Pubblicato il: 29 settembre 2017 alle 8:00 am

Sport e integrazione, dal carcere di Rebibbia riparte l’avventura dell’Atletico Diritti Comincia la nuova stagione calcistica per la squadra formata da studenti, migranti e detenuti con uno sponsor d’eccezione

di Giuseppe Picciano.

Roma, 29 Settembre 2017 – Nuove maglie, nuovi sponsor, una nuova disciplina con cui confrontarsi, ma lo stesso obiettivo: utilizzare lo sport come strumento di integrazione. Si possono riassumere così i temi trattati nell’incontro nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso, durante il quale è stata presentata la stagione 2017/2018 della Polisportiva Atletico Diritti, nata dall’iniziativa di Antigone e Progetto Diritti, due associazioni che da oltre venti anni si occupano rispettivamente di giustizia e migranti, con il sostegno dell’Università Roma Tre.

Per la quarta volta, la squadra di calcio dell’Atletico Diritti scenderà in campo nella Terza Categoria del Lazio. I calciatori sono studenti, migranti e persone in esecuzione penale. Interamente rinnovata la divisa da gioco, che per la prima volta vede apposto il logo di Banca Etica, sostenitrice della squadra.

Ma non solo calcio. Già da due stagioni la Polisportiva è impegnata nel cricket, con il Fondi Cricket Club – Atletico Diritti, e da quest’anno inizierà la propria nuova avventura nel basket.

Zero Scuse, recitava il titolo dell’iniziativa. Lo sport può costituire davvero uno strumento formidabile per l’integrazione, come dimostra l’esperienza dell’Atletico Diritti e delle tante società sportive di base che operano sul territorio. In un momento drammatico quale quello che stiamo vivendo, contrassegnato dal muoversi di milioni di persone costrette a scappare dai loro paesi, il calcio e tutto lo sport in generale sono chiamati ad assumersi le loro responsabilità.

«Siamo uno sponsor diverso dal solito per una squadra insolita – spiega Alessandro Messina, direttore di Banca Etica – abbiamo deciso di sostenere Atletico Diritti perché conosciamo il valore dello sport come strumento di integrazione. Atletico Diritti è l’esempio del calcio “migliore”, recupera i valori originari dello sport, fatto di coesione, condivisione e divertimento. Il reinserimento lavorativo e sociale delle persone che vivono l’esperienza del carcere è al centro del lavoro di Banca Etica sin dalla sua nascita: tra le imprese sociali che finanziamo ci sono tante cooperative che creano lavoro per i detenuti nei più diversi settori». Banca Etica si è anche impegnata a donare materiale tecnico e sportivo per i detenuti del carcere di Rebibbia.

Durante l’incontro, la presidente dell’Atletico Diritti, Susanna Marietti, ha richiamato la campagna Sign&Pass, lanciata nel giugno scorso dal FC Barcellona e dall’UNHCR per sensibilizzare sulla tragedia dei rifugiati. «E’ importante che una grande società sportiva abbia scelto di spendere il proprio nome su un tema come quello dei rifugiati – lo sport può avere un ruolo essenziale, sia nell’integrazione concreta delle persone nel tessuto sociale che nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Il calcio, in particolare, sa arrivare davvero a tutti con i propri messaggi. È per questo che oggi chiediamo che anche i club italiani si uniscano a Sign&Pass. Ed è per questo che da anni ci battiamo per un nuovo regolamento, affinché la Figc allarghi le maglie per l’accesso al calcio così da non escludere i richiedenti asilo».

Anche Zerocalcare ha voluto dare il suo in bocca al lupo, realizzando un disegno per Atletico Diritti che accompagnerà la squadra per l’intera stagione.

neifatti.it ©