Pubblicato il: 22 settembre 2017 alle 9:59 am

Di Maio contro tutti Nel fine settimana sarà proclamato il vincitore delle ‘primarie’ 5 Stelle. Si attende l’ufficialità dei candidati premier delle altre coalizioni. Uno sguardo sulla settimana di lavori parlamentari

di Giulio Caccini.

Roma, 22 Settembre 2017 – Lo scenario politico appare alquanto incerto e il quadro dei partiti frammentato. Non è una novità anche se ciò che è visibile in superficie potrebbe non rappresentare la realtà. Un esempio? La spaccatura nel centrodestra, con Salvini da una parte e Berlusconi dall’altra. Questa è una di quelle situazioni che il Paese ha già vissuto, cioè una contrapposizione a parole che, poi, però, nei fatti si è tradotta con accordi elettorali territoriali. E a far propendere per questa possibilità ci sarebbe anche la valutazione delle forze in campo: dall’una e dall’altra parte. Il Pd vive un momento di incertezza. Sembra, a molti, fin troppo evidente che in un ipotetico duel for leadership, tra Renzi e Gentiloni la spunterebbe il secondo, il quale nel suo mandato ha dato più valore alla concretezza e meno alle apparizioni tra palchi e tv. L’effetto Renzi, in parte a causa della sua sovraesposizione e in parte per alcuni provvedimenti adottati dal suo esecutivo, sembra aver perso l’appeal che lo aveva caratterizzato nel periodo immediatamente successivo alla sua esperienza come sindaco di Firenze.

Il Movimento 5 Stelle è alle prese con le contestate primarie che, se da un lato serviranno a rafforzare la posizione di Luigi Di Maio nel movimento, dall’altro hanno causato non pochi malumori tra i seguaci di Grillo. Il fatto di non poter scegliere tra più big non è piaciuto a molti, il Di Maio contro tutti vede in realtà una lista di sconosciuti contro il più giovane vicepresidente della camera della storia della Repubblica. Ieri, dopo il “primo upgrade” con cui nel pomeriggio Beppe Grillo ha prolungato dalle 19 alle 23 l’orario di votazione sul web per la premiership sulla piattaforma Rousseau, un “secondo upgrade” nella tarda serata ha prolungato l’orario delle votazioni fino alle 12 di oggi. La vittoria di Di Maio sarà proclamata al grande meeting di Rimini, “Italia 5 Stelle”, di questo fine settimana.

Dal punto di vista parlamentare, quella che si sta concludendo è stata una settimana estremamente intensa, con la ripresa dei lavori sulla legge elettorale e la nuova proposta presentata dal Pd in Commissione Affari costituzionali della Camera: una legge che un po’ ricalca il Rosatellum, ma mentre nella sua prima versione prevedeva il 50% di proporzionale e il 50% di maggioritario, adesso, nella sua variante 2.0, i seggi proporzionali sarebbero il 64% mentre quelli uninominali il 36%. L’ipotesi convince la Lega Nord, Ap e in parte Fi ma vede la netta contrarietà di M5S, Mdp, FdI.

Nel dettaglio, il Senato, nel corso della settimana ha approvato con 121 voti favorevoli, 12 contrari e 73 astenuti la delega al Governo per il codice dello spettacolo. La riforma, che ora passa all’esame della Camera, incrementa sensibilmente le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo con 9,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a 22.5 milioni di euro a decorrere dal 2020; autorizza la spesa di 4 milioni di euro per attività culturali nei territori colpiti dal sisma del Centro Italia ed estende l’Art bonus a tutti i settori dello Spettacolo così da permettere di avvalersi del credito d’imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali. Prevede anche la stabilizzazione della tax credit musica, l’aggiornamento della disciplina sulle fondazioni lirico-sinfoniche e la nascita del Consiglio superiore dello Spettacolo, organismo consultivo del Ministro dei beni culturali che sostituisce la Consulta per lo Spettacolo.

L’Aula di Palazzo Madama ha anche approvato, in prima lettura con 168 voti favorevoli, 1 contrario e 8 astenuti, la proposta di legge per il distacco del comune di Sappada dalla regione Veneto e relativa aggregazione alla regione Friuli-Venezia Giulia. A seguire è stato approvato, con 129 voti favorevoli, nessun contrario e 21 astenuti, il disegno di legge che punta a promuovere il patrimonio culturale, storico, artistico e letterario di Publio Ovidio Nasone nei duemila anni dalla sua morte istituendo di fatto l’anno ovidiano. Il testo passa ora alla Camera.

La Camera, invece, ha approvato in prima lettura con 281 voti favorevoli, 62 contrari e 63 astenuti la proposta di legge sui limiti al rinnovo dei mandati degli organi del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato paraolimpico (CIP). La pdl, che ora torna all’esame del Senato, limita a tre i mandati quadriennali degli organi del Comitato olimpico nazionale italiano e delle Federazioni sportive nazionali, nonché delle cariche nel Comitato italiano paraolimpico (Cip), nelle Federazioni sportive paraolimpiche, nelle discipline sportive paraolimpiche e negli enti di promozione sportiva paraolimpica.

Successivamente l’Aula di Montecitorio ha discusso e approvato le mozioni sulla crisi nello Yemen. Il Governo è stato impegnato a continuare nel monitoraggio della crisi umanitaria sostenendo gli sforzi in corso da parte delle Nazioni Unite, a proseguire e a rafforzare le attività di assistenza umanitaria alla popolazione.

A seguire sono state esaminate e approvate le mozioni su dislocazione, trasporto e acquisizione di armi nucleari in Italia. L’assemblea ha poi approvato, in prima lettura con 219 voti favorevoli, 38 contrari e 118 astenuti, la proposta di legge sui delitti di frode patrimoniale in danno di soggetti vulnerabili e di circonvenzione di persona incapace. Il provvedimento, che ora passa all’esame del Senato, introduce il nuovo reato nel codice penale: nello specifico rischia ora il carcere da 2 a 6 anni e la multa da 400 a 3.000 euro chi con mezzi fraudolenti induce un anziano a dare (o promettere) indebitamente denaro o altra utilità. Se il delitto riguarda invece la circonvenzione di incapace la pena è tra 2 e 7 anni con una multa da 302 a 3.500 euro.

In questa settimana la Camera ha inoltre approvato in prima lettura con 212 voti favorevoli, 13 contrari e 64 astenuti, la pdl sugli interventi per il settore ittico: deleghe al Governo per il riordino e la semplificazione normativa nel medesimo settore e in materia di politiche sociali nel settore della pesca professionale. Il provvedimento affida all’Esecutivo il compito di redigere un testo unico del settore e prevede, in particolare, quattro deleghe riguardanti gli ammortizzatori sociali, il riordino delle concessioni, le semplificazioni e la pesca non professionale. Il testo prevede anche l’istituzione di un fondo per lo sviluppo della filiera ittica e nuove ripartizioni per la pesca del tonno rosso. Non vi sono altre discussioni in programma oggi.

neifatti.it ©