Pubblicato il: 24 ottobre 2017 alle 2:55 pm

Costalli: «L’attacco al governatore di Bankitalia? Inopportuno» Il presidente del Movimento cristiano lavoratori si esprime sull’attacco del Pd a Visco. Poi sul Rosatellum bis: «Avremo l’ennesimo parlamento di nominati»

di Giuseppe Picciano.

Napoli, 24 Ottobre 2017 – La VI edizione del “Premio Sepe”, intitolato al Cardinale di Napoli, è l’occasione per improvvisare una conversazione su alcuni temi di stretta attualità con Carlo Costalli, presidente nazionale del Movimento cristiano lavoratori, organizzatore della manifestazione. «Per merito della nostra attivissima sede napoletana, il premio è diventato uno degli appuntamenti più interessanti perché esalta le professionalità eccellenti che danno lustro alla città. Premiare personaggi come i magistrati Raffaele Cantone e Federico Cafiero de Raho, l’imprenditrice Paola Grimaldi e il direttore della Rai Mario Orfeo è davvero significativo». Uno degli argomenti del giorno, a margine della cerimonia, è la sfiducia votata dal Pd al governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Costalli è netto nelle sue osservazioni e sembra quasi sposare la tesi di Eugenio Scalfari che in uno dei suoi ultimi editoriali ha stigmatizzato le scorciatoie populiste utilizzate del segretario dei democratici Matteo Renzi. «L’attacco a Visco è stato inopportuno sia perché avvenuto a dieci giorni dall’eventuale rinnovo del suo mandato sia perché è nel pieno delle proprie competenze una commissione parlamentare d’inchiesta ad hoc che sta cominciando a lavorare. Le conseguenze di questo scontro voluto da Renzi rischiano di essere eclatanti a livello internazionale, anche per la tenuta del nostro debito pubblico. Io sono toscano e sono il primo a chiedere che sia fatta chiarezza al più presto. Non c’è dubbio che lo stesso Visco debba spiegare alcune falle nelle procedure di controllo, ma lo farà nella sedi deputate. Ci sono vicende ancora da chiarire come quelle di Banca Etruria, dove il coinvolgimento della famiglia Boschi mi sembra palese, e quella ancora più clamorosa del Monte dei Paschi di Siena, un grande istituto bancario espressione però di una piccola città. Le vicende di questa banca si sono intrecciate per decenni con i desiderata della politica locale, che non sempre sono coincise con le grandi aspirazioni di sviluppo dell’istituto. Tornando alle vicenda Visco, Renzi ci ha abituato a queste forme di harakiri».

Le piace il Rosatellum bis?

«Sarebbe una buona legge elettorale se nella quota proporzionale fossero previste le preferenze e invece ci toccherà subire l’ennesimo parlamento di nominati. Ciò non va bene. Tra l’altro tra partiti screditati e presunte forze di rinnovamento che si autogovernano nella segretezza del web, il Rosatellum non sana questo vulnus di rappresentanza».

Dopo i risultati elettorali di Austria e Repubblica Ceca i venti populisti di estrema destra spirano sempre più impetuosi sull’Europa. Come valuta questo scenario?

«Quasi tutti i governi hanno sottovalutato i problemi dei cittadini e il malessere è scoppiato in tutte le sue forme con la crisi dell’immigrazione. Da un punto propriamente politico la socialdemocrazia ha fallito dove ha amministrato. L’unico argine che ancora può reggere all’urto xenofobo e populista è quello del Partito popolare europeo, l’unico capace di interpretare con equilibrio e sensibilità le istanze dei cittadini».

A proposito di popolari, cosa ne pensa della rinascita, stavolta vera, della Democrazia Cristiana?

«Se si tratta di un mera operazione nostalgia, lascia il tempo che trova. Di contro, se l’idea è quella di costruire un soggetto politico moderno, aperto a tutte le fasce della società che si ispiri agli antichi della Democrazia Cristina, sempre attuali, allora potrà avere successo».

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