Pubblicato il: 15 settembre 2017 alle 7:00 am

Erezione e infertilità? La soluzione si trova a tavola Abitudini alimentari non adeguate ne sono spesso la causa. Pasti abbondanti, ricchi di grassi e proteine, possono rallentare la risposta sessuale

A cura della dottoressa Teresa Esposito*.

Chi ha detto che l’infertilità sia un problema esclusivamente femminile? Le difficoltà riproduttive che vivono molte coppie spesso dipendono proprio dall’uomo. La causa è da ricercare anche in comportamenti alimentari non equilibrati che determinano l’aumento di infertilità, della disfunzione erettile, di malattie cardiovascolari, di alcune forme di tumore, di patologie gastrointestinali e dentali, dell’osteoporosi e del diabete. Insomma, dimmi cosa, quanto e come mangi e ti dirò come ami.

Alimentazione e disfunzioni sessuali. Bisogna ricordare che il benessere sessuale è legato all’alimentazione ed è dovuto a una serie di fattori che vanno dalla qualità degli alimenti fino all’associazione variegata degli stessi. Inoltre, la relazione che corre tra cibo e sessualità è assai stretta. Basti pensare che già a livello neuro-anatomico e fisiologico le regioni cerebrali deputate al comportamento sessuale e all’alimentazione sono sostanzialmente le stesse: il sistema limbico e, più nello specifico, l’ipotalamo. Le basi neurobiologiche del desiderio per il cibo e per il sesso sono comportamenti che sottendono alla fisiologia della stessa via neurobiologica: cioè la via “appetitiva”, la quale usa come neurotrasmettitore la dopamina. Entrambi sono modulate dalla collera, dall’ansia, dall’angoscia di solitudine e di abbandono, e dalla depressione. Gli stessi stati di ansia influiscono sull’appetito alimentare, bloccando lo stomaco in una morsa. Quante volte, specie nella donna, la paura dell’abbandono o la vera angoscia di essere lasciate, o di essere sole, portano a mangiare senza appetito fino ad abbuffarsi (la cosiddetta “bulimia nervosa”)?

Un pasto abbondante, ricco di grassi e proteine, può rallentare la risposta sessuale fisica fino a bloccarla, perché causa una vera e propria dispepsia acuta da sovraccarico alimentare, che “sequestra” molto più sangue a livello intestinale, per la digestione appesantita, sottraendolo al circuito sessuale. Per non parlare della cefalea, della nausea o dell’alitosi che spesso si accompagnano all’eccesso acuto di cibo, allontanando in quest’ultimo caso anche il/la partner.

Effetti ancora più negativi si possono avere con le intolleranze alimentari: queste determinano un vero e proprio stato infiammatorio della mucosa intestinale, fino ad arrivare alla sindrome dell’intestino irritabile (IBS, Irritable Bowel Syndrome). Studi recenti indicano che questo disturbo si associa ad aumentato dolore gastrointestinale e pelvico, che si associa, nelle donne, ad aumentato dolore durante i rapporti e, nei maschi, a più frequenti prostatiti, anti-sessuali anche per lui. Questo rapporto tra cibo e infiammazioni intestinali e genitali impensabile e non studiato fino a pochi anni fa, adesso ci fa riflettere.

I conservanti. Un terzo aspetto, rilevante, riguarda il ruolo dei cibi conservati o fortemente preparati con adattatori di sapidità, come i dadi da cucina che contengono una grande quantità di glutammato. I cibi conservati, sostanze che aumentano nel cervello gli aminoacidi eccitatori, contribuendo all’irritabilità e all’aggressività, che certamente non facilitano il clima disteso e gratificante. Ma l’infertilità oltre a ricercarsi in una sfera “psicologica” e “psicogena”, strettamente legata all’alimentazione, crea le sue basi nel dismetabolismo e nell’obesità. Quest’ultima, infatti, può compromettere nell’uomo la funzione sessuale proprio perché la presenza di massa grassa determina la diminuzione dei livelli di testosterone, l’ormone che gioca un ruolo fondamentale nella regolazione della funzione sessuale maschile. Seguire un regime alimentare corretto determina proprio l’aumento di questo ormone, di un’attività antiossidante e, infine, consente di controllare il colesterolo. Una dieta troppo ricca di carboidrati, ad esempio, può provocare una risposta insulinica anomala che ha come conseguenza il calo del testosterone e che determina disturbi dell’erezione.

Aumenta l’infertilità maschile. Secondo i dati di una ricerca condotta dall’Università di Pisa e presentata dalla Sia (Società italiana di andrologia), negli ultimi 40 anni è drasticamente calata la capacità riproduttiva dei maschi italiani. Dagli anni Settanta a oggi è diminuito il numero di spermatozoi per millilitro di sperma (da 71 milioni a 60 milioni), con una riduzione fino al 30% degli spermatozoi (negli anni ’70 era pari al 50%). A incidere su questa diminuzione, spesso causa di infertilità, proprio l’obesità e il sovrappeso. Questi fattori, determinano un innalzamento della temperatura dei testicoli che può superare i 36°-37° (ben al di sopra dei 33,5°-34° in condizioni normali) con conseguenze negative sullo sviluppo degli spermatozoi e quindi della fertilità.

*Medico chirurgo – dietologa

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