Pubblicato il: 1 settembre 2017 alle 7:00 am

L’insostenibile leggerezza del Napoli e la spyder di Sarri Le altre favorite al titolo si sono rafforzate e non soffriranno di crisi d’identità

di Antonio Mango.

Napoli, 1 Settembre 2017 – Erano quattro le partite da vincere in avvio di campionato e coppe e il Napoli le ha vinte. Ma il miniciclo pronti partenza via destinato a suggerire le favorite al titolo e l’ingresso in Europa serviva anche a dare un’occhiata fuori dal cortile di casa.

Primo. Nessuna squadra soffrirà quest’anno di crisi d’identità. Sembrano tutte partite sulle ali dell’entusiasmo, meno la Juve che però ha vinto lo stesso com’è tradizione. I numerosi acquisti stavolta sembrano dettati da società e allenatori con idee più chiare. In più ci mettete qualche nome di grido e qualità dei nuovi inserimenti ed ecco che il popolo calcistico delle avversarie si scalda e Juve, Inter, Milan vincono il loro rispettivo miniciclo.

Quindi, squadre disordinate e in preda ad una crisi di nervi il Napoli non ne troverà. Allegri, Spalletti, Montella, Di Francesco sono allenatori tattici, che non lasciano per quanto possibile nulla al caso.

Secondo. Dicevano i vecchi e gloriosi cronisti da campo che un tiro era “telefonato” quando andava senza forza e malizia nelle braccia del portiere. Bene, gli spioventi calciati dal Napoli appaiono appunto “telefonati”. Qualcosa certamente gli azzurri la fanno, ci scappa semmai pure il gol, ma la gran parte di essi è preda del portiere o dell’inzuccata dei difensori avversari.

Terzo. Tranne il mastodontico Koulibaly (cm 1,95) e a seguire in ordine di altezza Maksimovic (1,93), Albiol (1,90), che precedono Goulam, Maggio, Hysaj di poco inferiori, il resto della squadra, ovvero centrocampo e attacco del Napoli, vanta altezzze che vanno da 1,67 centimetri del Magnifico all’1,80 di Jorginho, passando per Dries Mertens e Giaccherini, rispettivamente fermi a 1,69 e 1,67 centimetri. Trascurando altri numeri titolari, finanche i nuovi acquisti Mario Rui e Ounas si accomodano, con i loro 1,68 e 1,72, nel salotto dei “piccoletti”. Se prendiamo, tra le squadre fisiche, l’Inter come avversaria di riferimento, il confronto è tra una spyder e un suv.

L’insostenibile leggerezza del Napoli si è rivelata, però, una leggerezza di successo. Tattica e tecnica al primo posto, con un occhio alla partecipazione corale della squadra in campo, sia quando si suona la carica sia quando ci si ritrae in difesa. Alla lunga, però, la fisicità, quando è mischiata alla tecnica, il suo peso ce l’ha e dovremo attenderci per il Napoli “spagnolo” un anno di grandi sacrifici.

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