Pubblicato il: 12 settembre 2017 alle 8:30 am

‘Veleno’, il film che racconta lotta e morte di chi combatte le ecomafie Presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, evento speciale della Settimana della Critica, sarà al cinema dal 14 settembre

di Nadia Cozzolino.

Napoli, 12 Settembre 2017 – “Veleno”, come quello che criminali senza scrupoli hanno disseminato in un piccolo centro del casertano. Diego Olivares ha presentato alla 74esima Mostra internazionale del Cinema di Venezia il suo nuovo film, dal 14 settembre al cinema. La pellicola è una produzione Bronx Film, Minerva Pictures e Tunnel Produzioni in collaborazione con Gesco Gruppo di Imprese Sociali, Rai Cinema, Sky Cinema e Film Commission Regione Campania.

Veleno è la storia di una coppia, Cosimo e Rosaria, che vive nelle campagne della Terra   ndei Fuochi, tra le province di Napoli e Caserta. Dopo anni di tentativi, i due riescono a concepire un bambino che però non riuscirà mai a vedere il padre, ammalatosi e morto di tumore dopo un’esistenza trascorsa a lavorare la sua terra, quella ereditata dal padre, vicina a una discarica gestita dalla camorra. Veleno è un film di denuncia sociale, come spiegano gli stessi produttori del film. «Le nostre terre avvelenate, intere famiglie che si ammalano, a partire dai più piccoli e fragili, un territorio violato e devastato dalla mano criminale: quella che ci mostra ‘Veleno’ non è finzione ma una storia vera, un dramma con cui ormai conviviamo nella nostra regione. Un dramma – spiega Sergio D’Angelo, presidente del Gruppo Gesco e coproduttore di Veleno – su cui, purtroppo, solo di recente si sono finalmente accesi i riflettori, talvolta con atteggiamenti di sottovalutazione da parte della politica e delle istituzioni locali. Film di denuncia come Veleno che, con il gruppo di imprese sociali Gesco, abbiamo contribuito a realizzare, sono  sempre più necessari nella misura in cui ci costringono a vedere e a non voltarci dall’altra parte».

E in alcune scene del film compaiono perfino i luoghi tristemente noti per l’incessante sversamento di rifiuti pericolosi e per la presenza continua di roghi: è il caso di alcune strade interpoderali vicine alla stazione Tav di Afragola o la zona a ridosso dei Regi Lagni. E’ il dramma con cui quotidianamente convivono i cittadini della Terra dei Fuochi e che Gaetano Di Vaio della Bronx Film, coautore della pellicola, ha voluto mettere in scena senza alcuna censura: «Quello che abbiamo provato a raccontare – dice Di Vaio – è il dramma di un territorio attraverso la storia di una famiglia onesta come tante altre, che trova anche nelle imprese del Nord colluse con la camorra una delle sue principali cause di sciagura. Mi riferisco a quelle aziende senza scrupoli che per anni hanno sversato i loro veleni nelle campagne tra Napoli e Caserta, quel settore di imprenditoria fatto da colletti bianchi che non hanno avuto alcuna remora ad andare a braccetto con la camorra più violenta e sanguinaria. Il nostro è un lavoro basato su una storia come tante, una storia che ha in sé mille storie, i volti di Luisa Ranieri e Massimiliano Gallo interpretano la determinazione di un intero popolo che sulla propria pelle sta vivendo il dramma della malattia a causa degli interessi speculativi di una parte di imprenditoria del Nord che ha avvelenato il Sud».

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