Pubblicato il: 5 settembre 2017 alle 7:30 am

In Italia sono puntuali quasi 91 treni su cento. Lo dice Trenitalia I dati diffusi dall’azienda ferroviaria evidenziano una serie di miglioramenti del servizio. Restano però i tanti casi di ritardi e guasti segnalati nei mesi scorsi

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 5 Settembre 2017 – Chi non ricorda una delle battute più famose del cinema italiano degli anni ’80? «Da quando c’è lui… Treni in orario e tutto in ordine!». «Per far arrivare i treni in orario, però, se vogliamo, mica c’era bisogno di farlo capo del governo: bastava farlo capostazione…». Il film è ‘Le vie del Signore sono finite’, del 1987 diretto e interpretato dall’indimenticabile Massimo Troisi. Ma battute a parte, i ritardi dei treni italiani hanno arricchito repertori teatrali e libri. E alzi la mano chi, essendo vittima di uno di questi ritardi, non è stato coinvolto negli snervanti sfoghi di altri passeggeri.

Che succede, allora, se i convogli arrivano in orario? Succede che quella che sarebbe l’ordinaria, normale modalità di viaggio diventa una notizia. Ed è la stessa azienda a rimarcarlo inviando una nota alla stampa: «Puntuali quasi 91 treni su cento, una corsa cancellata ogni cento programmate e soltanto quattro su mille per dirette responsabilità di Trenitalia».

A qualcuno sarà scappato un «Evviva!». Qualcun altro, invece, ha ricordato che uno studente di ingegneria dell’Università di Cesena ha creato solo qualche settimana fa una app considerando i ritardi storici accumulati dal treno regionale che ogni mattina dovrebbe portarlo da Pesaro a Cesena. Non per rovinare l’aria di festa, ma Osservatorio mobilità di Federconsumatori Abruzzo, proprio ieri, ha precisato: «La linea ferroviaria Pescara-Roma è stata chiusa circa due mesi per lavori. Il giorno della riapertura della linea (04.9.17) i pendolari speravano di poter constatare i vantaggi dei lavori. In realtà – si legge nella nota -, già il primo giorno, per un problema tra Bagni di Tivoli e Lunghezza, i viaggiatori del treno 3225, il Pescara Roma Termini delle ore 5,23 con arrivo previsto per le ore 8,45, sono stati costretti a subire oltre un’ora di ritardo a causa di “problemi alle infrastrutture”». E i guasti agostani alla stazione torinese di Porta Susa, con 21 treni in ritardo anche di 80 minuti? E quelli sulla linea Roma-Fiumicino dell’8 agosto scorso? Insomma è stata un’estate bollente per il trasporto ferroviario italiano. Eppure non sembrerebbe leggendo il comunicato di Trenitalia.

«La fotografia a fine agosto della mobilità regionale gestita in tutt’Italia dalla società di trasporto ferroviario del Gruppo FS fa registrare dati in crescita delle performance industriali registrate negli ultimi due anni – è scritto -. Miglioramento che sembra essere percepito anche dai clienti stando ai risultati delle ultime indagini demoscopiche sulla loro soddisfazione che, a luglio, ha toccato l’84,5% di soddisfatti del viaggio nel suo complesso (migliore di 4.6 p.p, rispetto allo stesso periodo del 2016) e l’82,2% nel valore cumulato dei primi mesi dell’anno. Con un aumento del +10,3% rispetto ai risultati del 2014».

Secondo i dati in possesso di Trenitalia, infatti: «I primi otto mesi del 2017 vedono la puntualità reale (arrivo entro i 5 minuti dall’orario previsto) dei treni regionali attestarsi al 90,7 e l’indice di regolarità (corse effettuate rispetto alle programmate) al 98,9%. Valori che, considerando le sole cancellazioni (0,4%) e ritardi (2,8%) imputabili direttamente a Trenitalia salgono al 99,6% come regolarità e 97,2% di puntualità. Anche le avarie che determinano stop tecnici alle corse si sono ridotte a 20,7 ogni milione di km percorsi, dimezzando i valori del 2014 (41,6 ogni milione di km)». E se ciò non bastasse, «confrontando l’identico periodo degli anni precedenti la puntualità cresce di 4 punti percentuali vs 2014, di 1,2 p.p. vs 2015 ed è in linea con quella del 2016, la puntualità realizzata dall’impresa ferroviaria, quella che recepisce i soli ritardi imputabili a Trenitalia, migliora di 4 punti rispetto al 2014, 1,8 vs 2015 e 0,5 vs 2016. Analoghe performance per la regolarità del servizio con un dimezzamento delle cancellazioni rispetto al 2014».

Si tratta di un’azienda dalla gestione estremamente complessa, non lo si può negare. E infatti, la nota bene fa a mettere in rilievo che: «Il bilancio di Trenitalia Regionale dei primi due quadrimestri del 2017 riguarda una mole complessiva di servizi che assomma a 1.380.378 corse, per 103.282.715 km percorsi complessivamente e 294.721.040 passeggeri trasportati».

E dove viaggiano i treni più puntuali d’Italia? I treni regionali più virtuosi sono quelli di Bolzano (95,1%), Friuli Venezia Giulia (95%), Trento (94%), Abruzzo (93,7%), Veneto (93,2%), Marche (92,8%), Lazio (92%). I miglioramenti più consistenti rispetto all’anno precedente si sono registrati in Val d’Aosta (+4,8%), Basilicata (+2,1%), Lazio (+1,5%), Bolzano (+1,1%), Liguria (+0,9%), Abruzzo (+0,6%).

La nota dell’azienda ferroviaria italiana si conclude con una serie di dati estratti dall’ultima indagine demoscopica, condotta a luglio da una società esterna al Gruppo FS, in cui viene evidenziato «un miglioramento nel giudizio che i clienti danno del servizio e dei vari momenti che lo compongono (+4,6% vs luglio 2016 e +3,3% vs periodo gennaio-luglio 2016). Rispetto a luglio 2016 – si apprende –  tutti i fattori della permanenza a bordo hanno registrato un miglioramento significativo: pulizia +5,9% (72,3% vs 66,4%), puntualità +4,8% (76,8% vs 72%), informazioni a bordo +4,6% (80,7% vs 76,1%), permanenza a bordo +4,6% (85,6% vs 81%) e comfort +4,3% (81,5% vs 77,2%). Anche la security ha avuto un miglioramento significativo sia rispetto a luglio 2016 con +4,6% (79,3% vs 74,7%) sia sul cumulato annuo rispetto al 2016 con +4,8% (78,6% vs 73,8%)».

E dire che Henry James in ‘Ritratto di signora’ scriveva: «Questi treni italiani hanno quasi l’andatura di un funerale americano». Ma quelli erano altri tempi.

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