Pubblicato il: 2 agosto 2017 alle 6:43 pm

Caldo, è allerta rossa Stato di calamità per 11 Regioni. Per Coldiretti lo stress da caldo causa un calo nella produzione di latte, uova e miele. Allarme siccità per oltre due terzi della superficie agricola nazionale

di Giulio Caccini.

Roma, 2 Agosto 2017 – Stato di calamità per il caldo. Lo chiederanno 11 Regioni a seguito delle eccezionali avversità atmosferiche e cioè: Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento. Lo ha annunciato oggi, in audizione in commissione Ambiente alla Camera, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. «Siamo pronti a rispondere con tempestività, assicurando l’attivazione degli strumenti del Fondo di solidarietà nazionale – ha detto -. Grazie ad un accordo in via di perfezionamento con la Commissione Ue, abbiamo stabilito un aumento degli anticipi dei fondi europei della Pac e dello sviluppo rurale di circa 700 milioni di euro per infrastrutture irrigue, portandoli a 2,3 miliardi».

Mentre gli uffici delle protezioni civili regionali stanno diramando in queste ore l’allerta per l’eccessivo caldo soprattutto nella giornata di domani, nelle aziende agricole le alte temperature stanno causando provocando problemi sia al raccolto che agli animali.

Stress da caldo, lo definisce Coldiretti e colpisce gli animali nei pascoli, negli alveari, nei pollai e nelle stalle dove le mucche stanno producendo fino al 20% per cento circa di latte in meno rispetto ai periodi normali. Secondo i dati del Sistema di allerta caldo del Crea, il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura, vi sono situazioni con massimo grado di emergenza mortalità per gli animali in molte regioni dal Veneto alla Lombardia, dall’Emilia alla Toscana, dalla Calabria alla Sicilia fino in Sardegna.

«Dopo mesi molto siccitosi manca anche il fieno necessario all’alimentazione degli animali con prati e pascoli – ha sottolineato la Coldiretti – che sono a secco e non riescono a garantire l’alimentazione di mucche e pecore stressate dal caldo. In molte aree è stato necessario acquistare mangime e foraggi all’esterno per integrare la produzione aziendale, si teme per il raccolto di mais e in alcuni casi è stato necessario mobilitare le autobotti per garantire l’acqua da bere per gli allevamenti. Difficoltà si registrano a macchia di leopardo lungo tutta la penisola, dagli alpeggi in Piemonte fino alla pianura padana dove il latte serve per il parmigiano reggiano e il Grana padano alle aree colpite dal terremoto dove molti animali sono ancora “sfollati” e la produzione di fieno è praticamente dimezzata. A soffrire sono anche i maiali, che mangiano meno nonostante ventilatori, doccette e sistemi di raffreddamento misti con acqua e aria che lavorano a pieno regime, mentre le api, considerate un indicatore dello stato di salute della natura, per il caldo volano meno e tendono a rimanere a terra senza riuscire più a prendere il polline. A rischio è così anche la produzione di miele secondo la Coldiretti che segnala difficoltà anche nei pollai dove si è sta registrando un calo fra il 5 al 10 per cento nella deposizione delle uova».

Con il prolungarsi dell’assenza di pioggia l’allarme siccità si è ormai esteso a oltre i 2/3 della superficie agricola nazionale interessando praticamente tutte le regioni, anche se con diversa intensità, con perdite, secondo la Coldiretti, ormai ben superiori ai 2 miliardi.

Intanto la prima Allerta Rossa del 2017 per temperature estreme e grave disagio bioclimatico, valida per tutta la giornata di domani, giovedì 3 agosto, è stata diffusa dall’Agenzia regionale dell’Emilia Romagna per la sicurezza territoriale e la protezione civile, sulla base dei dati previsionali del Centro funzionale Arpae. L’Allerta Rossa coinvolge tre Sottozone densamente popolate e la gran parte dei capoluoghi delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara e Ravenna, per complessivi 142 Comuni.

L’ondata di calore, avverte l’agenzia dell’Emilia Romagna, può comportare gravi pericoli per le categorie a rischio. A far scattare l’indice di pericolosità del fenomeno, è la permanenza per il terzo giorno consecutivo di condizioni di scarsa ventilazione, forte umidità (in crescita al pomeriggio e in serata), con temperature minime che restano sopra i 25 gradi.

Da nord a sud le condizioni climatiche sono più o meno simili. In Puglia si registra caldo rovente su tutta la regione con picchi di 42,5 gradi a Cerignola ma nessuna criticità legata agli incendi né al rischio idrogeologico. Diverso il caso della Sicilia dove il Dipartimento di Protezione civile della Regione ha diramato per domani un alto rischio di incendi nell’Agrigentino, con livelli definiti di “pericolosità alta”. Oltre alla provincia di Agrigento, stato di “attenzione” anche a Caltanissetta, Palermo e Trapani.

Perfino nel “fresco” Trentino è scattato l’allarme “caldo”. Un’alta pressione di origine africana determinerà temperature elevate tra oggi e domenica 6 agosto. «Le temperature sono previste in aumento su tutto il territorio – si legge in una nota -. In Valle dell’Adige, in particolare, sono previste temperature superiori ai 35 °C per più di tre giorni, almeno fino a venerdì 4 agosto, con un picco che potrebbe arrivare, nella zona di Rovereto, a 38°. Sono possibili anche, soprattutto nel fine settimana, temporali o rovesci di forte intensità».

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