Pubblicato il: 30 agosto 2017 alle 7:30 am

Terremoto, monito di Unimpresa: «Mezzo milione di immobili sono in dissesto» Dieci province più a rischio, in particolare al centrosud, ma rappresentano una possibile fonte di sviluppo per l’edilizia

di Giuseppe Picciano.

Roma, 30 Agosto 2017 – Polemiche a parte, delle quali si farebbe volentieri a meno, dopo ogni evento tellurico spuntano gli inevitabili studi di settore che ricordano quanto l’Italia sia un Paese reso fragile da incuria e inazione. Dopo i fatti di Ischia emerge un dossier secondo il quale nella Penisola c’è quasi mezzo milione di immobili in dissesto, parzialmente o totalmente inutilizzabili. Si tratta di 452.410 costruzioni classificate, secondo i parametri catastali, come degradati o, più dettagliatamente, collabenti (ossia inutilizzabili). Il rapporto rispetto agli edifici sani, che in totale sono 62.861.919, è pari allo 0,72% e il dato risulta preoccupante anche alla luce dell’ultimo terremoto che ha colpito l’isola di Ischia.

Le aree sotto osservazione. Sono 10 le province più a rischio, la maggior parte situate nel Sud del Paese, ma spiccano alcune realtà del Nord Ovest (in particolare Piemonte e Val d’Aosta): Frosinone, Cosenza, Cuneo, Benevento, Foggia, Aosta, Siracusa, Piacenza, Verbania Cusio Ossola, Vibo Valentia. In tutto il resto del Paese si contano 345.848 costruzioni degradate e 58.393.439 edifici sani, con un rapporto dello 0,58%.

«Al di là delle preoccupazioni sul versante della sicurezza, l’area che abbiamo fotografato, ovvero degli immobili catastalmente rovinati, rappresenta una possibile fonte di sviluppo dell’economia, per il settore dell’edilizia e per tutto l’indotto, dall’arredamento agli accessori – commenta il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara – bisogna insistere anche per quanto riguarda la valorizzazione di alcuni beni sul fronte artistico e culturale, con tutto quello che se ne può trarre anche per il turismo».

La statistica. Secondo l’analisi dell’associazione, basata su dati della Corte dei conti e dell’agenzie delle Entrate aggiornati al 2015, in Italia ci sono 452.401 immobili classificati, a livello catastale, come degradati (si tratta della categoria catastale “F”), da confrontare con un totale di 62.861.919 di altri immobili “sani”. Il rapporto tra immobili degradati e immobili “sani” (categoria casuale da “A” a “E”) è pari allo 0,72%. Le 10 province con il maggior numero di immobili degradati. Come detto, sono: Frosinone (28.596 degradati e 410.813 “sani”, con un rapporto pari al 6,96%); Cosenza (15.188 degradati e 798.600 “sani”, con un rapporto pari all’1,90%); Cuneo (12.003 degradati e 870.155 “sani”, con un rapporto pari all’1,38%); Benevento (10.942 degradati e 259.589 “sani”, con un rapporto pari al 4,22%); Foggia (9.996 degradati e 679.060 “sani”, con un rapporto pari all’1,47%); Aosta (7.783 degradati e 270.043 “sani”, con un rapporto pari al 2,88%); Siracusa (7.123 degradati e 379.960 “sani”, con un rapporto pari all’1,87%); Piacenza (5.054 degradati e 370.657 “sani”, con un rapporto pari all’1,36%); Verbania Cusio Ossola (5.046 degradati e 253.702 “sani”, con un rapporto pari all’1,99%); Vibo Valentia (4.822 degradati e 175.901 “sani”, con un rapporto pari al 2,74%).

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