Pubblicato il: 5 ottobre 2017 alle 12:00 pm

«Qualcuno utilizza relazioni russo-americane per questioni politiche negli Usa, aspetto che finisca» Vladimir Putin, al forum di Mosca sull’Energia ha parlato dei suoi rapporti con Trump, della Nord Corea e delle prossime elezioni

di Danilo Gervaso.

Mosca, 5 Ottobre 2017 – «Coloro che cercano di parlare con la Corea del Nord attraverso l’uso della forza stanno rafforzando il regime nordcoreano». Non usa mezzi termini il presidente russo Vladimir Putin, intervenendo al forum della Settimana dell’Energia russa che si è svolto a Mosca. Un Putin che ha parlato a tutto campo, trattando svariati temi, dalla situazione nord coreana al rapporto con Trump, passando per la questione energetica.

Ma era proprio sulla Nord Corea e su Trump che si attendeva in modo particolare il suo pensiero, che non si è fatto attendere: «Nel 2001, credo, ho incontrato il padre del leader attuale – ha raccontato -. Mi disse che avevano una bomba nucleare. Inoltre, disse che con l’aiuto di sistemi di artiglieria abbastanza insopportabili, avrebbero potuto coprire la distanza a Seoul. È 2017, il Paese vive sotto costanti sanzioni. Invece di una bomba nucleare, hanno una bomba a idrogeno. Invece di semplici sistemi di artiglieria, hanno missili a lungo raggio che coprono la distanza fino a 5.000 chilometri. Cosa è cambiato? È questo il percorso che risolverà la questione? No, vediamo che sta succedendo il contrario».

Poi l’ammonizione per l’uso della forza, sbagliato secondo Putin, anche se in un altro momento, nel 2015, pronunciò una frase che in molti ancora ricordano: «La strada a Leningrado, cinquant’anni fa, mi ha insegnato una lezione: se la rissa è inevitabile, colpisci per primo». Dunque non può lasciare indifferenti il fatto che un leader come Putin, con la sua storia, tiri in ballo il temperamento di Trump, determinante, a suo giudizio, nella vicenda dei rapporti tra Usa e Nord Corea. «Con lui non ci sono quasi rapporti personali – ha precisato, parlando del tycoon -. Ci siamo visti solo una volta. Sì, abbiamo avuto un paio di conversazioni telefoniche su varie questioni di interesse reciproco, tra cui la Siria ma nient’altro. Per quanto riguarda le relazioni bilaterali, potete giudicare da soli. Sono diventati ostaggi della situazione politica interna negli Stati Uniti. Alcune forze utilizzano relazioni russo-americane per affrontare questioni politiche interne. Stiamo aspettando con pazienza che questo processo politico interno finisca. Da parte mia spero che gli interessi fondamentali, quali la non proliferazione di armi di distruzione di massa, la lotta contro la criminalità informatica, la cooperazione energetica, la cooperazione nell’affrontare i conflitti regionali e l’anti-terrorismo, cambierà in ultima analisi la natura delle relazioni russo-americane in meglio. Credo – ha poi aggiunto –  che una persona come Trump, con il suo carattere, non sarà mai ostaggio di nessuno».

Quello delle elezioni che si terranno il prossimo anno in Russia è un altro tema caldo: «Non ho deciso se ho intenzione di correre – ha anticipato -. Perché per legge credo che la campagna elettorale presidenziale sarà ufficialmente annunciata alla fine di novembre, all’inizio di dicembre. A questo punto, credo che probabilmente i principali concorrenti esiteranno e dichiareranno le loro intenzioni, nonché i loro programmi elettorali». Niente di più.

Infine la questione energetica: «Certamente ci si deve spostare verso fonti rinnovabili di energia, ma ciò non accadrà per un altro periodo di 30 anni e per ora non sappiamo come potrebbe accadere perché la tecnologia di utilizzo del petrolio e del carbone sta migliorando». Quando gli è stato chiesto se pensa di acquistare un’auto elettrica, Putin ha risposto: «Certamente posso immaginare di farlo. E la dichiarerò, rivolgendomi a coloro che stanno scrutando il mio patrimonio. Pensate che stiamo andando ancora sui carri a cavallo o su mezzi con un serbatoio? No, non lo facciamo più da tempo».

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