Pubblicato il: 11 ottobre 2017 alle 7:30 am

IgNobel 2017, premiati anche tre ricercatori italiani Il riconoscimento, nato come parodia del Nobel, viene assegnato a quelle idee divertenti che fanno prima sorridere e poi aiutano a pensare

di Angela Faiella.

Roma, 11 Ottobre 2017 – Un gruppo di ricercatori della Fondazione Santa Lucia IRCCS in collaborazione con l’università la Sapienza di Roma è tra i vincitori dell’IgNobel 2017.

Gli IgNobel sono una “parodia del Nobel”. Sono premiate vere ricerche scientifiche che rispondono a domande curiose, improbabili, divertenti. Non a caso il motto è «ricerche che fanno prima sorridere e poi aiutano a pensare».

Per il ventisettesimo anno consecutivo tra le oltre diecimila candidature sono state selezionate le 10 vincitrici. Tra queste troviamo ricerche che verificano se i gatti sono liquidi o solidi, se orecchie degli anziani crescono, oppure qual è il modo migliore per non far cadere il caffè mentre si cammina. Il premio è stato consegnato da tre Nobel Eric Maskin, Oliver Hart e Roy Glauber all’Università di Harvard. Consiste in una banconota di 10 trilioni di dollari dello Zimbabwe, equivalente a meno di 3 euro.

Per la sezione psicologia è stato proclamato vincitore il team di ricercatori di Roma di Salvatore Maria Aglioti, responsabile del Laboratorio di Neuroscienze sociali presso la Fondazione Santa Lucia e la Sapienza. La ricerca ha avuto come obiettivo quello di verificare se i gemelli omozigoti avessero maggiori difficoltà ad autoriconoscersi.

Durante lo studio sono state presentate delle foto di volti (proprio volto, volto del fratello/sorella gemello omozigote e quello di un amico/parente) per un intervallo di tempo brevissimo. I risultati hanno costatato che non vi era difficoltà di riconoscimento della foto con il volto dell’amico ma il compito era più complesso quando bisognava autoriconoscersi o indicare la faccia del fratello.

Questo studio, apparentemente banale e divertente, ha aperto ipotesi su strategie di compensazione e altre dinamiche legate alla formazione dell’identità corporea e della consapevolezza di sé. La ricerca è quindi un punto di partenza per poter rispondere a domande più ampie per cercare di capire quanto è plastica l’identità dei gemelli e come questa si sviluppa dal punto di vista evolutivo.

I risultati della ricerca saranno presentati da Ilaria Bufalari e Matteo Martini, scienziati del team di ricerca, al Massachusetts Institute of Technology.

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