Pubblicato il: 6 settembre 2017 alle 8:15 am

Islanda, terra di ghiacciai e vulcani Dieci scatti di Giuseppe Loffredo

di Giuseppe Loffredo.

Reykjavík (Islanda), 6 Settembre 2017 –  Paese di ghiacciai e vulcani, terra al limite dell’abitabile, isola circondata dagli iceberg: abbiamo un po’ tutti dell’Islanda un’idea “estrema” e, in parte, non a torto; ma l’Islanda è frequentata da turisti e, solo per fare un esempio, esporta succhi di frutta quasi fosse un paese mediterraneo e questo perché condizioni climatiche e geologiche particolarissime, insieme alla tenacia e alle capacità degli abitanti, ne fanno un posto del tutto unico nel suo genere.

Appena a sud del Circolo Polare Artico, l’Islanda è più vicina alla Groenlandia che all’Europa, ma è, politicamente e culturalmente, europea; in fondo non sarebbe né America, né Europa, ma, potremmo dire, sul confine; l’isola emerse dalla dorsale vulcanica che, sul fondo dell’Oceano Atlantico, separa le zolle europee e americane e il territorio è in gran parte montuoso (l’interno è spesso coperto da ghiacciai) e caratterizzato dalla presenza di molti vulcani attivi, oltre che da vasti altopiani; le coste ovest e sud sono meno fredde e aride poiché dalla Corrente del Golfo vi arriva acqua calda che mitiga le temperature e genera piogge.

La popolazione che vive nella capitale Reykjavik rappresenta praticamente oltre metà del totale sull’isola: l’organizzazione sociale e culturale è eccellente.

E’ davvero arduo elencare tutti i paesaggi multiformi che è possibile trovare in questa terra estrema ed incantevole: dai dolci pendii ricoperti da tenera erba verde, alle distese nere di sabbie laviche o ai campi di lava ricoperti da pallidi muschi; dalle lagune piene di iceberg galleggianti, ai fiordi assolati del nord, dove le montagne imbiancate si spingono fino al mare e dove la fioritura è un’esplosione di violetto e bianco; dagli aspri paesaggi dominati dai fenomeni vulcanici come le solfatare, le pozze d’acqua ribollenti, i camini di vapore, alle montagne color pastello dai morbidi profili o alle frastagliate coste del sud battute dalle impetuose onde dell’oceano e odorose di salsedine.

E l’elenco potrebbe continuare ancora con le cascate, i geyser, l’aurora boreale, i pulcinella di mare, i silenzi, gli odori… Le mille suggestioni di questa terra così particolare e unica!

E’ chiaro che le parole non risultano essere il mezzo più efficace per descrivere la straordinaria natura, spesso selvaggia, che è propria dell’Islanda: il massimo che possa fare è raccogliere, in questo album fotografico, quanto ho potuto vedere attraverso l’obiettivo in dieci giorni di tour, sperando di fornire almeno una vaga idea di cosa è questa splendida terra piena di contrasti.

Reykjanes: nel sud-ovest dell’Islanda, nella penisola di Reykjanes, l’area geotermale di Gunnuhver, nella pressi del lago Kleifarvatn, Ë una zona ricca di fumarole, pozze ribollenti di fango che scaldano la temperatura dell’aria ed Ë impregnata da un forte odore di zolfo; il caratteristico colore delle acque Ë dato dalla presenza di numerosi minerali, come silice, calcare e zolfo.

 

Reykjanes: nell’area di Kr˝suvÌk, altra area geotermale che si trova lungo la costa meridionale della penisola di Reykjanes, vi sono le sorgenti solforose e gorgoglianti di Selt˙n; la temperatura sotto la superficie arriva ai 200∞C e l’acqua bolle quando emerge dal terreno.

 

Reykjanes: il lago Kleifarvatn Ë il lago maggiore della penisola di Reykjanes ed è uno dei più profondi del paese, con i suoi 97m di profondità, non è alimentato da fiumi, ma da modeste sorgenti calde che costellano le rive e dalle precipitazioni.

 

Fiingvellir: il Parco Nazionale di Fiingvellir (dalle parole islandesi “fiing”, parlamento, e “vellir”, pianura) si trova nella parte sud-ovest dell’Islanda, vicino alla penisola di Reykjanes e all’area vulcanica di Hengill; il Parco Nazionale di Fiingvellir sorge in un punto di grande interesse geologico, sulla fossa tettonica islandese, ovvero nel punto in cui la zolla americana e quella europea si allontanano l’una dall’altra.

 

Gullfoss (nome composto da “gull”, ovvero “dorato” e “foss”, cioè “cascata”). E’ una delle più note cascate dell’Islanda sud-occidentale, lungo il percorso del fiume HvÌt· nella regione Suðurland; la cascata di Gullfoss viene generata dal fiume Hvita che, scorrendo verso l’oceano, genera due salti, uno di 11 metri e uno di 21 metri di altezza, per poi buttarsi in una gola stretta e profonda.

 

Eyjafjörður, è il fiordo più lungo nell’Islanda centro-settentrionale e si trova nella seconda regione più popolosa d’Islanda; il nome Eyjafjörður, letteralmente significa “fiordo dell’isola” ed è riferito all’isola di HrÌsey.

 

Go–afoss: le acque del fiume Skj·lfandafljÛt, fiume dell’Islanda settentrionale che nasce dal ghiacciaio Vatnajˆkull, cadono formando le cascate di Go-afoss, per circa 12m su di una larghezza di circa 30m; Go-afoss, che dall’islandese è traducibile come “Cascata degli Dei”, è una delle cascate più note e spettacolari d’Islanda.

 

Akureyri: è un importante porto e centro di pesca e si trova in fondo all’Eyjafjˆrour, il fiordo più lungo dell’Islanda centro-settentrionale; è circondata da montagne, la più alta delle quali è il “Kista” (1447m) con un altro picco di 1538m a capo della “Gler·dalur” (valle del Gler·).

 

Akureyri è a circa 100km dal Circolo polare artico e, per questo motivo, in questa città è possibile osservare fenomeni come il sole di mezzanotte in estate e la notte polare in inverno; il giorno più lungo dell’anno è il 21 giugno, con oltre 23 ore di luce, il più corto è il 21 dicembre, con appena 3 ore di luce.

 

Myvatn: la struttura dei bagni termali di Myvatn (“Myvatn Naturebath”) si trova sulla sommità di una collina ed è stata inaugurata nell’estate del 2004; contenenti una miscela unica di minerali, silicati e microrganismi geotermici, le acque calde e rilassanti del Myvatn Naturebath danno beneficio sia alla pelle che allo spirito.

(Foto di Giuseppe Loffredo. Fine prima parte)

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