Pubblicato il: 11 settembre 2017 alle 7:00 am

Diarrea del viaggiatore? Sintomo debilitante, ecco la dieta migliore Tra le cause più frequenti della «Vendetta di Montezuma» infezioni batteriche o virali, ma anche l'ingestione di cibi avariati o stress. Soluzioni? Intanto bere

A cura della dottoressa Teresa Esposito*.

La diarrea non è un vero disturbo, ma un sintomo. Quindi per guarire è necessario ricercare le cause scatenanti. Tra le più frequenti, c’è un’infezione batterica o virale, ma anche l’ingestione di cibi avariati e lo stress hanno effetti negativi sull’intestino. Il viaggiatore può incorrere in una di queste possibilità o a volte più di una. Cosa fare? Di solito, le forme più comuni durano poco e un’alimentazione adeguata e qualche accortezza, aiutano a risolvere il problema e a evitare il pericolo di complicanze come la disidratazione in piena estate. «La vendetta di Montezuma» è il nome dato alla diarrea del viaggiatore che colpisce dal 40 al 60 per cento delle persone che si spostano in qualsiasi parte del mondo e, in particolare, nelle zone a basso controllo igienico e con un clima torrido. Tra le cause, l’ingestione di bevande e di alimenti contaminati da batteri (come la Salmonella), ma anche da virus o parassiti. Di solito dura poco, ma quali sono i consigli per la fase acuta, a quali cibi dire no e quali ricorrono i nostro aiuto?

I consigli. Bere acqua continuamente durante la giornata e a piccoli sorsi per reidratarsi. Preferire acque con residuo fisso alto, poiché ricche di sodio, potassio e magnesio che si perdono con le feci. Aggiungere all’acqua del succo di limone. Evitare cibi solidi. Arricchire la dieta con tannini, sostanze con proprietà astringenti presenti soprattutto nel tè nero e frutti acerbi di mele e banane. Equilibrare la flora batterica intestinale con integratori probiotici. Evitare prodotti integrali.

I cibi “no”. Evitare latte e derivati, troppe verdure, frutta secca, carni grasse, salumi e insaccati, fritture, dolci e uova.

I cibi “sì”. Pane bianco tostato (per evitare i lieviti), riso, patate, semolino, carni magre, pesce, carote, mele, banane.

*Medico chirurgo – dietologa

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