Pubblicato il: 2 settembre 2017 alle 7:30 am

I 100 gelati fatti con acqua sporca L'idea, provocatoria, è di tre studenti dell'Università di Taiwan che vogliono mostrare gli effetti dell'inquinamento su fiumi e laghi

di Danilo Gervaso.

Taipei (Taiwan), 2 Settembre 2017 – Il 15 maggio scorso, su una pagina Facebook dal titolo “100%純污水製冰所” che tradotto significa “Ghiaccio di scarico puro al 100%” tre ragazzi hanno scritto: «Prendiamo personalmente le 100 fonti di acqua inquinate da Taiwan, fatte in popsicles, per simulare dei ghiaccioli che diano il senso del contrasto e per trasmettere la differenza tra l’acqua pura e quella inquinata. Poi vorremmo chiedervi: Che bella pozza, vi va di mangiarla?».

La provocazione, in poche settimane, ha fatto il giro del mondo. Si è trattato di un modo originale per mostrare visivamente gli effetti dell’inquinamento. Nasce così una linea di ghiaccioli di 100 tipi diversi, nessuno dei quali è però commestibile. Ciascuno dei “gusti” corrisponde non a un sapore, ma a un’acqua inquinata. I ghiaccioli, con tanto di classico stecco di legno, sono fatti con acque raccolte da fiumi, canali, laghi e porti. Oltre all’acqua, che assume anche colori intensi a causa degli scarichi industriali, nei ghiaccioli si trovano vari pezzi di plastica, mozziconi di sigarette, oli e altri rifiuti. Il tutto per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni delle acque del Paese.

Il progetto Polluted Water Popsicle nasce dall’idea di Hong I-Chen, Guo Yi-Hui e Cheng Yu-Ti, tre studenti della National Taiwan University of Arts, e intende sensibilizzare sull’importanza del rispetto dell’ambiente e sui rischi legati all’inquinamento.

 

«Avevamo questa idea perché crediamo che le risorse idriche per tutti siano una cosa molto importante», ha dichiarato Hong. Circa il 90% dei rifiuti solidi nei popsicles è plastica. Ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica vengono immessi in oceani e vie d’acqua, l’equivalente di un camion ogni minuto, secondo il World Economic Forum.

Per le mostre, gli studenti hanno ricreato le popsicles originali di ghiaccio usando la resina: «La resina è stata utilizzata solo per la loro visualizzazione, perché altrimenti le popsicles si sarebbero appena sciolte quando montate sul muro, quindi abbiamo trovato un materiale che ha mantenuto lo stesso aspetto del ghiaccio», ha spiegato Hong.

Inoltre hanno progettato l’imballaggio su ordinazione per ciascuno dei gelati, completo del nome della fonte dell’acqua e di un elenco di ingredienti presunti. La collezione è stata esposta a Taipei in una mostra che durerà fino al 24 settembre.

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