Pubblicato il: 24 settembre 2017 alle 10:00 am

Gli uomini dei paperi, Carl Barks e Don Rosa La messa in onda di DuckTales in America è l'occasione per parlare dei due autori che hanno lavorato alle storie di Zio Paperone, Paperino e gli altri

di William Ambrosio.

Roma, 24 Settembre 2017 – Questa settimana in America avrà inizio la messa in onda sul canale Disney XD di DuckTales, reboot dell’omonima serie animata del 1987 con protagonista Zio Paperone, che pur mantenendo alcuni elementi della serie originale promette di essere molto più fedele ai classici fumetti con protagonisti i paperi.

Una serie del genere potrebbe sembrare un concetto facile qui in Italia, dove nuove storie di personaggi Disney vengono pubblicate settimanalmente, ma in America l’interesse per le storie dei paperi è sempre stato molto inferiore, nonostante molti personaggi classici e storie ben note agli appassionati siano nate proprio negli Stati Uniti.

Tra gli autori più famosi del periodo vi è sicuramente Carl Barks, autore di storie dei paperi dal 1942 al 1966: al tempo, una regola della Disney Company impediva ai propri scrittori ed artisti di pubblicare i loro nomi sulle loro riviste, ma le storie di Barks catturarono comunque il pubblico dell’epoca per la loro pungente satira, intrigante narrativa ed ottimo stile di disegno, risultando in delle storie di qualità molto superiore rispetto ai suoi colleghi e dando a Barks il soprannome di ‘The Good Duck Artist’.

E’ a Barks che si devono creazioni di personaggi ben noti ai fan dei personaggi Disney quali Archimede Pitagorico, la Banda Bassotti, Amelia la strega, Gastone, e Zio Paperone stesso, oltre a definire rigidamente la geografia di Paperopoli. Il suo maggiore successo, tuttavia, è stato il rendere Paperino, un personaggio noto nei cartoni originali solo per adirarsi facilmente, in un individuo molto più complesso e simpatetico: nato sfortunato e sempre vittima delle circostanze, il Paperino di Barks non era il tipo da arrendersi o da accettare lo stato delle cose pur commettendo errori a destra e a manca, tutte caratteristiche che lo rendevano affine a molti lettori in America e nel resto del mondo.

L’influenza delle storie di Barks non si è fermata alle storie della Disney, tuttavia: registi come George Lucas e Steven Spielberg hanno ammesso di essersi ispirati a storie con protagonista Zio Paperone per famose sequenze di Indiana Jones, tra cui l’iconica scena del macigno rotolante de ‘I Predatori dell’Arca Perduta’ (ispirato ad una simile sequenza in ‘The Seven Cities of Cibola’) e quella dei carrelli da miniera di ‘Indiana Jones e il Tempio Maledetto’ (un palese riferimento a ‘The Prize of Pizarro’). Persino Osamu Tezuka, il padre del fumetto giapponese, deve a Barks l’ispirazione per molti dei suoi lavori, insieme ad altri grandi nomi del fumetto come Robert Crumb (creatore di Fritz il Gatto), Art Spiegelman (autore della graphic novel ‘Maus’, una storia sull’Olocausto raccontata tramite personaggi antropomorfi), e Don Rosa, colui che molti fan designano come il successore di Barks.

Keno Don Hugo Rosa (in arte semplicemente ‘Don Rosa’) ha iniziato a lavorare sulle storie della Disney dal 1985, dopo essersi presentato all’editore Disney del tempo come l’unico americano nato per scrivere e disegnare le storie di Zio Paperone. Estimatore delle storie di Carl Barks, Don Rosa diventò noto per il grande rispetto per la continuity stabilita dal suo predecessore nei più minuti dettagli, una devozione che lo ha aiutato a produrre storie di altissima qualità con enfasi verso storie epiche ed avventurose, simili ma distinte dalle opere di Barks pur porgendogli omaggio più di una volta. Il suo amore per le storie di Barks e per raccontare le avventure dei paperi Disney lo porteranno a continuare a lavorare per case editrici danesi, tra cui la Oberon (per la quale scrisse solo una storia ‘Back in Time for a Dime’, prima di interrompere la collaborazione) e la Egmont, per la quale ha realizzato il suo capolavoro: la Saga di Paperon de’ Paperoni (in inglese ‘The Life and Times of Scrooge McDuck’).

Pubblicata in dodici capitoli dall’Agosto 1992 al Giugno 1994 sul periodico danese ‘Anders And & Co.’, la Saga di Paperon de’ Paperoni fu un impressionante lavoro per costruire una storia coerente e consistente della vita di Zio Paperone dall’infanzia in Scozia fino al ricongiungimento con il nipote Paperino ed i bis-nipoti Qui, Quo e Qua a partire da tutti i riferimenti di Barks al passato del personaggio ed arricchendo la narrazione con un’accurata ricerca storica ed all’uso di personaggi famosi come Theodore Roosevelt e Buffalo Bill, risultando in un racconto estremamente maturo e ben poco infantile. Acclamato dai fan e dalla critica, Don Rosa ricevette un premio Eisner per ‘Migliore storia serializzata’ nel 1995 per il suo lavoro, e molti elementi da lui rifiniti sono ormai considerati parte integrante della continuity dei paperi nel resto del mondo, incluse le storie italiane. Ritiratosi nel 2009 a seguito della perdita della vista e di problemi con l’editoriale della Disney, Don Rosa è considerato l’ultimo grande autore statunitense di fumetti Disney.

Nonostante la produzione di nuovi fumetti Disney in America sia ormai cessata se non per pubblicazioni di storie europee, l’influenza delle storie di Barks e Rosa è ben lontana dallo scomparire: i personaggi e le avventure da loro narrate continuano ad essere la fondazione di storie apprezzate da ragazzi e ragazze intorno al mondo, e Frank Angognes, co-produttore della nuova versione di DuckTales, ha confermato che ogni membro del cast sia stata la sua prima ed unica scelta per ogni luogo, e che ognuno di loro ha dimostrato interesse e passione verso il reboot, oltre a considerare la Saga di Paperon de’ Paperoni una lettura obbligata per ogni membro dello staff. DuckTales ha una grande eredità da gestire tra lo show originale ed i fumetti che lo hanno ispirato, ma tra un cast ed uno staff pronti a fare del proprio meglio ed una devozione per le storie che hanno dato inizio a tutto, l’adattamento delle avventure di Barks e Rosa non poteva andare a persone migliori.

neifatti.it ©