Pubblicato il: 10 settembre 2017 alle 7:30 am

Dagli oracoli ai venditori di chiacchiere, un altro segno dell’abbrutimento sociale Ciò che nell’antichità era un momento con una sua sacralità oggi rappresenta terreno fertile per la speculazione

di Giosuè Battaglia.

Roma, 10 Settembre 2017 – La divinazione è sempre stata l’arte presunta del predire il futuro e ognuno che l’ha ostentata, è stato in qualche modo sempre ascoltato dai più e anche chi si è avvicinato per curiosità, è stato comunque attratto dal conoscere il proprio futuro, rimanendone in qualche modo affascinato.

L’oracolo è sempre esistito e a questi personaggi o entità, si sono sempre rivolti chi non riusciva a trovare una spiegazione alle domande di vita. Per questo ci si avvicinava a questa entità dalla quale si attendevano risposte ai molteplici problemi della vita.

Questo cercare risposte è andato via via consolidandosi sempre più con l’evolversi dei tempi. Allora l’individuo è diventato sempre più esigente nel trovare chi potesse rispondere meglio alle sue problematiche. I vari “oracoli” trovano diversi “clienti” fra quelli che non riescono a trovare risposte ai mali terribili, che la medicina non può dare; ma anche chi non trova l’amore alla sua solitudine, chi spera in una vincita, chi vuol scoprire in anticipo l’epilogo di una certa situazione.

Così i “divinatori” speculano sui mali altrui, sulle debolezze, sulle insicurezze. Da sempre si è avuto l’esigenza di dover interpellare qualcuno a cui chiedere un consiglio, un parere sul proprio comportamento e mentre gli antichi si rivolgevano ad “oracoli” , che erano rappresentati da statue inanimate cercando di interpretare segnali, oggi gli oracoli hanno un contatto diretto con il cliente, un contatto attraverso il quale si percepiscono gli stati d’animo, i movimenti, il modo di parlare e che quindi danno segnali forti per l’interpretazione al divinatore che da risposte in base all’atteggiamento mostrato.

E allora il divinatore percepisce questi segnali emanati e oracola in un modo consono a quelle che sono le risposte che più fanno piacere al cliente e usa a sua volta modi e atteggiamenti conseguenziali, facendo credere ciò che vuole per il suo tornaconto.

Ecco perciò che scatta l’interesse del “venditore di chiacchiere” che approfitta e sottomette facendo credere certe favole che sono ben accettate dal cliente. Come è pensabile che durante l’esistenza di una persona non vi siano periodi bui, fatti di malattie, di vicende famigliari tristi, di malanni della salute.

Basterebbe che ognuno avesse la forza e la consapevolezza di ciò che la vita comporta, per superare le disavventure che si presentano. Purtroppo tutto ciò rappresenta terreno fertile per la speculazione, che talvolta porta a gesti estremi perché si arriva a un forte condizionamento di quanto oracolato.

Allora bisognerebbe chiedersi: «Ma il divinatore prima di essere tale, è una persona umana, quindi anche lui è colto da avvenimenti di vita e quindi avrebbe bisogno come tutti noi, capire o anticipare certi epiloghi; a chi si rivolge per quanto?».

Lui non si rivolgerà mai ad un altro divinatore, perché sa a priori, che l’arte presunta, sta nel saper vendere le “chiacchiere”.

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