Pubblicato il: 2 ottobre 2017 alle 6:58 am

Scuola, più tempo pieno alla Primaria. Mentre molti edifici continuano a essere fatiscenti I dati emergono dai rapporti di Tuttoscuola e di Cittadinanzattiva

di Giulio Caccini.

Roma, 2 Ottobre 2017 – Con l’anno scolastico da poco cominciato, Tuttoscuola ha elaborato un dossier sulla base dei dati Miur, dal quale si evince che sempre più famiglie scelgono il “tempo pieno” per i figli che frequentano la scuola Primaria. In crescita continua, questa modalità di orario scolastico è passata, infatti, dal 21% di alunni coinvolti nel 2.000 al 35% nel 2016-2017. La Lombardia registra il più alto numero di alunni della primaria – 220 mila – in tempo pieno, il 50,5% degli studenti lombardi; mentre nelle regioni del Sud gli alunni a tempo pieno, sempre nelle classi della Primaria, sono passati dall’8,9% del 2009-10 al 16,1% del 2016-17. Boom del tempo pieno nella provincia di Napoli: +419%. Forte incremento anche nella provincia di Palermo (+77%).

Di altro tipo l’indagine condotta da Cittadinanzattiva, da sempre impegnata sul fronte della sicurezza delle scuole e che ha presentato il XV Rapporto che fa il punto sulla sicurezza, qualità ed accessibilità delle scuole italiane, attraverso i dati del monitoraggio civico condotto su 75 edifici scolastici di 10 Regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) e tramite la lettura di informazioni e fonti ufficiali. A questi si aggiungono i dati ricavati, per la prima volta, tramite l’istanza di accesso civico inviata da Cittadinanzattiva in 2821 Comuni e Province, che, sulla base delle risposte pervenute, ci hanno permesso di censire 4401 edifici scolastici di 18 Regioni. Emerge un quadro aggiornato rispetto alla sicurezza strutturale e sismica in grado di restituire informazioni dettagliate rispetto alle certificazioni e agli investimenti degli Enti locali sulle indagini sui solai e la manutenzione ordinaria e straordinaria di questi istituti.

Purtroppo i risultati dell’indagine non danno buone notizie: una scuola su quattro ha una manutenzione inadeguata e solo il 3% è in ottimo stato. Un quarto circa di aule, bagni, palestre e corridoi presenta distacchi di intonaco; segni di fatiscenza, come muffe ed infiltrazioni, sono stati riscontrati nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni.

Nemmeno per le scuole situate in zona sismica (oltre la metà), la situazione non è incoraggiante: solo un quarto ha l’agibilità statica, poco meno della metà il collaudo. In poco più di un quarto (27%) è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, obbligatoria dal 2013. Ben pochi gli edifici su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: la media nazionale è rispettivamente del 12% e del 7%. Assai indietro il Lazio (3%) e la Campania (6% di scuole migliorate sismicamente e 4% adeguate).

Sul sito del Miur, nella sezione dedicata alla cosiddetta Buona scuola, vi è un capitolo che riguarda l’edilizia scolastica, nel quale si legge che: «Il piano di edilizia scolastica, fortemente voluto dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, fin dal suo discorso di fiducia alle Camere del 24 febbraio 2014 è in fase di attuazione. Il solo fondo unico per l’edilizia scolastica – è scritto – ha una dotazione di 3,9 miliardi per la messa in sicurezza, ristrutturazione e realizzazione di edifici scolastici. In due anni sono stati avviati 12.041 interventi». Si attende, dunque, di conoscere il dato aggiornato degli edifici effettivamente messi in sicurezza al termine della fase di interventi.

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