Pubblicato il: 10 settembre 2017 alle 7:00 am

Il monastero di Ripoll e la ‘Questione islamica’ Viaggio tra simboli e luoghi dimenticati. Prima parte

di Michele Selvaggio.

Roma, 10 Settembre 2017 – Dopo la pausa estiva riprendo il viaggio tra i luoghi misconosciuti partendo, come le altre volte, da alcuni simboli trascurati o dimenticati che questi posti racchiudono o rappresentano. Questa volta, però, ci trasferiamo in Catalogna per tratteggiare un luogo divenuto ulteriormente ‘simbolico’ dopo l’attentato terroristico, a matrice islamica, avvenuto in agosto sulla ‘Rambla’ Barcellonese. Ripoll è una sonnecchiante cittadina della Catalogna, in provìncia di Gerona, situata in zona collinare nella valle del Ter, dove in questo confluisce il fiume Fresser. È proprio in questa cittadina, dove vedremo è nata l’identità della Catalogna, che ha agito ed operato la mente della banda di ragazzi e ragazzini terroristi di Barcellona. Questi era l’Imam della moschea proprio di Ripoll. L’Imam, nell’Islam sunnita, ove non esistono gerarchie ecclesiastiche, è solo una “guida” spirituale. Purtroppo quando la cecità dell’estremismo religioso e la delinquenza comune coincidono in un’unica persona, la creazione del cattivo maestro è gioco facile.

Abdelbaki Es Satty, cosa trascurata dai media italiani, è un noto delinquente i cui interessi, almeno fino al 2010, non erano sicuramente quelli dettati dal Corano. Infatti in quell’anno venne arrestato mentre tentava di introdurre in Spagna 12 chili di hashish proveniente da Ceuta. Condannato a 4 anni per narcotraffico inizia da qui la sua storia di fuorilegge. Il detenuto Abdelbaki Es Satty, diventa compagno di carcere di Rachid Aglif, alias Il Coniglio, condannato a 18 anni di carcere per avere partecipato al commando di terroristi responsabili del massacro di Atocha a Madrid del 11 marzo 2004 con un saldo di 192 vittime mortali e 2.000 feriti. Nonostante questa condanna Aglif incredibilmente non viene isolato. Il suo pupillo diverrà proprio Es Satty, il narco-imam, che rinchiuso, diventa guida della preghiera per i detenuti musulmani del carcere sotto la protezione dello stragista.  Una volta tornato in libertà diventa il capo spirituale della moschea di Ripoll. Il triste seguito è nel sangue di Innocenti versato sulla Rambla barcellonese.

Interno della moschea di Ripoll

Ma Ripoll non deve essere ricordata come luogo di terrore e conflitto culturale. La sua natura, la sua storia e la sua vocazione sono l’esatto opposto del fanatismo religioso. Infatti essa è celebre per il monastero benedettino di Santa Maria, la fondazione del quale, in un luogo dove già anteriormente esisteva un santuario della Madonna, si fa risalire al conte Wifredo (morto nell’898), capostipite della dinastia catalana. È, cioè, il luogo fondante della Catalogna. La consacrazione della prima basilica storica risale all’888. Ci troviamo, quindi nel pieno del fulgore della predicazione benedettina che porterà alle consacrazioni di successive basiliche (nel 935, 977 e 1032), di cui l’ultima innalzata dall’insigne abate Oliva (1002-1046) pronipote di Wifredo. Il monastero, oltre a luogo di culto Cristiano è, come ripetuto, legato intimamente alle origini della Catalogna. Ma soprattutto, riallacciandoci all’episodio inizialmente descritto, fu sino dal principio importante centro di cultura e tolleranza. Addirittura precede d’un secolo e mezzo la Scuola di Toledo anticipandola nella diffusione e nella produzione di musica, di poesia, di scienza. Come è stato scritto: “…‘scriptorium che irradia sapere in tutta la “Marca Hispanica” ed oltre…”. Culla della storiografia ufficiale catalana con i “Gesta Comitum Barcinonensium” per molto tempo i Conti di Barcellona ebbero, in quel monastero, il loro Pantheon.

Interno dell’Abbazia di Ripoll

L’attività costruttiva e artistica degli Abati di Ripoll culmina quando nel sec. XII è aggiunto al tempio oliviano il grandioso portale, in cui l’iconografia delle sculture deriva dalle contemporanee Bibbie miniate catalane oggi conservate nell’antica biblioteca dell’archivio della Corona di Aragona a Barcellona.

Lo splendido portale

(Fine prima parte).

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