppe Picciano.

Roma, 10 luglio 2017 – I Giudici di pace non fanno sconti e annunciano ferma opposizione contro la riforma della magistratura di pace e onoraria, prossima all’approvazione in Consiglio dei ministri. «Sarà battaglia – assicura Alberto Rossi, segretario generale dell’Unione nazionale dei giudici di pace – continueremo a tempo indeterminato con gli scioperi a intervalli di 20 giorni, avvieremo migliaia di azioni giudiziarie e abbiamo già interessato della vicenda tutte le più alte autorità europee; nella sciagurata ipotesi in cui il decreto legislativo, nella bozza che sta circolando in questi giorni, con insignificanti correttivi, venga approvato dal Governo, la risposta negativa dell’Europa sarà senza appello».

 

I punti critici. «Si va dal trattamento economico e previdenziale discriminatorio – continua Rossi – al licenziamento illegittimo dei magistrati in servizio da 15 anni, perché tale è considerata dall’ordinamento comunitario la trasformazione di un rapporto a tempo pieno in part time, senza alcuna ragione che lo giustifichi, solo per segnalare le infrazioni più clamorose. C’è poi il gravissimo vulnus all’indipendenza della magistratura, sia nell’ufficio del processo con la trasformazione del giudice onorario in un mero “passacarte” del togato, sia con la cancellazione della responsabilità disciplinare della magistratura onoraria, unica categoria professionale che, pur esercitando uno dei tre poteri fondamentali dello Stato, non avrà un codice deontologico». Rossi denuncia poi la «risibile assimilazione delle retribuzioni dei magistrati ai redditi da lavoro autonomo, apertamente in contrasto con la decisione già assunta dalla Comunità europea, che ha riconosciuto la natura univocamente subordinata del rapporto di lavoro dei magistrati onorari. Solo al ministro Orlando poteva venire in mente una simile aberrazione: un magistrato privato a partita iva, ossia la negazione stessa della funzione giurisdizionale, che per sua natura non può che essere pubblica».

 

Lo sciopero. Nel frattempo l’agitazione dei Giudici di pace continua e ha già causato in una settimana la cancellazione di 100mila processi e proseguirà nelle prossime settimane fino al 23 luglio, per poi riprendere a settembre. Secondo le stime dell’Unagipa le adesioni allo sciopero sono superiori al 95%. «Stiamo garantendo solo la tenuta di un’udienza a settimana e degli atti indifferibili e urgenti – spiega la presidente Mariaflora Di Giovanni – che è poi quel che succederà nel futuro laddove il Consiglio dei Ministri dovesse approvare la sconsiderata riforma proposta dal Ministro Andrea Orlando che sarà un disastro per il Paese. Con un impegno lavorativo massimo dei Giudici di pace di appena due giorni a settimana, a fronte dell’attuale impegno a tempo pieno, sette giorni su sette, e il contestuale raddoppio delle attuali competenze, i processi civili dureranno 5 anni e passa, i processi penali si concluderanno con la prescrizione dei reati, diventerà persino impossibile assicurare le convalide delle espulsioni dei cittadini extracomunitari irregolari e qualsiasi altro atto urgente».

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