Pubblicato il: 25 ottobre 2017 alle 1:30 pm

Sparano agli animali dagli elicotteri In Val d’Ossola, nel Piemonte; l’allarme lanciato dalla polizia provinciale. La denuncia della Lav: «Il decreto Delrio ha depotenziato gli organismi di controllo»

di Marzio Di Mezza.

Torino, 25 Ottobre 2017 – La scena potrebbe sembrare quella di uno dei tanti film di guerra sul Vietnam. Dove al posto dei soldati, sugli elicotteri, ci sono i cacciatori. E a terra, invece dei guerriglieri, la selvaggina: camosci, caprioli e anche cervi. Una scena, purtroppo, reale e nemmeno tanto sporadica, quella che viene vissuta in Val d’Ossola, dove secondo il Regolamento Generale del Comprensorio Alpino “Ossola Nord” (in attesa di approvazione definitiva), ai cacciatori «Per il recupero dei capi abbattuti è consentito l’uso dell’elicottero». Dal “solo” recupero all’abbattimento dall’alto, però, il passo deve essere sembrato breve se è vero che secondo la Polizia Provinciale di Verbano Cusio Ossola, questa norma «avrebbe favorito la caccia con l’impiego dell’elicottero. Il comandante Riccardo Maccagno – scrive CacciaPassione.com – ha ricordato come inizialmente il mezzo fosse necessario per il trasporto dei capi abbattuti, diventando poi fondamentale anche per il recupero dei cacciatori».

Ancora dal sito CacciaPassione, si apprende: «La situazione si è evoluta molto velocemente, al punto che alcuni cacciatori sfruttano l’elicottero per raggiungere luoghi poco accessibili e svolgere le loro battute. Non manca l’ironia su questo impiego e qualcuno ha ipotizzato addirittura gli spari direttamente dal cielo. Diversi cacciatori considerano questa possibilità un “gioco”, ma per la stessa Polizia Provinciale è un fenomeno pericoloso. Anzitutto, l’elicottero impedisce di controllare con cura gli animali che vengono cacciati a causa degli spostamenti rapidi». La Polizia Provinciale di Verbano Cusio Ossola sta svolgendo un lavoro importante per cercare di tutelare il territorio dall’aggressione di cacciatori senza scrupoli. Nonostante le molteplici difficoltà dovute anche alla mancanza di mezzi, il comandante Riccardo Maccagno, guardacaccia da oltre 30 anni, è attivo giorno e notte per contrastare ogni forma di bracconaggio.

Contro gli elicotteri però la lotta è impari. C’è chi si chiede come mai si spendano cifre tanto alte (noleggiare un elicottero può costare oltre 100 euro al minuto) e se ci sia alla base solo un hobby sanguinario o se ci sia anche dell’altro. Ci troviamo in una delle aree protette più belle d’Italia. La Val d’Ossola è una delle maggiori valli della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte e l’aspetto paesaggistico in tutte le sue multiformi espressioni della flora e della fauna, porta qui numerosi turisti e studiosi.

Secondo gli Uffici Regionali esiste una legge del 1974 che vieta il trasporto di armi sugli aeromobili, di conseguenza i cacciatori potrebbero soltanto caricare i selvatici sugli elicotteri ma senza portare fucili al seguito. L’area del volo, però, non dovrebbe far parte delle Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Interesse Comunitario: il comandante ha parlato di permessi speciali per sfruttare i mezzi aerei, ma per il momento la situazione continua ad essere confusa.

Massimo Vitturi, Area Animali Selvatici della Lav, condanna senza sconti la caccia in generale, «ancor più dove non solo provoca la morte degli animali selvatici, ma anche l’alterazione dell’habitat come nel caso dell’uso dell’elicottero».

A neifatti.it Vitturi dice: «Sono a conoscenza del fatto che in Piemonte sia stato autorizzato l’utilizzo dell’elicottero al fine del recupero degli animali uccisi dai cacciatori. Noi non abbiamo evidenze che possano confermare che i cacciatori utilizzino gli elicotteri anche per sparare agli animali dall’alto, considerato però lo stato della vigilanza venatoria in Italia, non mi stupirei se fosse così».

Per Vitturi, esiste un problema di fondo che è quello dell’indebolimento degli organismi di controllo e tutela. «A causa delle disposizioni imposte con il decreto Delrio – spiega l’esponente della Lav -, molte polizie provinciali sono state depotenziate quando non addirittura azzerate, lasciando la vigilanza venatoria nelle mani delle stesse associazioni venatorie o, in maniera molto marginale, del CUTFAA (Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare). A queste evidenze aggiungiamo il fatto che nella stragrande maggioranza dei casi in cui i bracconieri vengono identificati, questi si rivelano cacciatori dotati di regolare licenza di caccia. Come nel caso, del quale si è fatto carico l’ufficio legale della LAV, che ha recentemente comportato la condanna, confermata fino in cassazione, di un cacciatore livornese responsabile dell’uccisione di un rarissimo Ibis Eremita. Ma anche dai recenti casi di cacciatori protagonisti del cosiddetto “turismo venatorio” bloccati alla frontiera con migliaia di uccelli protetti nel bagagliaio. E’ chiaro quindi che l’eventualità dello sparo dall’elicottero non sia per nulla remota. Naturalmente – ribadisce Vetturi – noi condanniamo queste violazioni alle norme nazionali e regionali sulla caccia, come condanniamo la caccia in generale perché un inutile divertimento sanguinario compiuto da un’esigua minoranza dei cittadini – meno dell’1% – nonostante da anni l’80% degli italiani si schieri regolarmente per l’abolizione della caccia».

La Lega Antivivisezione che da poco ha anche promosso la petizione popolare #Bastasparare «Per una nuova Legge che vieti la caccia sul territorio nazionale e garantisca la protezione degli animali selvatici in quanto esseri senzienti», richiama poi l’attenzione su un altro aspetto della vicenda in Val d’Ossola: «Anche dal punto di vista ambientalista, l’uso dell’elicottero conferma, una volta di più che le affermazioni dei cacciatori corrispondono solamente alla loro fantasia deviata – sostiene Vitturi -. Affermano di essere i primi ambientalisti, i veri conoscitori degli habitat che ci circondano, ancor di più gli stessi cacciatori che partecipano alla caccia di selezione, come quella delle zone di montagna, però nella realtà i fatti li smentiscono. Usare l’elicottero in zone di montagna è una attività che ha gravissime ricadute e impatti devastanti sulla fauna di montagna. In particolare in questo periodo, nel quale i cervi maschi sono in piena competizione tra loro per assicurarsi la possibilità di accoppiamento, è facilmente comprensibile come il sorvolo da parte di un elicottero sia fortemente impattante».

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