Pubblicato il: 27 settembre 2017 alle 8:10 am

Scuola e disabilita’: alle solite carenze si aggiungono i ritardi La denuncia di Fish (Federazione Italiana Superamento Handicap): «Anno scolastico non ancora iniziato?»

di Giulio Caccini.

Roma, 27 settembre 2017 – Quando circa un mese fa il sito ‘Orizzonte Scuola’ titolava “Allarme sostegno a Milano”, riportava solo una parte del problema che poi si è materializzato in tutta la sua gravità. Mancano ancora tanti docenti in Italia, soprattutto sul sostegno.

‘Orizzonte Scuola’, in quell’articolo, parlava di una carenza di circa 1400 docenti di sostegno solo a Milano. Sfogliando, poi, le varie graduatorie e navigando nei siti degli uffici scolastici provinciali di tutta Italia si scopre che il dato è molto più ampio.

Certo, ci sono gli step che devono necessariamente seguire le indicazioni ministeriali. La famosa burocrazia che non consente scatti in avanti. E’ ipotizzabile che nei prossimi giorni, dopo lo scorrimento delle graduatorie Gae e il successivo passaggio alle graduatorie d’istituto, vengano tappati tutti i buchi assicurando un corretto svolgimento di anno scolastico, seppure, nel caso specifico, con docenti non specializzati.

Intanto sono trascorse due settimane dalla prima campanella. E secondo la Fish, sigla della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap: «L’anno scolastico non è ancora iniziato per troppi alunni con disabilità». Troppi i disagi, segnala Fish, nell’assegnazione di insegnanti di sostegno, nell’assenza di trasporto, nella carenza di servizi di assistenza educativa e personale.

Si dice deluso Vincenzo Falabella, presidente della Federazione: «Chi si augurava che la lunga riflessione attorno alla buona scuola segnasse una svolta repentina anche per la disabilità, raccoglie purtroppo ancora significative delusioni – sottolinea il presidente FISH -. Abbiamo per tempo espresso le raccomandazioni più decise ed accorate, ma evidentemente non era sufficiente rivolgersi alle cariche istituzionali più elevate. Le responsabilità per la reale garanzia del diritto allo studio sono ampie e diffuse. Non sono da attribuire al solo Ministero, ma anche alle Regioni e ai Comuni che hanno specifiche competenze».

La denuncia di Fish, si legge sul portale dell’associazione, trova conferma localmente, dalle segnalazioni delle famiglie, delle associazioni, ma anche dalla cronaca. Altrettanti casi rimangono silenti per la rassegnazione dei diretti interessati.

«Dal nostro Consiglio Nazionale e dal movimento più in generale – puntualizza Falabella -, emerge però una preoccupazione che va oltre i ritardi nell’assegnazione del sostegno, dell’assistenza educativa, dei trasporti. Abbiamo una visione più ampia: il reale perseguimento della qualità dell’inclusione scolastica. Non è solo imprescindibile garantire l’accesso e la frequenza delle persone con disabilità, ma è necessario che l’inclusione sia reale, produca effetti positivi e costruttivi, costituisca un percorso di reale crescita individuale e collettiva. La scuola non deve essere un parcheggio per gli alunni con disabilità, né occasione di nuove forme di isolamento o confinamento o di aule speciali. Ciò richiede condivisione, preparazione, aggiornamento in tutti gli attori coinvolti. Una determinazione che non può che giovare alla scuola nella sua interezza».

Che poi è quanto sostiene anche Gianluca Rapisarda, Direttore scientifico dell’Irifor (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) e dell’Uici (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), il quale sulle pagine di ‘Superando.it’ scrive: «Per un’inclusione di qualità non servono soltanto il docente per il sostegno e gli insegnanti curricolari con una formazione specifica sull’inclusione, ma anche e soprattutto un “contesto” veramente inclusivo. Io vorrei che si passasse finalmente dalla logica del docente di sostegno a quella del “sostegno diffuso”, garantito appunto dal contesto, recuperando lo spirito genuino e autentico del nostro modello di inclusione, sancito dall’Icf (la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) e dagli articoli 19 e 24 della Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità».

In questi giorni Fish, anche in ambito regionale, sarà impegnata sia a fronteggiare le emergenze, sostenendo le famiglie anche in giudizio se del caso, che a rilanciare le ormai note istanze per una reale qualità dell’inclusione. Il portale ‘Tecnica della Scuola’ spiega che il nuovo sistema di formazione e reclutamento della scuola secondaria di primo e secondo grado, delineato dal decreto legislativo n. 59/2017, prevede un percorso articolato in tre fasi, al termine delle quali si accede al ruolo.

Altra federazione particolarmente attiva su questo fronte è First (Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela delle persone con disabilità), che tra l’altro nei giorni scorsi aveva chiesto la convocazione urgente dell’Osservatorio Permanente Inclusione Scolastica: «Stanno sopraggiungendo alla nostra Federazone Nazionale numerosi messaggi e comunicazioni dalle famiglie di alunni e studenti con disabilità – afferma l’avvocato Maurizio Benincasa, presidente di First -, che denunciano carenza e ritardi nell’attivazione di tutti i servizi essenziali per garantire il diritto all’inclusione, all’educazione, allo studio e all’istruzione dei loro figli». La federazione ha anche promosso un focus nazionale per il prossimo 2 ottobre nella Biblioteca del Senato a Roma sul tema dell’inclusione scolastica e “Il dopo di noi”, tema particolarmente a cuore ai genitori con figli affetti da disabilità.

Nell’attesa, tra riforme, modifiche e nuovi decreti, la scuola italiana continua a soffrire sia per una mancanza di programmazione, che viene da lontano, che per il tentativo di mettere una pezza qua e là a danno di tutti, in primis a danno degli studenti e dei docenti.

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