Pubblicato il: 14 settembre 2017 alle 7:00 am

Subito la legge per i whistleblower: Riparte il futuro e Transparency Italia scendono in piazza Il provvedimento in favore di chi segnala corruzione e illeciti sul lavoro è “bloccato” al Senato. Molti enti locali privi di procedure interne per le denunce

di Giuseppe Picciano.

Roma, 14 Settembre 2017 – «I whistleblower non sono delatori, ma dipendenti che hanno il coraggio di non voltare la testa dall’altra parte e per questo vanno tutelati». Lo ha detto Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione intervenendo all’iniziativa “#fuorilavoce”, organizzata a Roma da “Riparte il futuro” e Transparency International Italia per sollecitare l’approvazione della legge che giace al Senato. Alcune storie di “segnalatori” tratte da vicende realmente accadute a cittadini che si sono rivolti al servizio Allerta Anticorruzione di Transparency International Italia, sono state raccontate da un uomo chiuso simbolicamente in una gabbia nella piazza del Pantheon. L’isolamento di questo “whistleblower” ha voluto rappresentare l’isolamento di tutte queste persone, semplici cittadini che pur facendo il loro dovere, vengono allontanati ed emarginati.

Solo la legge attualmente ferma in Commissione Affari Costituzionali al Senato può cambiare questa situazione: per questo “Riparte il Futuro”, Transparency International Italia e con loro più di 58mila cittadini che hanno firmato la petizione #vocidigiustizia, chiedono che venga approvata subito, per non rischiare di perdere questa importante occasione di porre un freno alla corruzione nel nostro Paese.

Per Federico Anghelé, responsabile relazioni istituzionali di “Riparte il futuro” «la tutela di chi segnala illegalità sul posto di lavoro è uno dei principali capisaldi di un efficace apparato di prevenzione della corruzione. A dimostrarlo sono quei Paesi che già hanno introdotto norme sul whistleblowing, sempre più numerosi in Europa e nel mondo».

Davide Del Monte, direttore esecutivo di TII, sottolinea che «la lotta alla corruzione deve essere una priorità, chiediamo ai senatori di approvare al più presto la legge o rischiamo di non avere una seconda possibilità, con un conseguente danno per tutta la collettività».

Sono sempre di più i cittadini che oggi decidono di segnalare e che per questo rischiano ripercussioni: sono state 252 le segnalazioni ricevute da Anac nel 2016 e 263 nei soli primi cinque mesi del 2017. Molti enti pubblici non hanno ancora attivato una procedura interna per ricevere le segnalazioni dei dipendenti, nonostante sia obbligatoria da quando è stata approvata la legge anticorruzione nel 2012. Ad esempio, ancora il 13% dei Comuni italiani capoluogo di Provincia non ha una procedura, come evidenzia il rapporto “Segnalare la corruzione nei Comuni” pubblicato oggi da Civico97, Transparency International Italia e Riparte il Futuro.

Le più di 58mila firme raccolte a oggi sono state simbolicamente consegnate al Presidente del Senato Pietro Grasso che ha ricevuto a Palazzo Madama i rappresentanti delle due associazioni.

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