Pubblicato il: 26 ottobre 2017 alle 8:00 am

Pannolini troppo inquinanti, la soluzione e’ nel riciclo A Treviso il primo impianto in grado di ricavare plastica e cellulosa dagli assorbenti

di Giulio Caccini.

Treviso, 26 Ottobre 2017 – A chi non è capitato di turarsi il naso cambiando il pannolino al proprio bebè? Ma sia l’odore che il contenuto di un pannolino da buttare, sono sicuramente la cosa meno impattante per l’ambiente. Un pannolino usa e getta, infatti, impiega circa 500 anni per degradarsi. E per questo è considerato tra i rifiuti più inquinanti per il pianeta. Secondo Greeenplanet, questo sarebbe già questo un motivo sufficiente per scegliere i pannolini lavabili o gli usa e getta biodegradabili. I pannolini usa e getta classici sono fatti di polpa di legno e plastica a mezzo di processi chimici industriali. Ogni bambino utilizza, nei primi 3 anni di vita, circa 4500 pannolini, che corrispondono a circa 20 alberi di grandi dimensioni (polpa di legno utilizzata). Nel nostro Paese ogni giorno vengono utilizzati circa sei milioni di pannolini che, una volta gettati via diventano una pericolosa fonte di inquinamento. Non solo per i materiali e i processi per realizzarli ma anche perché, sommati insieme, rappresentano ben il 10% di tutti i rifiuti urbani. In Usa ogni anno si utilizzano 27,4 miliardi di pannolini usa e getta, il 92% finisce in discarica e costa alle famiglie circa 7 miliardi di dollari all’anno.

Ma mentre il portale ambientalista Greenplanet indirizza verso l’utilizzo di pannolini lavabili, un gruppo industriale ha trovato e proposto un’altra soluzione, realizzando il primo impianto su scala industriale in grado di riciclare il 100% di pannolini, trasformandoli in materie prime come plastica, cellulosa e polimero super assorbente. L’impianto è stato inaugurato ieri a Lovadina di Spresiano (Treviso). La tecnologia sviluppata e brevettata in Italia da Fater Spa, joint venture paritetica fra Procter & Gamble ed il Gruppo Angelini, renderà riutilizzabile – informa una nota della società, cui è andato il riconoscimento Legambiente di “Circular Economy Champion”, conferito direttamente dalla Commissione Europea – una categoria di prodotti finora non riciclabili. L’impianto, unico in Europa e nel mondo, a pieno regime tratterà 10.000 tonnellate l’anno di assorbenti. Da 1 tonnellata di rifiuti sarà possibile ricavare fino a 150kg di cellulosa, 75kg di plastica e 75kg di polimero super assorbente.

Se il sistema venisse applicato a tutto il Paese elimineremmo il 2,5% dei rifiuti solidi urbani, 900.000 tonnellate di prodotti assorbenti per la persona usati di tutte le marche che oggi vengono smaltiti in discarica (65%) o tramite incenerimento (35%).

Con questa soluzione viene addirittura ribaltata la convinzione che il pannolino lavabile sia più ecologico di quello usa e getta. Secondo i dati di “Ambiente Italia – Analisi ambientale della raccolta e del riciclo di prodotti sanitari assorbenti – 2015”, nel raffronto fra pannolino monouso e pannolino lavabile sotto il profilo ambientale, l’aver azzerato le emissioni di CO2 dal fine vita del prodotto grazie al processo di riciclo, rende il bilancio di CO2 del pannolino monouso ambientalmente preferibile rispetto al ciclo di vita del prodotto lavabile, anche considerando sistemi efficienti di asciugatura. Considerando quindi l’intero ciclo di vita, dalla produzione delle materie prime al post-uso, oggi il pannolino monouso con riciclo ha emissioni inferiori del 19% rispetto ai prodotti lavabili.

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