Pubblicato il: 6 ottobre 2017 alle 7:30 am

‘The Guardian’ contro il Pesto genovese: «Troppo sale, fa male alla salute» Il ministro Martina: «Basta Fake news». Il governatore Toti invia vasetti di salsa ai giornalisti del quotidiano britannico

di Danilo Gervaso.

Genova, 6 Ottobre 2017 – «Sono convinto che nessuno di voi abbia mai assaggiato il vero pesto genovese: se lo aveste fatto sareste stati di certo conquistati dal suo sapore unico, genuino e inimitabile, che lo rende una delle salse più famose e apprezzate del mondo». Firmato Giovanni Toti, presidente della regione Liguria.

Inizia così la lettera che il governatore ha inviato ieri ai giornalisti del ‘The Guardian’. Una missiva dai toni cortesi ma perentori: «Ecco allora questo presente per porre rimedio a tale mancanza: sono sicuro che, dopo averlo provato, ci ringrazierete e ritratterete ogni parola del vostro articolo in cui viene denigrato uno dei protagonisti della dieta mediterranea, che ogni parte del pianeta ci invidia e tenta di imitare». Insieme alla lettera, un cesto con una abbondante porzione di Pesto.

C’è da dire che il Guardian non è nuovo a questo tipo di sortite con l’intenzione di sminuire la qualità e la bontà del made in Italy. Era successo tempo fa con il nostro Prosecco, ritenuto troppo acido; questa volta, però, sono andati giù duro: «Il Pesto è una salsa più salata dell’acqua di mare», il titolo dell’articolo pubblicato dal quotidiano britannico, un vero atto di accusa nei confronti di una delle eccellenze della cucina italiana. «I livelli di sale nelle salse di pesto in vendita nei supermercati restano superiori ai limiti suggeriti – si legge nell’articolo – e sono aumentati in alcuni casi, nonostante una campagna sanitaria pubblica per ridurli. Secondo le ricerche condotte da Consensus Action on Salt and Health (comitato di esperti della Gran Bretagna che analizza gli alimenti alla ricerca degli eccessi di sale, ndr), due marchi di pesto hanno il 30% di sale più dell’acqua marina e due volte e mezzo di sale per 100g di arachidi». L’articolo, poi, si spinge molto oltre: «A lungo termine, consumare sale più di quanto raccomandato potrebbe aumentare il rischio di sviluppare l’ipertensione arteriosa, e gli attacchi cardiaci».

Tra i primi a rimandare indietro le accuse del giornale britannico è stato il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, che sul suo profilo Twitter ha scritto: «Rinnovo l’invito al Guardian di smettere con le Fake news sul Made in Italy agroalimentare». Poi sono arrivate le precisazioni delle principali aziende produttrici di Pesto che lo esportano anche in Gran Bretagna: «Selezioniamo basilico fresco italiano e ingredienti controllati di alta qualità nel rispetto della tradizione gastronomica». Evidenziando, anche, che: «Il sale è presente in ricetta non solo per dare sapore ma soprattutto per aspetti tecnologici, che ci consentono di non utilizzare alcun conservante nei pesti. Il pesto è un condimento tipico della dieta mediterranea, grazie al suo sapore intenso va utilizzato in piccole quantità e inserito all’interno di una dieta equilibrata e varia».

Un po’ quello che ha ribadito anche il presidente Toti nella sua lettera: «Non solo il pesto è buono, ma fa anche bene alla salute essendo una combinazione perfetta di sapori freschi della nostra terra: olio extravergine d’oliva, basilico genovese Dop coltivato sul mare, a Genova Pra’, Parmigiano Reggiano Dop, pinoli italiani, pecorino sardo Dop, sale (quanto basta) e aglio italiano – ha scritto -. Insomma un matrimonio perfetto tra ingredienti di primissima qualità che uniti alla nostra pasta, come le trenette, o alle più tipiche trofie diventa uno dei piatti più gustosi e sani che si possa offrire a un bambino». E se qualcuno si aspettava una lettera dal finale sprezzante e magari delle parole dure all’indirizzo di chi continua a diffamare i prodotti italiani, sarà rimasto spiazzato dalla conclusione di Toti: «Siamo pronti a ospitarvi in Liguria al più presto – ha scritto –  perché la pasta al pesto è buona, ma mangiata in spiaggia, davanti al mare con un clima primaverile anche d’inverno, diventa decisamente unica al mondo». Forse, però, un po’ di sale a quei giornalisti non farebbe male. Nel Pesto? No, in zucca.

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