Pubblicato il: 19 settembre 2017 alle 9:00 am

Francia: la riforma del lavoro agevolata dalle divisione dei sindacati Intanto l'esecutivo Macron punta a ottenere il sostegno di Angela Merkel

da Lione (Francia), Teresa Terracciano.

19 Settembre 2017 – In Francia, Édouard Philippe non perde mai un’occasione per difendere la riforma del Codice del Lavoro. Durante il cinquantesimo anniversario dell’associazione dei giornalisti per le informazioni sociali (Ajis), in Senato, il primo ministro francese ha fatto pedagogia davanti a giornalisti e parti sociali, due giorni dopo la prima mobilitazione condotta dai sindacati CGT (Confédération générale du travail) e Solidaires.

«Capisco la legittimità della critica. L’ascolto, l’accetto, la trovo anche necessaria. Ma niente è stato nascosto, tutto è stato detto». Un messaggio rivolto principalmente al segretario generale del CGT, Philippe Martinez, seduto tra le prime file della sala Clemenceau del Palais du Luxembourg. «Su alcuni punti, il testo si è evoluto», ha insistito. Questo è stato detto, mentre Philippe Martinez sta cercando di diffondere la mobilitazione per la manifestazione del 21 settembre, un giorno prima dell’adozione degli ordini del Gabinetto. Contrariamente, i sindacati CFDT (Confédération française démocratique du travail) e FO (Force Ouvrière) rifiutano di lanciare appelli per scendere in strada.

La “controversia” della riforma verte sulla limitazione dell’incremento dell’indennità per il licenziamento illegittimo. FO richiede il 25% in più per tutti. In dettaglio, un dipendente riceverà un quarto del salario di un mese per anno di servizio, fino a dieci anni, contro un quinto di oggi. Ciò corrisponde ad un aumento del 25%. Ma l’esecutivo non ha menzionato – almeno pubblicamente – che per i dipendenti con anzianità di più di dieci anni questa rivalutazione si applicherà solo per i primi dieci anni. Il metodo di calcolo applicato dall’undicesimo anno sarà un terzo dello stipendio di un mese, come spiega il Ministero del Lavoro. Un sistema complesso che, pertanto, comporterà un impiegato licenziato dopo più di dieci anni in una società, a ricevere un compenso più elevato di oggi, proprio come con meno di dieci anni di anzianità.

Per quanto riguarda la riforma dei sussidi di disoccupazione, l’obiettivo è quello di fornire un risarcimento ai lavoratori autonomi e ai lavoratori che si dimettono ogni cinque anni. Resta da trovare la formula giusta per il finanziamento e, soprattutto, la gestione del nuovo sistema, oggi congiunto (sindacati e datori di lavoro). Il primo ministro ha annunciato: «Certamente dovremo discutere con le parti sociali della governance». In ottobre si prevede di avviare un dialogo sulla riforma dei sussidi di disoccupazione, sulla formazione professionale e l’apprendistato.

Édouard Philippe, ricevuto dalla cancelliera Angela Merkel a Berlino, sulla questione della nascita di controversie nei confronti dei piani di riforma del governo, spiega «il rispetto dato a coloro che manifestano coincide con quello di coloro che hanno votato». Al suo fianco, la Cancelliera aggiunge «è significativo che Emmanuel Macron abbia dichiarato durante la campagna elettorale quali riforme avrebbe messo in atto, ciò gli dà una legittimità estremamente forte» sostenendo durante l’incontro con Macron queste riforme, in particolare quella del mercato del lavoro.

Il governo francese prevede di ottenere oggi il sostegno di Angela Merkel, ma a pochi giorni dalle elezioni parlamentari tedesche la Cancelliera resta prudente. A Parigi, pertanto, si ritiene sia giunto il momento di ripristinare la “credibilità” della Francia affinché si faccia intendere come “voce forte” per le prossime settimane.

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