Pubblicato il: 25 settembre 2017 alle 8:30 am

Lo sballo a portata di click Siti specializzati vendono liberamente allucinogeni e droghe sintetiche. Nessuna limitazione all’accesso per i minori. Nella Relazione europea sulla droga individuati sistemi di commercio che occultano identità di acquirente e venditore

di Giulio Caccini.

Roma, 25 Settembre 2017 – “Sei maggiorenne? Per visitare il nostro sito devi confermare di essere maggiorenne”. Tutto qui. Questo è l’unico filtro. La sola precauzione per poter accedere allo shop delle droghe. Il sito si chiama Azarius. Cosa si può acquistare? Di tutto. Con soli 5 euro e 95 centesimi si può ordinare la Mimosa hostilis, anche detta Jurema preta. A cosa serve? L’emporio online spiega: «E’ l’unica pianta conosciuta che può essere ingerita sotto forma di una bevanda che, senza aiuto di un’altra pianta, induce esperienze visionarie simili all’ayahuasca». Con effetti evidentemente allucinogeni: «Gli effetti possono essere meglio descritti come una purificazione fisica e mentale, combinata con un viaggio di 4 ore con l’impercettibile – si legge -. Quando gli effetti sono deboli, in molti provano una sensazione simile ad una bassa dose di LSD o di funghetti psilocibini, e anche crampi allo stomaco per le prime 2 ore. In caso di effetti forti, la maggior parte delle persone sostiene un forte cambiamento nell’ interpretazione della realtà e anche una specie di trasporto di tutti i sensi in un’altra dimensione».

Chiaro, no? Naturalmente questo è solo uno dei prodotti acquistabili in questo negozio in Rete. La fornita vetrina propone miscele di fumo, vaporizzatori, bong, semi e così via, con una ricca dotazione di erbe e funghetti psichedelici.

 


(Uno dei portali che vende smart drugs)


 

E non è l’unico shop online di questo tipo. Da Shayanashop a nootropics.eu, da italianseduction.club («il cartello italiano della seduzione», così è scritto) a Smart Shop Online Italia, «lo smart shop che tratta di smart drugs e nootropi legali e che non necessitano di ricetta medica», ne abbiamo visitati diverse decine semplicemente inserendo un paio di parole in un motore di ricerca. Portali che accanto a normali miscele a base di ginseng o Ginkgo biloba vendono sostanze indefinite e anche strumenti per facilitarne il consumo.

 


(Dmae e Ginseng sullo stesso scaffale)


 

Il principio base che sembrerebbe giustificare la libera commercializzazione dei nootropi, conosciuti anche come “smart drugs” (farmaci intelligenti) e smart nutrients, è che vengono considerate a tutti gli effetti sostanze che aumentano le capacità cognitive dell’essere umano (abilità e funzionalità del cervello). Per capire meglio di cosa parliamo: le nootropiche vengono usate per trattare malattie degenerative del sistema nervoso centrale come il Parkinson’s, l’Alzheimer e la Sclerosi Multipla. E’ sufficiente, però, che un ragazzo anziché una compressa al giorno prescritta dal medico al nonno ne assuma 4 o 5 per rischiare come conseguenza la dipendenza o danni dal punto di vista cerebrale. E «negli ultimi anni si è verificato un aumento di ictus nei giovani, ma anche una leggera impennata di patologie come l’infarto in 40-45enni», ha spiegato a neifatti.it Vincenzo Barretta, Psichiatra e specialista in Medicina delle Dipendenze.

Poi, negli scaffali online, ci sono anche i funghetti allucinogeni; la psilocibina o mescalina; Dmae, sostanza stimolante, che non essendo catalogata come farmaco potrebbe avere un effetto tossico. In alcuni casi viene specificato che si tratta di integratori naturali. La risposta più ovvia è che non basta il fatto di essere “naturali” (peraltro ignorandone la composizione) per garantire che non facciano male: la cicuta, il curaro, la stricnina sono del tutto naturali.

L’annuale Relazione europea sulla droga parla esplicitamente di uso improprio del web: «Alcuni venditori online utilizzano il web di superficie, su cui solitamente si vendono al dettaglio precursori chimici non controllati e nuove sostanze o medicinali psicoattivi, che possono essere falsificati e contraffatti, mentre altri operano nel deep web (web profondo), attraverso mercati della rete oscuri sostenuti da tecnologie che occultano le identità di acquirente e venditore. In questi mercati – scrivono i redattori del documento -, che condividono alcune caratteristiche con siti legittimi come eBay e Amazon, i clienti possono cercare e confrontare prodotti e venditori. Per occultare sia le transazioni che la collocazione dei server sono messe in atto varie strategie, utilizzando ad esempio servizi di anonimizzazione come Tor e I2P, che nascondono l’indirizzo di protocollo Internet di un computer, e criptovalute come Bitcoin e Litecoin per effettuare pagamenti relativamente non tracciabili, nonché sistemi di comunicazione cifrata tra i soggetti attivi sul mercato». Perché, dunque, utilizzare tutti questi stratagemmi se si trattasse di sostanze legali?

 


(Il sito di Carabinieri)


 

Sul monitoraggio e il contrasto di questo pericoloso commercio sono particolarmente attivi in Italia Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia. Sui siti istituzionali vengono fornite indicazioni sulla pericolosità delle smart drugs. «Un esempio per tutti, citato dall’Istituto Superiore di Sanità, è quello della Salvia Divinorum – si legge sulle pagine web dei Carabinieri -, una pianta regolarmente e legalmente venduta negli smart shops (come profumatore ambientale) il cui incremento nell’uso tra i frequentatori di tali negozi ha destato la preoccupazione delle autorità competenti, le quali, dopo ricerche approfondite sugli effetti psicoattivi e allucinogeni della pianta, hanno deciso di metterla al bando ed inserire il suo principio attivo, la Salvinorina A, nella tabella I dell’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope di cui al DPR 309/90».

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