Pubblicato il: 4 ottobre 2017 alle 6:50 am

Cervelli in fuga: quando i giovani scelgono la Germania Gli italiani lamentano negli ultimi tempi la stanchezza di essere nati nel posto piu' bello e sbagliato del mondo: per le difficoltà burocratiche, la corruzione, il razzismo, l’omofobia, il clientelismo

da Berlino, Fritz M. Gerlich.

4 Ottobre 2017 – Quello dell’emigrazione degli italiani, giovani in particolare, in cerca di lavoro e fortuna è un tema purtroppo sempre attuale. Una classifica relativa al 2013 dell’Aire, l’anagrafe degli italiani all’estero, afferma che i cinque paesi del mondo con il più alto tasso di concentrazione di italiani sono Argentina, Germania, Svizzera, Francia e Brasile. A seguire Belgio, Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia. Ma il dato più sconcertante è che dei 60mila giovani espatriati il 70% è laureato.

Secondo alcuni studi, il primo posto nella scelta del Pese ospitante  spetta alla Norvegia, per valutazioni positive relative ai parametri economici (reddito, Pil, welfare e nonostante il Paese sia stato decurtato dei punti relativi ai suicidi), immediatamente seguita dall’Australia e dalla Spagna (qui gli italiani sono di nuovo gli stranieri più numerosi, nonostante la crisi). Seguono nell’ordine: Paesi Bassi, Stati Uniti, Danimarca, Svizzera, Canada, Messico, Francia.
E così, mentre in Italia e negli altri paesi dell’Eurozona la disoccupazione dilaga e le PMI sono sempre più in crisi, in Germania si vive la situazione opposta, con le imprese che lamentano una carenza di personale specializzato e guardano altrove per trovare risorse da assumere.

In tempi di emergenza migranti, anche lo Stato si è attrezzato. Dal 2015 i tempi di attesa per i richiedenti asilo in Germania sono diminuiti, i centri di prima accoglienza si sono moltiplicati, gli appalti per i dormitori sono stati assegnati. Ma, come in Italia, anche in Germania è nato il business dei migranti. Gli italiani sono colpiti dal fatto, ad esempio, di non vedere mendicanti per le strade o fuori dai negozi come da noi. Si calcola però anche che ogni rifugiato finirà per costare allo Stato 450 mila euro, uno sforzo enorme anche per il florido bilancio tedesco
Mai come adesso c’è  tanta offerta, in eccesso, nel mercato del lavoro. Sarebbero ben 1 milione e centomila i posti vacanti. A riferirlo, l’Istituto di ricerca per il mercato del lavoro di Norimberga (IAB) un’istituzione statale che fa capo all’Agenzia federale del Lavoro: solo il 5,6% dei tedeschi, infatti, è in cerca di lavoro, mentre l’occupazione tra i laureati è praticamente raddoppiata rispetto a dieci anni fa. Un risultato incredibile e altamente meritorio, ottenuto dal governo tedesco grazie agli investimenti e alle politiche in favore dell’occupazione portate avanti negli ultimi anni. Le nascite, tuttavia, sono in forte diminuzione mentre il numero dei pensionati è in costante aumento. Ciò vuol dire che in futuro, a meno di un forte boom della natalità, i posti disponibili saranno in crescita esponenziale.

I campi in cui sono richieste professionalità sono l’edilizia, ma anche ingegneria, professioni tecniche, information technology, personale medico e paramedico, artigianato, e in particolare sono le ricche regioni meridionali come la Baviera che hanno urgenza di lavoratori. Non dovrebbe essere, quindi, un problema per i giovani laureati italiani abbandonare il proprio stage non retribuito per cercare fortuna altrove.

Eppure non è proprio così. La maggior parte delle aziende tedesche, infatti, ha dichiarato di aver ricevuto pochissimi curriculum dai cosiddetti Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna). Ciò che limita gli italiani è la difficoltà linguistica e la mancanza di informazioni.

Cosa deve aspettarsi un giovane che arriva in Germania? Chi lavora in multinazionali userà l’inglese sul posto di lavoro: in Germania si può sopravvivere con l’inglese, anche se dopo un po’ è consigliabile imparare la lingua del posto. Molte aziende poi offrono corsi di lingua spesso gratuiti per i propri dipendenti. In ogni città o cittadina esiste una scuola comunale che da sempre organizza corsi di lingua tedesca per stranieri a prezzi agevolati. Le classi sono composte da 15-20 persone, il pacchetto in genere è di 100 lezioni (di 45 minuti) e il costo è dai 125 ai 250 Euro (quindi in media 2 Euro all’ora) a seconda del livello (i principianti pagano meno). Totalmente gratuti sono i corsi solo per immigrati non-UE oppure, “a discrezione” dell´impiegato comunale del JobCenter, per cittadini UE disoccupati che stanno gravando sulle casse dell’Amministrazione tedesca perché ricevono un sussidio.

Il paragone con l’Italia, che è rimasta sostanzialmente immobile in materia di politiche del lavoro e riforme, nonostante la crisi globale, è inevitabile e non regge.

Ma non tutto è scontato. Gli esperti mettono in guardia dal disfattismo in patria. Non è assolutamente garantito – secondo alcuni – che un trasferimento all’estero si traduca in un’esperienza positiva. Anche all’estero, bisogna offrire quello che il mercato del lavoro locale richiede altrimenti si fa altrettanta fatica, se non di più.

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