Pubblicato il: 25 ottobre 2017 alle 9:49 am

Bollette a 28 giorni, stop del governo Il ministro Calenda; «pratica scorretta»; per le associazioni «il danno e' stato enorme, adesso i rimborsi»

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 25 Ottobre 2017 – Non si sa quando, ma pare certo che verrà impedito agli operatori telefonici di emettere ancora fatture di 28 giorni. L’odiosa trovata dei gestori che, in questo modo, intascano quasi una bolletta all’anno in più, ai danni degli utenti, trova adesso la netta opposizione anche del governo.

E’ stato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ad annunciare una norma ad hoc per riportare la fatturazione a 12 mesi l’anno sarà approvata nelle prossime settimane. Sarà vietata, insomma, chiariscono fonti del Ministero dello Sviluppo Economico, la tariffazione a 28 giorni da parte degli operatori telefonici. Ci saranno delle misure in manovra per quanto riguarda il tema delle bollette nel settore delle telecomunicazioni a 28 giorni ma «saranno pro futuro e non per il pregresso», ha confermato, a margine di un’audizione alla Camera sulla Sen, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. «E’ chiarissimo – ha poi aggiunto – che si tratta di una pratica commerciale scorretta». Rispondendo a chi gli chiedeva se ci sarà un incontro con gli operatori delle telecomunicazioni, il ministro ha ribadito: «Possiamo incontrarli o meno ma il tema per noi è già definito».

L’ultima parola su eventuali ‘multe’ spetta all’Autorità per le comunicazioni che però sui rimborsi ai consumatori a legge vigente non può decidere nulla, ma che comunque fin dal 14 settembre scorso aveva avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb «per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche».

Asstel, l’associazione che riunisce gli operatori telefonici, che in mattinata aveva ribadito la legittimità della fatturazione a 28 giorni, aveva chiesto un incontro con il ministro ma a questo punto appare difficile che possa ottenere risultati diversi da quelli programmati dall’esecutivo.

Chi, invece, è soddisfatto a metà è il mondo delle associazioni dei consumatori. Tra queste, il Codacons, che già nei mesi scorsi aveva dichiarato guerra a questa pratica ritenuta scorretta, invitando gli utenti a denunciare l’irregolarità. «Nonostante la delibera Agcom, e quindi nonostante un divieto esplicito dell’Autorità, gli operatori telefonici continuano ad applicare questi rincari generalizzati senza soluzione di continuità», aveva precisato Codacons che, per interrompere questo meccanismo, e “costringere” gli operatori a rispettare la delibera ha messo sul proprio sito internet a disposizione degli interessati un reclamo/diffida con richiesta di rimborso di quanto versato illegittimamente in più per ogni bolletta a 28 giorni inviata dal gestore in indirizzo.

Per il presidente Carlo Rienzi, il Ministero per lo Sviluppo economico «deve correre ai ripari e con urgenza. Il danno subito dagli utenti a causa delle illegittime bollette a 28 giorni è enorme, pari a 1,19 miliardi nel 2016 solo per la telefonia fissa e gli abbonamenti sim». Poi, Rienzi, si spinge oltre: «vietare la pratica di fatturazione a 28 giorni, peraltro già dichiarata fuorilegge dall’Agcom, non basta – afferma -, qualsiasi provvedimento legislativo del Governo in tal senso dovrà necessariamente tenere conto dei rimborsi spettanti agli utenti. Questo perché se è illegale emettere bollette ogni 28 giorni, sono nulli tutti gli effetti che derivano da tale pratica, compresi i maggiori ricavi incassati dalle compagnie telefoniche dal 2015 a oggi che dovranno interamente essere restituiti ai consumatori».

Anche L’Unione nazionale Consumatori è intervenuta sulla questione, presentando un esposto all’Autorità delle Comunicazioni chiedendo di «adottare una regolamentazione urgente che preveda, nel caso di offerte bundle (internet, telefono e pay tv), che la cadenza di rinnovo e fatturazione vada individuata nel mese, quale periodo temporale minimo, per consentire all’utente di avere una corretta e trasparente informazione sui consumi fatturati».

Lunedì il senatore Pd Stefano Esposito ha presentato un emendamento al decreto fiscale che prevede l’obbligo a vigilare «sul rispetto della periodicità della fatturazione prevista dalle disposizioni vigenti» e conseguenti multe fino a 5 milioni di euro in caso di violazione. Inoltre il testo dispone a carico dell’operatore sanzionato il pagamento di un «indennizzo forfettario, non inferiore a euro 50, in favore di ciascun utente interessato dalla illegittima fatturazione».

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