Pubblicato il: 1 ottobre 2017 alle 11:00 am

Raddoppiati gli ultracentenari in Italia Il dato è fornito da Coldiretti per la Festa dei nonni che si celebrerà domani. Unicef ricorda il ruolo della terza età nella crescita dei bambini

di Giulio Caccini.

Roma, 1 Ottobre 2017 – Oggi in oltre 400 piazze italiane, l’Unicef sarà presente con una serie di attività a sostegno dei bambini sperduti. E lo fa in questa giornata, vigilia della festa dei nonni, per evidenziare il legame che esiste tra nonni e bambini.

«La festa dei nonni è per noi un momento di gioia, un momento in cui festeggiare quella figura fondamentale nella vita di ogni bambino che ogni nonno o nonna rappresenta – ha spiegato Giacomo Guerrera, Presidente dell’Unicef Italia -. Quest’anno dedichiamo la nostra celebrazione della festa dei nonni a tutti i bambini sperduti in fuga da guerre, violenze e povertà, bambini soli che vivono situazioni terribili senza una guida su cui poter contare, un nonno o una nonna al quale stringere la mano».

Nelle diverse piazze saranno ricordati i giochi di una volta, i mestieri dimenticati, i racconti dei nonni, musiche, balli e tante attività che riguardano le nostre tradizioni popolari. E, a fronte di un piccolo contributo, sarà anche offerto un braccialetto, personalizzato per l’occasione, dal valore simbolico, un braccialetto che rappresenta il legame tra nonni e nipoti ma che al tempo stesso può garantire aiuto a un bambino sperduto.

Nei giorni scorsi, Coldiretti ha presentato uno studio dal quale emerge che sono quasi raddoppiati gli ultracentenari in Italia, passati in 10 anni da 10mila a oltre 17mila, con un aumento del 70 per cento. Il boom degli ultracentenari è confermato anche dal dato – sempre fornito da Coldiretti – relativo alle persone con più di 90 anni, che dal 2007 al 2017 sono cresciuti del 56 per cento, passando da 466.700 a 727.000. Il risultato è che gli italiani hanno raggiunto livelli record di longevità con 80,3 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne. Alla base di questa longevità, secondo la confederazione agricola, vi è uno stile di vita diverso, più consapevole dell’importanza di adottare buona pratiche come il movimento fisico e la corretta alimentazione.

«Lo stile alimentare contadino basato sui prodotti della dieta mediterranea come pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari, ha consentito – sottolinea la Coldiretti – di conquistare valori record nella longevità tanto che l’Italia si è collocata ai vertici della classifica “Bloomberg Global Health Index su 163 Paesi per la popolazione maggiormente in salute e sana a livello mondiale nel 2016. Un ruolo per la salute che è stato riconosciuto da numerosi studi scientifici ed anche dall’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco avvenuta il 17 novembre 2010».

Uno studio americano del 2014 pubblicato su Bmj e condotto da un gruppo di scienziati del Brigham and Woman’s Hospital di Boston su dati relativi a oltre 4.600 donne sane, rivelava che chi è fedele a uno stile alimentare “all’italiana” presentava una maggiore lunghezza dei telomeri, una sorta di “spia” dell’invecchiamento. In termini molto semplici si può dire che telomeri più corti corrispondono a un’aspettativa di vita inferiore, telomeri più lunghi fanno sperare in una buona longevità.

«Accanto all’alimentazione è importante – aggiunge Coldiretti – la pratica di attività che aiutino a mantenere giovani il fisico e la mente. Secondo uno studio svedese, fare l’orto, zappare e seminare la terra è l’ideale per gli over 60 poiché riduce di quasi un terzo il rischio di morte, diminuendo del 27% la probabilità di incorrere in attacchi cardiaci o ictus. Sono diverse le attività praticate che contribuiscono a far restare in forma in campagna dove i più elevati livelli di salute si registrano tra gli anziani attivi, dal taglio della legna all’uncinetto antistress». Uno stile di vita che è diventato un modello anche nelle città dove si registra un aumento degli hobby farmers con più di sei italiani su dieci (63%) che con la zappa in mano dedicano parte del tempo libero alla cura di verdure e ortaggi.

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