Pubblicato il: 24 ottobre 2017 alle 9:03 am

Giappone: Abe mantiene la maggioranza e intende riformare la costituzione pacifista Gli obiettivi del primo ministro per il mandato che durera’ fino al 2021

di Teresa Terracciano.

Tokyo, 24 Ottobre 2017 – Il primo ministro conservatore giapponese Shinzo Abe, domenica scorsa, ha vinto le elezioni anticipate. La sua coalizione conserva così la “super maggioranza” di due terzi dei posti nella camera bassa del Parlamento. In carica dal 2012, gli è garantito rimanere fino al 2021, che sarebbe un record di longevità per un capo di governo giapponese. Questa grande vittoria gli dà il mandato di riformare la costituzione pacifista e di adottare un atteggiamento più solido verso la Corea del Nord.

La Costituzione pacifista è stata scritta da una mano americana alla fine della seconda guerra mondiale. Il primo ministro spera di ripristinare “grandezza e sovranità” del Giappone riformando l’articolo 9 della Costituzione, che non riconosce l’esistenza di uno degli eserciti più moderni del mondo e vieta l’uso della guerra per risolvere i conflitti. Le forze armate sono chiamate forze di autodifesa. Ma d’altra parte, costituzionalmente, non esistono. Sarà quindi, come richiesto dalla legge, avviato un referendum. Il dibattito si annuncia vivo perché la popolazione rimane divisa sull’idea di una modifica di un testo che ha accompagnato il rapido sviluppo economico dell’arcipelago sin dagli anni ’50.

Secondo un recente sondaggio del giornale conservatore Yomiuri Shimbun, il 35% degli intervistati è favorevole alle modifiche dell’articolo 9, ma il 42% non è d’accordo. Nonostante la posizione del Giappone a proposito della Corea del Nord fosse un tema importante nell’ultima campagna elettorale, la maggior parte degli elettori non vede la riforma costituzionale come una priorità.

I dettagli dei risultati del voto confermano che Abe, la cui popolarità è stata indebolita dagli scandali di Moritomo e Kake Gakuen in cui sarebbe stato coinvolto, non ha ottenuto il pieno consenso. Infatti, anche se il tifone Lan potrebbe aver incentivato alcune persone a non andare a votare, sta di fatto che molti giapponesi hanno scelto di astenersi. La partecipazione non ha superato il 54%, il secondo dato più basso dal 1945. Tradizionalmente, una forte astensione favorisce la forza al potere.

Per quanto riguarda la Corea del Nord, Shinzo Abe vuole rafforzare l’alleanza con gli Stati Uniti. Molto vicino a Donald Trump, che arriverà a Tokyo all’inizio di novembre, il primo ministro giapponese non esclude, se necessario, l’opzione di un intervento militare. Per la sua sicurezza, il Giappone dipende dall’ombrello nucleare statunitense.

«Risolveremo le questioni missilistiche, il programma nucleare nordcoreano, nonché i casi dei rapimenti con una forte e determinata diplomazia», ha detto Abe ai giornalisti facendo allusione alla questione dei rapimenti dei giapponesi tra gli anni ‘70 e ‘80 da parte del governo nordcoreano, una delle pagine più dolorose della storia recente del Giappone.

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