Pubblicato il: 21 ottobre 2017 alle 7:30 am

Smog a Torino, il Codacons pensa ad azione legale «Cittadini danneggiati dall’inquinamento e sequestrati in casa» dice il presidente del coordinamento Rienzi. Per il ministro Galletti «nessuna critica al Comune»

di Giulio Caccini.

Torino, 21 Ottobre 2017 – Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino ha detto: «Io dormo con la finestra aperta, vado in bici e se ho tempo corro»; il sindaco Chiara Appendino è arrivata al Comune in bici: «Per me però non è una novità, io la utilizzo regolarmente – ha affermato -. Andiamo in bici anche per far diminuire lo smog».

Ma la situazione nel capoluogo piemontese è tutt’altro che rosea: le micropolveri hanno doppiato il limite consentito dalla legge e la cappa di inquinamento, che in questi giorni copre Torino e parte del nord Italia, è visibile addirittura dallo spazio al punto che l’astronauta Paolo Nespoli l’ha immortalata in uno speciale scatto.

E’ stato l’assessore comunale all’Ambiente, Alberto Unia, a consigliare ai cittadini di chiudere finestre e balconi: «Io è da un mese e mezzo che ho mal di gola – ha rivelato poi a un quotidiano -, un sacco di persone che incontro hanno mal di gola. Ora sono nel mio ufficio in maglietta. Siamo in ottobre, inoltrato. Qualche cosa che non funziona c’è, siamo in una situazione non sana».

Per il Codacons la situazione oltre a non essere sana è assurda al punto che il coordinamento a tutela dei diritti dei cittadini starebbe già approntando una richiesta di risarcimento. «Siamo oramai all’assurdo, con i cittadini sequestrati in casa e costretti a non aprire porte e finestre. Gli utenti pagano le incapacità dell’amministrazione, che negli anni non ha saputo affrontare il modo efficace l’emergenza smog e risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi –. A Torino come nelle altre città, specie nel nord Italia, i cittadini subiscono gli effetti di politiche ambientale sbagliate, che hanno sottovalutato l’allarme e non adottato per tempo provvedimenti atti a migliorare a lungo termine la qualità dell’aria. Così da un lato aumentano i morti da smog e le malattie prodotte dall’inquinamento, dall’altro si arriva a situazioni paradossali come quella di Torino, con il Comune che invita i cittadini a tapparsi in casa».

Per Rienzi il problema è a monte. «L’amministrazione comunale farebbe bene a vietare la circolazione delle auto private e rendere i mezzi pubblici totalmente gratuiti, almeno fino a che non sarà superata l’emergenza – ha aggiunto – Il Codacons intanto valuterà le azioni legali da intraprendere contro il Comune di Torino in favore dei cittadini danneggiati dai livelli allarmanti di inquinamento della città».

Un mezzo sostegno a Unia, invece, è arrivato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: «Il Comune ha la responsabilità della salute dei propri cittadini, quindi io non posso criticare l’assessore di Torino – ha chiarito -. Dico solo che nel protocollo su base scientifica che abbiamo sottoscritto con il Piemonte questa misura non c’è. Poi sarà la Sindaca di Torino – ha sottolineato – a decidere se metterla in campo o meno, io non ho gli elementi che ha lei».

In queste ore ci si affida al meteo. Il Comune di Torino ha esteso lo stop alle auto anche agli Euro 5 diesel. «In base ai dati sulle Pm10 di questi giorni, abbiamo deciso di proseguire e passare al secondo livello – ha annunciato Unia -. Monitoreremo la situazione nel fine settimane e se i dati scenderanno valuteremo di riconsiderare i blocchi già da lunedì». Con lo stop agli Euro 5 salgono a circa 250mila le auto che non possono circolare.

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