Pubblicato il: 11 ottobre 2017 alle 1:30 pm

L’autunno caldo di Macron Ondata di scioperi contro le misure del governo francese. Voli cancellati, fermi molti servizi pubblici, problemi nelle scuole

da Lione (Francia), Teresa Terracciano.

11 Ottobre 2017 – Riduzione di 120.000 dipendenti pubblici entro la fine del quinquennio. Questa settimana scioperano in Francia le nove sigle sindacali di categoria. Vogliono esprimere il loro “profondo disaccordo” per le misure annunciate dal governo. Il primo in dieci anni che ha mobilitato 400.000 persone in tutta la Francia, secondo le prime stime della CGT (Confédération générale du travail).

Secondo il Ministero dell’Istruzione, ha scioperato circa il 17% degli insegnanti. Non si è varcata la soglia dell’aula in quasi il 20% delle scuole primarie e nel 16% delle scuole secondarie. Secondo la SNUipp-FSU, unione degli insegnanti scolastici, ha aderito il 50% degli insegnanti nelle scuole primarie. Per quanto riguarda gli istituti secondari, la Snes (Syndicat National des Enseignements de Second degré) indica che la mobilitazione è «un grave avvertimento» al governo. Molti servizi pubblici sono fermi, mense comprese. A Parigi, nove scuole superiori hanno visto i loro ingressi coinvolti dai blocchi.

Il 30% dei voli è stato annullato preventivamente a causa dello sciopero dell’aviazione civile, che impiega una fetta importante di dipendenti pubblici. Circa 130 manifestazioni si sono tenute in 90 dipartimenti, secondo i sindacati.

Nonostante alcune scene di violenza, i cortei sono stati molto pacifici. A Rennes, alcune centinaia di studenti hanno occupato la direzione della manifestazione dopo alcuni gli scambi con i rappresentanti del CFDT. A Parigi, diverse dozzine di persone incappucciate hanno preso di mira le agenzie bancarie. Un gruppo di «200 persone potenzialmente a rischio» era stato avvistato dalla polizia all’inizio della processione di Place de la République. Gli scontri sono stati segnalati tra «individui di questo gruppo e membri del dipartimento di polizia della manifestazione», secondo la prefettura.

Da chi sono rappresentati i funzionari pubblici in questione?

Tutti i sindacati dei funzionari hanno chiesto lo sciopero e sebbene l’appello sia unitario, le situazioni delle funzioni pubbliche sono molto diverse.

I tre uffici:

– Il servizio pubblico statale (44%): sono i dipendenti dei ministeri e gli unici che dipendono dallo Stato. La maggior parte di loro sono insegnanti. Tra il 2004 e il 2014 hanno perso quasi il 10% della forza lavoro.

– Il servizio pubblico territoriale (35%) include il personale delle autorità locali (71% dei lavori per i comuni), le strutture intercomunali, gli stabilimenti pubblici e gli uffici pubblici di HLM (una sorta di equo canone). In dieci anni è aumentato il numero dei dipendenti di oltre il 27%.

– Il servizio pubblico ospedaliero (21%): aggrega i dipendenti in ospedali, case di cura e altri stabilimenti medico-sociali. In dieci anni la forza lavoro è aumentata di oltre il 10%.

Gérald Darmanin, ministro del bilancio (Ministère de l’Action et des Comptes publics), ha annunciato in un comunicato stampa che l’appuntamento con i sindacati della funzione pubblica dedicato ai salari è rinviato a causa di questi scioperi e avrà luogo il 16 ottobre.

Il primo ministro, Edouard Philippe, ha dichiarato che «sta assumendo pienamente le misure adottate», assicurando che i dipendenti pubblici «non siano screditati» perché sono «essenziali per il funzionamento del Paese».

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