Pubblicato il: 6 settembre 2017 alle 7:30 am

Incarico gratuito per assistenti sociali, il presidente Gazzi: «Uno schiaffo alla professione» L’iniziativa del Comune di Piana degli Albanesi. Il Cnas: «Agiremo contro questo scandaloso provvedimento in tutte le opportune sedi»

di Giuseppe Picciano.

Piana degli Albanesi (Palermo), 6 Settembre 2017 – Nell’Italia dei diritti negati o ignorati succede pure che un Comune, quindi il primo livello della Pubblica amministrazione, metta a bando due incarichi gratuiti, nel caso specifico per assistente sociale. Vale a dire che i professionisti interessati devono concorrere per conquistare un lavoro che non prevede retribuzione. L’iniziativa è dell’amministrazione comunale di Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo.

La reazione del Consiglio nazionale degli assistenti sociali è stata immediata e durissima. «Ancora una volta nel giro di pochi mesi, la terza nella sola Sicilia, una amministrazione locale, quella del Comune di Piana degli Albanesi, ha bandito un concorso per la posizione di assistente sociale indicando che l’incarico verrà conferito a titolo gratuito – dichiara Gianmario Gazzi, presidente nazionale Cnas e neo componente il Cnel proprio in rappresentanza delle professioni – questa sorta di “volontariato imposto”, attraverso una vera e propria azione di caporalato intellettuale mina alla radice l’essenza stessa della nostra, come di qualsiasi altra, professione. Una iniziativa scandalosa che contrasteremo in tutte le sedi e con tutti gli strumenti».

Per Gazzi è uno schiaffo in piena regola. «Sul tema dell’equo compenso solo pochi giorni fa, il 7 agosto, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge sul tema, specificatamente rivolto agli avvocati ma che è pensato anche per le altre professioni, perché non è proprio accettabile che l’erogazione di una prestazione professionale che comporta anni di studio, esame di stato, obblighi deontologici, formazione continua, assicurazione, debba svolgersi senza compenso. Uno schiaffo ancora più inaccettabile in quanto con l’avvio delle procedure per il Sostegno per l’inclusione attiva, prima, e poi, per il Reddito d’inclusione sono proprio gli assistenti sociali che debbono istruire le relative pratiche e gestire i piani personalizzati che, per ogni persona, si accompagnano ai sussidi economici».

Il presidente degli assistenti sociali definisce surreale la vicenda se solo si pensa che nei mesi scorsi sono stati messi a disposizione dei Comuni ingenti risorse economiche, a far valere sui vari fondi, per rinforzare i servizi necessari al miglior funzionamento delle misure governative di inclusione. «Viene spontaneo chiedere, ed è una domanda che rivolgo al sindaco – se il Comune di Piana degli Albanesi si sia attivato per ottenerli o se abbia ritenuto più comodo semplicemente pubblicare un bando per interventi professionali da svolgersi a titolo gratuito».

Gazzi si augura che il Comune di Piana degli Albanesi comprenda l’enormità dell’errore commesso e ritiri immediatamente il bando. «In caso contrario – conclude – oltre alla diffida che abbiamo immediatamente inviato a quella amministrazione, porteremo le nostre azioni contro la richiesta gratuità delle prestazioni in tutte le opportune sedi».

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