Pubblicato il: 4 ottobre 2017 alle 12:00 pm

Discriminate le madri che allattano al seno Roma, Torino, Verona, Treviso le città con la più alta incidenza di discriminazioni. Nella settimana mondiale per l’allattamento materno nasce lo sportello a tutela delle mamme e del gesto più naturale al mondo

di Giulio Caccini.

Roma, 4 Ottobre 2017 – Nessun Paese ha raggiunto tutti gli standard raccomandati sull’allattamento. Lo riporta ‘Epicentro’, il portale dell’epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicando un nuovo rapporto congiunto Unicef e Oms, realizzato in collaborazione con la Global Breastfeeding Collective.

Nello studio, valutando 194 Paesi viene evidenziato che solo il 40% dei bambini sotto i sei mesi di vita vengono allattati esclusivamente al seno e che solo 23 Stati hanno tassi di allattamento esclusivo al seno sopra il 60%. Il dato assume un significato maggiore proprio nei giorni in cui la Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche ha lanciato la campagna di sensibilizzazione che per il 2017 ha scelto come slogan “Sostenere l’allattamento al seno, insieme”. Fino al 7 ottobre, professioniste ostetriche saranno presenti nelle città che aderiscono all’iniziativa e forniranno a donne e coppie consigli, informazioni e illustreranno la corretta modalità di attacco al seno per allattare con successo e senza stress per mamma e neonati, puntando quindi sul coinvolgimento e la sensibilizzazione sia sul piano scientifico che dal punto di vista informativo.

Secondo l’Iss, allattare al seno porta benefici sia alle madri (ad esempio riduce il rischio di sviluppare tumori alle ovaie e al seno) sia ai bambini, proteggendoli da diarrea e polmonite, due delle maggiori cause di morte nell’infanzia. «L’allattamento al seno è uno degli interventi di sanità pubblica più efficaci – si legge – e basterebbe un investimento di 4,7 dollari Usa annui a neonato per aumentare il tasso di allattamento esclusivo al seno del 50% entro il 2025, valore che permetterebbe di salvare la vita di 520 mila bambini sotto i cinque anni di età e di generare 300 miliardi di dollari, come risultato della riduzione di malattie e cure sanitarie e dell’incremento della produttività».

Lo scorso primo ottobre, aprendo la Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno (dall’1 al 7 di ottobre 2017) è nato in Italia il primo sportello di sostegno per le madri vittime di discriminazione mentre allattano in luoghi pubblici. Lo sportello è nato dalla collaborazione tra l’Assoccazione Culturale Woodoo Star e l’avvocato Mariacristina Petrolo in rappresentanza delle associazioni nazionali Ibfan Italia e Mami, attive da anni per la difesa dei diritti delle mamme e dei loro bambini e che hanno patrocinato l’iniziativa.

«Si tratta di un traguardo importante perché rappresenta una prima risposta per la tutela dei diritti delle madri e dei loro bambini – commentano le promotrici dell’iniziativa -. In Italia i dati riguardanti i disagi dell’allattamento in pubblico, raccolti attraverso un questionario su territorio nazionale, rivelano che: il 31% delle donne ha vissuto atti discriminatori durante l’allattamento in luoghi pubblici; i centri commerciali, i ristoranti, i giardini, gli ambienti medico-sanitario sono i luoghi dove si registrano maggiori discriminazioni; le città con la più alta incidenza di discriminazioni sono: Roma, Torino, Verona, Treviso».

L’iniziativa, inoltre, ha tra gli obiettivi anche la creazione di un vero e proprio vademecum utile alle madri per segnalare le violazioni e i comportamenti scorretti. Intanto le donne che ne hanno necessità potranno, quindi, inviare la propria segnalazione via email e riceveranno una consulenza legale gratuita scrivendo all’indirizzo ovunquelodesideri@gmail.com .

Il Mami, Movimento Allattamento Materno Italiano, fa parte della Waba, una rete internazionale di organizzazioni ed individui convinti che l’allattamento al seno costituisca un diritto di ogni madre ed una componente fondamentale nell’assicurare ad ogni bambino il meglio in termini di alimentazione, salute e cure. Si propone di: promuovere più cooperazione a livello regionale e nazionale; eliminare tutti gli ostacoli all’allattamento materno; fare rinascere e sostenere una cultura globale favorevole all’allattamento materno.

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