Pubblicato il: 17 settembre 2017 alle 8:00 am

«Quale è il confine tra rispetto per i simboli religiosi e integrazione nella società?» Per quanto possa dar fastidio lo stereotipo «la donna velata è la donna sottomessa» non sarà mai paragonabile a situazioni in cui quello stereotipo diventa realtà sulla pelle di altre

di Andrea Vismara.

Milano, 17 Settembre 2017 – Ieri passeggiavo per Milano. Faceva caldissimo, era ora di pranzo. Indossavo un vestito di lino azzurro, gambe scoperte, braccia scoperte, sandali in cuoio, capelli raccolti. E sudavo verso casa. A un tratto mi sono capitati davanti loro. Lui l’ho guardato poco, ricordo solo che sorrideva ogni volta che si voltava verso la donna che teneva a braccetto. Lei era bellissima.

I tessuti leggeri le fluttuavano attorno, sembrava ricoperta di petali e profumo. Come se non bastasse in mano aveva un mazzolino di fiori, un bouquet che si intravedeva appena. Aggraziata, elegante, con il passo delicato di una danzatrice. E io dietro, a pensare a quanto è sorprendente avere intorno il mondo e poterlo ammirare.

A vedere donne coperte così con questo caldo, belle o brutte che siano si potrebbe avere anche una stretta al cuore ma tutto dipende da come si osserva il mondo. C’è una mia amica che ogni volta che passeggia per Milano e vede una donna impandranata sotto il sole d’agosto che si chiami Suor Vanessa o Jesmina si sente male. Soffrivo molto di più io, che avevo quasi niente addosso. Sembravamo procedere in due stagioni diverse.

Poi, non ne so nulla e non mi permetto di dire niente, è solo un istante della vita di due persone che non conosco e sono contenta di vederle andare in giro nel modo che ritengono opportuno, senza curarsi del mio sguardo. Che lei abbia caldo, che sia costretta, che sia una limitazione, non sono cose su cui tanto i miei occhi avrebbero potere.

Essere eterni viaggiatori…

Per me questo è bellissimo…

Il caldo ed i vestiti son dettagli di poco conto. Pro o contro che siate, che vi riguardi o meno avete focalizzato il problema solo su di lei? Scelta di spogliarsi o di vestirsi?

No?

Solo che lei è vestita e lui in pantaloncini. Si amano è vero e sono felici, perché no? Mai dare per scontato che l’uomo accanto a lei sia un oppressore, quando potrebbe essere il fratello o un compagno amorevole e sensibile all’argomento libertà femminile.

Gestire il mondo visto attraverso occhi spalancati, cuore pulsante e mente che respira. Sono molto d’accordo sul fatto che abbiano il capo coperto, segno importante per dichiarare ciò in cui credono. Mentre difendono il loro diritto di poter indossare il velo, senza essere discriminate, ricordiamoci di chi il velo è costretto a indossarlo. Per quanto possa dar fastidio lo stereotipo «la donna velata è la donna sottomessa» non sarà mai paragonabile a situazioni in cui quello stereotipo diventa realtà sulla pelle di altre.

Quale è il confine tra rispetto per i simboli religiosi e integrazione nella società? E il confine tra accoglienza, integrazione e legalità qual è?

In Europa il dibattito sul velo islamico, integrale o meno, è quanto mai acceso. La libertà religiosa, l’uguaglianza delle donne, il rispetto delle tradizioni, il multiculturalismo, le preoccupazioni per la sicurezza sono solo alcuni dei terreni su cui gli stati europei si stanno scontrando, arrivando a decidere, in alcuni casi, di varare leggi per regolare la difficile questione.

Da una parte c’è chi ritiene che i Paesi debbano aumentare gli sforzi per integrare le minoranze etniche e religiose e che simboli religiosi come il velo vadano rispettati. Dall’altra c’è chi pensa che il velo rappresenti una sottomissione della donna, che poco ha a che fare con i valori occidentali e che il velo integrale debba essere vietato anche per questioni di sicurezza.

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