Pubblicato il: 5 ottobre 2017 alle 9:00 am

Il credito è troppo costoso: chi controlla le banche? Usura e anatocismo sono una piaga nascosta dell’economia

di Antonio Aghilar.

Roma, 5 Ottobre 2017 – Tempi di crisi, si vede una piccola ripresa, ancora troppo debole (+1,0/1,5% del PIL), la fiducia delle imprese aumenta ma l’inflazione resta ancora bassa, indice del fatto che i consumi languono. In giro c’è insomma scarsa liquidità e questo alimenta una spirale perversa di ritardi nei pagamenti tra aziende e calo nei consumi. Un mix micidiale che frena la ripresa. Nonostante l’enorme liquidità messa in circolazione dalla BCE, con tassi ufficiali di sconto prossimi allo zero da anni e con tassi interbancari europei (Euribor) che sono oramai sotto lo zero, i denari non arrivano nelle mani di famiglie e imprese e quando questo accade, il costo effettivo del credito concesso può superare tranquillamente il 20-30% in termini di tasso effettivo globale (comprensivo cioè di qualsiasi spesa, onere e commissione oltre gli interessi propriamente detti).

Si pensi ai mutui, dove oltre agli interessi vengono addebitati costi per le spese di istruttoria, le spese incasso rata, le spese di assicurazione, e così via. Oppure ai conti correnti: le Banche sono solite addebitare oltre agli interessi, anche le “spese di tenuta conto”, le commissioni per singole operazioni o la tristemente nota “commissione di massimo scoperto” che, seppure abolita dalla legge n. 2/2009, è stata di fatto sostituita da altri oneri, come la “Commissione di istruttoria fido” o la “Commissione di istruttoria veloce”. Spesso poi, vi è la pratica scorretta dell’anatocismo, ovvero il calcolo di “interessi sugli interessi”, pratica questa vietata dall’art. 1283 c.c. Una pratica, quella dell’anatocismo che, in ogni caso, finisce per alzare in maniera esponenziale il reale costo del credito ben oltre i limiti consentiti dalla legge antiusura.

Non è ancora noto a tutti infatti, che in Italia esiste una legge, la n.108/96, c.d. “legge anti-usura” che fissa dei limiti oggettivi alla misura del tasso d’interesse effettivo globale che può essere richiesto dalle Banche e, purtroppo, questo limite spesso risulta essere superato, soprattutto per alcune forme tecniche di finanziamento, come gli scoperti di conto corrente, molto utilizzati per il finanziamento di breve periodo delle PMI. Effettuare questo genere di verifiche però, è tutt’altro che semplice: sono infatti richieste conoscenze normative e tecniche, di matematica finanziaria in primis e poi informatiche, che certo non tutti possiedono e questo rappresenta del resto una delle ragioni principali per cui le Banche sono così “distratte” rispetto al superamento delle soglie di usura.

Ebbene a fronte di tutto questo un team di professionisti a carattere multidisciplinare composto da dottori commercialisti e revisori legali, avvocati ed ingegneri, ha messo a punto verifichefinanziamenti.it, una piattaforma online utile a chiunque abbia a che fare con il contenzioso bancario o intenda verificare il costo effettivo del proprio finanziamento.

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Con i software di verifichefinanziamenti.it l’utente deve solo inserire i dati del contratto e quelli relativi agli estratti di c/c o le quietanze di pagamento nel caso di mutui: il software eseguirà tutte le elaborazioni necessarie alla corretta quantificazione degli importi illecitamente addebitati a titolo di usura e anatocismo e genererà in automatico una perizia econometrica completa di tabelle di calcolo, normativa e giurisprudenza sempre aggiornati. Tutto con pochi click ed in pochissimo tempo.

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