Pubblicato il: 16 ottobre 2017 alle 1:30 pm

Milioni di cittadini europei con disabilità sono esclusi dal voto La denuncia di Edf, la ong che rappresenta gli interessi di 80 milioni di disabili in Europa: «A troppe persone non viene riconosciuto questo diritto fondamentale»

di Danilo Gervaso.

Bruxelles, 16 Ottobre 2017 – European Disability Forum, l’unica piattaforma europea che riunisce le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità in tutta Europa, lancia un messaggio forte e chiaro a tutti gli stati membri dell’Ue: il diritto alla partecipazione politica e l’espressione del voto sono diritti fondamentali per tutti i cittadini. La questione è stata al centro della riunione del Consiglio di Edf che si è svolta in Estonia, ospitata dalla Camera Estone delle persone disabili e sostenuta dalla Presidenza estone dell’UE.

«I cittadini con disabilità – è stato detto – sono al centro della democrazia e della cittadinanza. Esistono principi riconosciuti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD dell’ONU) che l’Unione europea (Ue) e tutti i suoi Stati membri (ad eccezione dell’Irlanda) hanno ratificato, il che significa che sono obbligati ad applicarli per tutti i loro cittadini con disabilità. In realtà – è stato pure precisato -, tuttavia, milioni di persone con disabilità in Europa sono prive di esercitare questo diritto che è un diritto fondamentale di ogni democrazia. Le donne con disabilità, i disabili che vivono in istituti e le persone con disabilità meno visibili, come le disabilità intellettuali o psicosociali, hanno un rischio ancora maggiore di essere esclusi».

Confrontandosi sulle rispettive esperienze, i membri dell’Edf hanno arricchito la discussione con cifre e testimonianze dai vari Paesi nei quali la problematica è particolarmente avvertita.

Così, ad esempio, è emerso che: «In Lituania, il 60% delle stazioni elettorali non è accessibile. Le restanti dovrebbero essere accessibili in teoria, ma in pratica lo sono. In Germania, 85mila persone non sono autorizzate a votare. Sono persone con demenza e persone con disabilità intellettuali o psicosociali. In Ungheria, 56mila persone con disabilità sono sotto tutela di istituti e 48mila di questi non sono autorizzati a votare. In molti paesi dell’Ue le persone con disabilità sono bloccate in istituti e non sono autorizzate a votare; non sono nemmeno consapevoli (o informati) nel momento in cui avvengono le elezioni».

Succede anche un’altra cosa. Cioè anche laddove le persone con disabilità hanno il diritto di voto, la mancanza di accessibilità rende impossibile questa attività. Ci sono spesso seggi elettorali non accessibili, mancanza di documenti e informazioni in formati accessibili come il Braille, il linguaggio dei segni o i processi complicati. Più in generale, quella che manca è la consapevolezza sulla disabilità e l’accessibilità. L’elenco dei Paesi e delle loro storture in tema di voto e disabilità prosegue: «In Portogallo, le persone con disabilità intellettiva, non possono votare perché le informazioni non vengono fornite in modi accessibili che possono capire, come Easy-To-Read. In Ungheria, le stazioni di polling accessibili possono essere molto lontane da dove si vive, rendendo difficile l’esercizio del voto alle persone con disabilità che hanno difficoltà oggettive a raggiungere questi luoghi».

Il comitato delle Nazioni Unite che controlla i lavori che l’Ue e i suoi Stati membri fanno per attuare il Crpd (la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità) ha ripetutamente evidenziato la violazione del diritto alla partecipazione politica e al diritto di voto per le persone con disabilità nella maggior parte degli Stati membri. In alcuni Paesi ha anche preso decisioni severe per avviare finalmente la revisione della legislazione e smettere di discriminare l’esercizio del voto. In vista delle prossime elezioni europee nel 2019, Edf sta portando avanti una campagna per il diritto alla partecipazione politica e al diritto di voto, invitando il Parlamento europeo e tutti i governi europei a rivedere le proprie leggi e le rispettive procedure per assicurare che tutte le persone con disabilità esercitino il loro diritto di voto come tutti gli altri cittadini.

Krzysztof Pater, relatore del Cese (il Comitato economico e sociale europeo) partecipando al consiglio di Edf in Estonia ha detto: «Il diritto di voto non è solo un diritto fondamentale, ma anche una questione di dignità», sottolineando che la discriminazione si verifica quando alcuni cittadini hanno diritti completi e altri diritti parziali. Il relatore del Cese ha inoltre chiesto ai membri di Edf di fornire al Comitato la propria competenza al fine di avere una ricca relazione che dimostri la reale situazione del diritto di voto in Europa.

La partecipazione politica e il diritto di voto saranno anche il tema del quarto Parlamento europeo delle persone con disabilità (Eppd), che si terrà il 6 dicembre 2017 al Parlamento europeo a Bruxelles. Si tratta di un evento importante organizzato da Edf e dal Parlamento europeo che riunirà centinaia di delegati di organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità provenienti da tutta Europa, dei deputati del Parlamento europeo e dei rappresentanti di alto livello di altre istituzioni dell’Ue.

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