Pubblicato il: 19 settembre 2017 alle 8:00 am

A 11 anni chiede di tagliare il prato della Casa Bianca, Trump lo invita Il caso che ha diviso l’opinione pubblica negli Usa. Il ragazzo, di origini italiane, aveva inviato una lettera al presidente ed è stato accontentato

da Washington D.C. (Usa), Stanley Ruggiero Tucci.

19 Settembre 2017 – Ha origini italiane, forse della Campania, il ragazzo di 11 anni che qualche settimana fa aveva scritto una lettera al presidente degli Stati Uniti esprimendo un singolare desiderio: «Sarei onorato di poter tagliare il prato inglese per qualche week-end per te. Anche se ho solo dieci anni (ne ha compiuti 11 di recente, ndr), vorrei mostrare alla nazione che i giovani come me sono pronti. Ammiro il tuo modo di fare affari e vorrei iniziare anche io la mia attività. Ho tagliato i prati dei miei vicini per qualche tempo. Ho il tagliaerba e il raccogli erba e posso portare sia il carburante supplementare per il tosaerba che le batterie carche per il raccoglitore».

Durante le sue prime settimane da portavoce alla Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders leggeva di tanto in tanto alcune tra le centinaia di lettere che i tifosi di Trump inviano al loro presidente, comprese quelle scritte dai bambini. La mattina del 2 agosto scorso la 35enne che solo da qualche settimana aveva preso il posto del suo “superiore”, Sean Spicer, apre la busta spedita dal piccolo Giaccio, dando formalmente inizio all’iter che avvererà il sogno di Frank Xavier Giaccio. Così, Trump (il quale dice di amare i giovani go-getters, cioè determinati, ambiziosi), invita Frank e suo padre Greg alla Casa Bianca per incontrare il Vice Presidente Mike Pence. Secondo quanto ha raccontato la Sanders, il tycoon era divertito dalla lettera e avrebbe affermato: «Lo metteremo nell’ufficio ovale. Forse sarà presidente!».

Qualche giorno fa il sogno si è avverato, i Giaccio sono stati accolti nella dimora presidenziale di Trump con il privilegio di poterla visitare e farsi fotografare nelle varie stanze. Al piccolo Frank è stata data la possibilità di farsi fotografare seduto alla scrivania di Trump e anche sul podio degli interventi in sala stampa. Dopo il giro, però, Frank si è messo “al lavoro”, spingendo un tosaerba attraverso il Giardino delle Rose. A un certo punto Trump è uscito per incontrare e salutare il ragazzo venuto da Falls Church, Virginia: «Wow! Ottimo lavoro, Frank! Ottimo lavoro», gli ha detto mentre lui imperterrito ha continuato a spingere il falciatore Honda senza nemmeno spostare gli occhialini di sicurezza e le cuffie anti rumore. Tutta la scena è stata ripresa da fotografi e tecnici delle tv che, naturalmente, erano stati avvisati. E hanno seguito divertiti anche la scena di Trump che per continuare a parlare con l’instancabile ragazzo ha dovuto seguirlo per un pezzo. «Il futuro del Paese –  ha poi detto Trump ai giornalisti -. Siamo fortunati. Questo è il vero futuro del Paese».

Alla domanda su cosa volesse fare da grande, Giaccio ha risposto al presidente di voler entrare nella marina militare. «Beh, lo farà – ha esclamato Trump – Non c’è dubbio. È una buona scelta». Infine, appoggiando le mani sulle spalle del ragazzo come a volerlo presentare, ha detto: «Questo è Frank. Sarà molto famoso, diventando un ufficiale della Marina un giorno. Andando a fare grandi cose per il nostro Paese».

Un evento così ben incorniciato non è passato inosservato agli avversari di Trump, i quali hanno discusso per giorni sull’identità del ragazzo e sulla veridicità della lettera. La comunicazione politica americana si alimenta di episodi come questo, che hanno fatto la fortuna anche di vari registi cinematografici. Più di un film ha messo in evidenza la parte spettacolare delle campagne elettorali a stelle e strisce, anche attraverso intrighi internazionali e colpi dei servizi segreti. Come non ricordare il capolavoro assoluto del 1976 ‘Tutti gli uomini del presidente’, di Alan J. Pakula, con gli straordinari Robert Redford e Dustin Hoffmann.

Questa volta, però, sembra che sia tutto vero. Vari giornali, come il Washington Post, si sono messi sulle tracce del ragazzo per cercare un riscontro. Intanto la Casa Bianca ha pubblicato un breve video sull’esperienza di Giaccio. «Ciao, il mio nome è FX – dice nella clip -, e ho appena tagliato il Giardino di Rose». Non sono mancati i commenti a questa storia che ha diviso l’America in due. «Povero ragazzo – ha scritto una signora su internet – credo non capisca cosa significhi essere in bancarotta, come un Trump». Qualcuno ha ritenuto strumentale l’evento, mentre c’è chi ha rivolto un messaggio di auguri al ragazzo: «Buon lavoro Frank! Trump è un uomo e un presidente meraviglioso. È così carino. Quel bambino ricorderà per sempre il suo momento alla Casa Bianca e avrà il piacere di dire ai suoi nipoti, un giorno, tutto questo».

Secondo Ancestry, il database americano che contiene gli alberi genealogici e che ha individuato centinaia di risultati sul cognome Giaccio, si tratta di persone che tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 hanno raggiunto gli Stati Uniti, provenienti dalla Campania, Napoli soprattutto e dal vicino Molise.

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