Pubblicato il: 19 settembre 2017 alle 7:00 am

Apple cerca psicologi per Siri L'annuncio di lavoro è sul sito dell'azienda californiana: «Software Engineer, Health and Wellness», il profilo richiesto

di Danilo Gervaso.

Cupertino (Usa), 19 Settembre 2017 – Il titolo dell’annuncio sembra quasi uno scherzo: «Siri Software Engineer, Health and Wellness», cioè: «Ingegneri della Salute e del benessere del software Siri». Ma non è uno scherzo, non potrebbe esserlo visto che si tratta di un messaggio comparso sul sito della Apple nella sezione ‘Opportunità di lavoro’.

Di cosa si tratta? La società di Cupertino cerca ingegneri che abbiano anche competenze in psicologia per dare più personalità a Siri, l’assistente vocale presente sugli iPhone e per migliorare le modalità di interazione dell’utente.

«Le persone parlano seriamente con Siri – si legge nell’annuncio -. Parlano con Siri di ogni sorta di argomento, incluso quando hanno avuto una giornata stressante o hanno qualcosa di serio in mente. Si rivolgono a Siri per le emergenze e vogliono indicazioni su come condurre una vita più sana». L’aggiornamento, quindi, fa parte dei progressi che l’Intelligenza artificiale sta facendo a passi sempre più spediti; in un evento pubblico il co-creatore di Siri, Tom Gruber, ha parlato di Intelligenza artificiale ‘umanistica’.

Di recente, durante l’uragano Harvey, l’assistente vocale di Apple è stato protagonista di un salvataggio in Texas. Una ragazzina affetta da una particolare patologia che aveva bisogno di essere soccorsa, attraverso Siri ha fatto una chiamata d’emergenza alla Guardia Costiera che è intervenuta mettendo in salvo la ragazzina e la sua famiglia che si erano rifugiato sul tetto per le inondazioni.

Ecco perché Apple specifica che il profilo ricercato giocherà una parte nella rivoluzione successiva nell’interazione uomo-computer. Il programmatore potrà contribuire alla realizzazione di un prodotto che ridefinisce il rapporto tra uomo e smartphone, attraverso l’uso di una tecnologia innovativa, la lingua parlata, un grande data base e l’intelligenza artificiale. E, il fortunato prescelto, potrà lavorare con le persone che hanno creato l’assistente intelligente che aiuta milioni di persone a fare le cose – solo chiedendo.

Tra i requisiti addizionali vengono richieste: «Esperienze di consulenti o di psicologia, con eccellenti problem solving, pensiero critico e capacità di comunicazione». Insomma, non basta più saper parlare il linguaggio dei computer, adesso bisogna anche fargli da psicologi.

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