Pubblicato il: 5 settembre 2017 alle 7:00 am

Sanità: l’importanza di mettere le persone giuste al posto giusto Perché a capo di un dicastero tanto delicato e complesso non vengono scelti medici ma esponenti politici?

di Giovanni De Lisa*.

Uno dei motivi fondamentali del cattivo funzionamento della Sanità in Italia – secondo il mio parere di Operatore per quaranta anni circa – va ricercato nell’uso eccessivo del Pronto Soccorso. Qualche anno fa ci si rivolgeva al pronto soccorso in caso di vera necessità, oggi invece al minimo fastidio fisico si allerta una serie di attività di soccorso che non fanno bene al funzionamento del Servizio sanitario. Qualche esempio? Nella mia esperienza di chirurgo al Pronto Soccorso mi è capitato di visitare pazienti cronici e con gravissime patologie che giungevano all’osservazione in Ambulanza accompagnati dal medico e da un infermiere. Effettuata la visita, eseguiti gli esami di laboratorio e strumentali il paziente veniva inviato a domicilio con l’invito a continuare la terapia già in suo possesso. In questo caso c’era stato un utilizzo improprio del pronto Soccorso. Infatti, sarebbe stato più logico inviare un medico a domicilio, risparmiando risorse ed evitando il trauma del viaggio inutile al paziente. Immaginate allora quanti viaggi inutili si eviterebbero con un servizio domiciliare per i pazienti allettati.

Si parla di malasanità con grande facilità ma non si sente una voce che proponga la risoluzione dei problemi. Si cercano i colpevoli, si cerca il “mostro” da dare in pasto a giornali e tv, si inviano gli ispettori. Questa degli Ispettori è una cosa che mi farebbe sorridere se il problema non fosse così grave.

Si prenda il caso delle RSA (quelle case in cui vengono “tenuti” gli Anziani o i disabili). Sulle quali, spesso, si accendono i riflettori per denunciare maltrattamenti ai danni dei ricoverati. Ci si indigna guardando il servizio del telegiornale che, ogni volta, si conclude con: “Il ministro ha inviato gli ispettori”. Ma non è più facile fare un censimento delle strutture adibite all’assistenza e ispezionarle prima?

Mi piacerebbe, ora che sono in pensione, dopo tanti anni di esperienza nel campo sanitario dove ho lavorato a tempo pieno ospedaliero, che queste mie idee venissero accettate da chi di dovere. Mi piacerebbe ma non nutro molta fiducia. Posso affermarlo con certezza che ieri come oggi la gestione della Sanità in tutte le sue componenti è affidata a persone che devono rispondere a logiche che poco hanno a che fare con l’interesse per la Salute. Del resto, eccetto qualche raro caso in cui è stato posto un medico a capo del Ministero, negli ultimi anni si sono avvicendate persone che rispondevano solo alle logiche di partito e di coalizione. E’ normale? La Sanità dovrebbe essere retta, guidata, da persone che vivono quotidianamente a contatto con il paziente: medici, infermieri e altro personale sanitario. Cosa può sapere un ministro della Sanità, se prima non vi ha operato in questo settore tanto delicato e complesso, delle necessità di una struttura ospedaliera in un piccolo centro o dei problemi che riguardano il Pronto soccorso o, ancora, delle difficoltà che incontra il medico di base? In un periodo in cui si tagliano sempre di più le risorse come può il medico di base dire al proprio assistito che deve pagare quasi tutte le medicine perché “non ci sono soldi”? Come si fa a dire a un paziente che per effettuare una mammografia o un’ecografia o una TC deve attendere qualche mese? Il ministro e i suoi ispettori questo lo sanno?

* Medico-chirurgo

neifatti.it ©