Pubblicato il: 25 settembre 2017 alle 7:59 am

Adolescenti, il nuovo pericolo si chiama Smart Drugs Le droghe furbe, sostanze psicoattive come i nootropi, acquistabili anche su internet

di Marzio Di Mezza.

Roma, 25 Settembre 2017 – Nell’ultimo anno, il 25,9% della popolazione studentesca, pari a 640.000 ragazzi, ha consumato almeno una sostanza illegale. Si parla di popolazione studentesca, quindi anche di minori. Sempre più spesso alle droghe, anche sintetiche, si associa l’alcol e i rischi per la salute aumentano vertiginosamente.  Ne abbiamo parato con Vincenzo Barretta, Psichiatra e specialista in Medicina delle Dipendenze, Direttore Scientifico del Centro Noesis di Napoli.

Alcol e droghe aumentano i casi di ictus cerebrali nei giovani?

«Studi di questo tipo li conosciamo già da qualche anno. E’ stato rilevato come in maniera abbastanza imprevista si sia verificato un aumento di ictus nei giovani, ma anche una leggera impennata di patologie come l’infarto in 40-45enni. Al netto di una quota di persone con patologie congenite specifiche, le cause di questo incremento di ictus e infarti sono attribuite proprio all’uso di droghe».

Si tratta di droghe particolari?

«I tipi di droghe capaci di causare disturbi di questo tipo sono diversi. La cocaina, produce un aumento improvviso della pressione arteriosa e può portare sia all’ictus cerebrale che all’ infarto del miocardio, in maniera acuta. In altri casi può determinare un vasospasmo, cioè ostacolando il passaggio di una sufficiente quantità di sangue, determinando, in tale modo il verificarsi di un ictus o di un infarto del miocardio.

Allo stesso modo altre sostanze eccitanti, tipo ecstasy e metanfetamine, potendo indurre un improvviso aumento della pressione arteriosa, possono portare a infarto. Così come l’uso di sostanze per via endovenosa, come eroina o cocaina, possono provocare trombi o emboli, di natura settica, e quindi ictus».

E l’alcol?

«Anch’esso produce danni gravi. E’ purtroppo ampiamente utilizzato dai giovani soprattutto con la modalità del “Binge drinking”(caratterizzato dell’assunzione di notevoli quantità di alcol in un breve lasso di tempo), che determina un’intossicazione alcolica acuta, la classica ubriacatura a tutti i costi detta anche ubriacatura del week end. È un potente fattore di rischio per ictus cerebrali.

L’alcol può determinare tali fenomeni acuti, però l’uso cronico di determinate quantità può causare, su un cervello giovane, delle conseguenze che somigliano alla demenza alcolica, una sorta di processo di indementimento del cervello che ovviamente si può verificare già intorno a 40-50 anni.

Parliamo dei ragazzi e non sottovaluterei, oltre a droghe e alcol, anche il fumo di sigaretta come importante fattore di rischio di disturbi vascolari sia di tipo ischemico che di infarto. E il fumo di cannabis che agisce in maniera simile alla sigaretta».

Qual è la tendenza in base ai dati a nostra disposizione sull’uso di droghe?

«Faccio riferimento alla relazione annuale al Parlamento del 2017, dunque con dati riferiti al 2016. C’è un leggero incremento, rispetto agli anni precedenti, dei soggetti segnalati alle Prefetture per la detenzione di sostanze stupefacenti. L’84% dei sequestri di droghe sintetiche avviene all’interno del Paese e nel corso di un anno si spendono oltre 14 miliardi di euro per l’acquisto di sostanze stupefacenti.

Vi è un altro dato che ci tengo a evidenziare: alla fine del 2016 venivano segnalate più di 620 nuove sostanze psicoattive apparse sul mercato europeo delle droghe. Sono le “smart-drugs”, sostanze di sintesi, droghe furbe nel senso che non rientrano nelle tabelle dove sono normalmente segnalate le sostanze stupefacenti. Tecnicamente non sono vietate ma basta modificare una piccola parte della molecola per avere effetti simili agli stupefacenti. Tra queste, i nootropi, sostanze che aumentano le capacità cognitive dell’essere umano.

Il dato è ancora più preoccupante se si pensa che sostanzialmente vengono vendute anche su internet sotto forma di profumatori per ambiente o sali da bagno e possono essere acquistate anche da minorenni in piena autonomia e con grande facilità. Nel 2016 nella sola Italia sono state segnalate 43 nuove sostanze psicoattive.

Spesso, colleghi del pronto soccorso raccontano che arrivano ragazzi in condizioni abbastanza gravi, tali da supporre un uso di sostanze stupefacenti che, però, non risultano quando vengono effettuati i prelievi. Sono le smart drugs».

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