Pubblicato il: 16 settembre 2017 alle 7:00 am

«Che brutta estate!» Oltre 1000 reclami tra luglio e agosto agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha stilato la classifica dei disagi più segnalati

di Giulio Caccini.

Roma 16 settembre 2017 – Sarà capitato a tutti di pagare online un prodotto e di riceverne a casa uno totalmente diverso da quello visto su internet. Sono le classiche truffe in Rete. Tra il 2010 e il 2015 il numero di crimini informatici in Italia è cresciuto del 51% con un’incidenza di un reato ogni 393 abitanti (analisi Das, compagnia di Generali Italia su dati Istat). La Liguria, con una denuncia all’autorità giudiziaria ogni 246 abitanti, è la regione italiana con la più elevata frequenza di reati informatici, seguita da Molise (con 1 denuncia ogni 290 residenti) e Valle d’Aosta (1 ogni 294). I raggiri riguardano ogni tipo di prodotto, dalle autovetture agli smartphone. In estate, però, è sui prodotti turistici che si concentra il maggior numero di segnalazioni: case vacanza deludenti se non addirittura inesistenti, problemi con i voli (dai ritardi al danneggiamento bagagli) e con il noleggio dell’auto e così via. L’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dei reclami pervenuti allo sportello Turismo viaggi, ha stilato una speciale classifica.

«Tra luglio e agosto – spiega Massimiliano Dona, Presidente dell’Unc – abbiamo raccolto circa mille reclami nel settore turistico, che possiamo dividere in tre grandi categorie: alloggi e pacchetti tutto compreso, trasporti e autonoleggio». A fare la parte da leone sono le problematiche relative alle sistemazioni (alberghi, bed and breakfast, case vacanza) e i viaggi tutto compreso con il 55% di segnalazioni che riguardano inadempimenti contrattuali, sistemazione insoddisfacenti e in alcuni casi vere e proprie truffe. Oltre il 30% dei reclami, poi, confermando il trend dello scorso anno, riguarda i disagi con i trasporti (aerei su tutti), mentre il 10% sono problematiche relative al noleggio auto.

Ad accomunare molte di queste segnalazioni è la modalità di prenotazione: quasi l’80% dei consumatori prenota viaggi, vacanze e biglietti sul web e di questi quasi la metà lo fa attraverso i famosi portali turistici che su internet confrontano prezzi di diverse strutture. Il problema nasce dal fatto che in caso di disservizio, il portale non offre alcun indennizzo al consumatore, dando vita a un rimpallo di responsabilità tra il sito e la struttura alberghiera (o la compagnia aerea). Senza contare le lamentele sui pagamenti: i consumatori denunciano che spesso il prezzo finale lievita clic dopo clic a seconda del metodo di pagamento o per costi non previsti nella prima schermata.

«Numerose lamentele riguardano le case vacanza – afferma Dona – che rappresentano una soluzione molto apprezzata dalle famiglie per comodità e risparmio. Non sempre però l’alloggio si rivela all’altezza delle aspettative: talvolta si tratta di piccoli disagi come ritardi nel check-in dell’appartamento, aria condizionata non funzionante e pay tv non compresa, ma riscontriamo un 18% di vere e proprie truffe. Qualche esempio? Il consumatore che ha prenotato un appartamento e si ritrova in un garage senza finestre o le immancabili case fantasma! Per questo – insiste Dona – consigliamo sempre quando si prenota una casa vacanze online di non limitarsi alle immagini sul portale, ma di cercare sui siti di geolocalizzazione l’ubicazione precisa e di contattare telefonicamente il proprietario chiedendo più informazioni possibili. Ricordate, inoltre, di non pagare con bonifico ma preferite i pagamenti tracciati con carta di credito o paypal: in caso di problemi sarà più facile riavere indietro i vostri soldi. Vi chiedono la ricarica di una prepagata? Fuggite a gambe levate, c’è puzza di bruciato!».

Consigli utili per questo scorcio di settembre, periodo dell’anno in cui ancora c’è chi si concede una vacanza approfittando della maggiore tranquillità delle località turistiche e anche dei prezzi più bassi.

Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori, consiglia: «Il primo passo da compiere è quello di rivolgersi alle associazioni di consumatori per richiedere assistenza, tenendo presente che la legislazione italiana prevede per questi casi un il risarcimento di un danno morale e non patrimoniale». Nel caso in cui il Tour Operator modifichi le condizioni previste dal contratto venendo meno a quanto pattuito, «il consumatore può inoltrare il reclamo o direttamente allo stesso Tour Operator, oppure all’associazione di consumatori». Nel caso di altri imprevisti, «il turista può richiedere un indennizzo, a volte – spiega Viafora – già contemplato nel contratto. L’associazione consumatori può fornire anche in questi casi assistenza al viaggiatore e aiutarlo a concordare l’entità del danno subito».

Richiedere assistenza in questi casi può essere determinante, per consentire al viaggiatore di affrontare al meglio le insidie che si celano dietro questo tipo di disagio. A volte infatti, può capitare che i Tour Operator non ammettano il diritto di recesso o che tendano e renderlo complicato tramite clausole e vincoli o in altri casi ancora, come in quelli di case vacanze inesistenti, «risulta particolarmente difficile risalire alla filiera di responsabilità. Prevenire questi disagi è possibile, verificando sempre le clausole contrattuali prima di firmare le carte. Anche in questo caso – conclude Viafora –  rivolgersi a una associazione di consumatori può rivelarsi fondamentale».

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