Pubblicato il: 14 agosto 2017 alle 7:30 am

Imprese a caccia di laureati: servono ingegneri, economisti e traduttori Unioncamere ha sondato 83mila imprese private sulle professionalità più richieste

di Giuseppe Picciano.

Roma, 14 agosto 2017 – Cercasi disperatamente laureati, in particolare economisti, formatori, ingegneri elettrotecnici e matematici. Ma anche traduttori e interpreti sembrano introvabili nonostante la conoscenza delle lingue sia ormai un requisito indispensabile per trovare lavoro. Sono i dati che emergono dal borsino dei titoli di studio più richiesti dalle 83mila imprese private di industria e di servizi, il campione intervistato nell’analisi del sistema informativo Excelsior-Unioncamere con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, sulle previsioni di assunzione tra luglio e settembre 2017. Il tutto per un totale di quasi 970mila unità.

Caccia ai laureati. La laurea è richiesta per il 12,3% dei 969mila posti di lavoro previsti nel trimestre, in particolare in Lombardia, ma la ricerca del titolo giusto è dura per il 34,4% delle posizioni sia per mancanza di candidature (17,8%) sia per la loro inadeguatezza (14,8%). Meno ardua, invece, la ricerca tra i diplomati (19,3%), ai quali sono riservate il 36% delle entrate, con punte di complessità per gli indirizzi di produzione industriale e artigianale (45,1%), informatico e telecomunicazioni (44,9%).

L’esperienza, secondo l’analisi, è spesso un fattore discriminante per la ricerca dei candidati, in particolare per i laureati ai quali viene richiesta nel 79,6% dei casi, contro una media del 67%. Ma a fare la differenza nella scelta sono anche le competenze maturate dal candidato. A 4 laureati su 5 viene richiesto l’utilizzo di tecnologie e strumenti internet e a uno su 2 l’applicazione di soluzioni creative e innovative. Per questo, tirocini e percorsi di alternanza scuola-lavoro che possano fornire ai giovani le giuste attitudini, spiega l’analisi, costituiscono uno strumento strategico per andare incontro alle esigenze delle aziende.

Servono ingegneri e traduttori. Entrando nel dettaglio della ricerca, le imprese denunciano le difficoltà di reperimento di un laureato su 2 in indirizzo linguistico (69,9% la difficoltà di reperimento), in ingegneria elettronica e dell’informazione (58,7%) e ingegneria industriale (50,2%), non va meglio la caccia ai matematici (40,9%9. Tra i profili tecnici di non facile reperimento, ci sono i diplomati in costruzioni, ambiente e territorio (34,0%), in meccanica (29,6%) e in elettronica ed elettrotecnica (30,6%), ma anche i qualificati specializzati in impianti termoidraulici ad indirizzo elettrico e meccanico. Tra i titoli di studio con più chance di lavoro ci sono anche i laureati in indirizzo sanitario e paramedico (9.140) e ingegneri industriali (8.550 le entrate previste).

Diploma di qualità. Tra i diplomati, invece, quelli che hanno seguito l’indirizzo amministrativo, finanza e marketing (60 mila), meccanico e meccatronica (32.570) e turismo enogastronomia e ospitalità (27.030). Ristorazione (59.580), meccanica (34.940) e benessere (30.830) sono le qualifiche professionali più richieste dalle aziende. Quanto alla mappa geografica delle assunzioni previste, secondo l’analisi, a puntare maggiormente sui laureati in termini relativi sono le aziende lombarde (17,6% delle entrate programmate contro una media nazionale del 12,3%), seguite da quelle piemontesi (14,6%) e quelle laziali (14,5%). Fanno invece maggiormente leva sulle figure con qualifiche professionali le aziende della Liguria (41,5% contro la media del 22,4%), quelle del Trentino Alto Adige (40,4%) e della Valle d’Aosta.

neifatti.it ©