Pubblicato il: 26 ottobre 2017 alle 9:00 am

Per ventimila italiani la patente non ha piu’ punti Indagine su donne e uomini al volante nel Paese. In Lombardia circa 4mila automobilisti “fuorilegge”. Tra le province il record negativo va a Napoli

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 26 Ottobre 2017 – A chi non è capitato di commettere un’infrazione al volante che ha comportato la riduzione dei punti dalla patente di guida? E’ capitato a molti a giudicare dall’analisi svolta dal portale Facile.it, per il quale almeno 20mila italiani non hanno più punti sulla patente. Elaborando i dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti risalenti a maggio 2017, viene evidenziato come siano ben 8 le regioni con percentuali di patentati a 0 punti superiori alla media nazionale (0,053). Mettendo in rapporto il numero totale dei residenti abilitati alla guida con quelli che hanno esaurito i loro 20 punti, la regione che si trova al primo posto in classifica è il Friuli Venezia Giulia (0,070) che precede la Calabria (0,067) e la Campania (0,065). Passando da una lettura percentuale a una in termini assoluti, è invece la Lombardia ad avere il maggior numero di patentati a 0 punti; in regione sono ben 3.991, quasi 1.800 in più di quelli della Campania (seconda con 2.195) e più del doppio di quelli del Piemonte (terzo con 1.793 automobilisti che non hanno più alcun punto sulla patente).

Considerando il territorio provinciale, in termini assoluti Napoli è l’area con il maggior numero di automobilisti a 0 punti (1.560) davanti a Milano (1.355) e Roma (1.347), mentre in rapporto al numero dei patentati il primato spetta a Vibo Valentia (0,112) che precede Brescia (0,104) e Reggio Calabria (0.098).

Donna al volante pericolo costante? L’indagine di Facile.it ha considerato anche le differenze che, in termini di punti sulla patente, si riscontrano fra uomini e donne; se hanno finito il proprio credito punti lo 0,083% degli automobilisti di sesso maschile, la percentuale crolla allo 0,010% fra le donne; hanno invece raggiunto il massimo credito disponibile, 30 punti, il 47,94% degli uomini ed il 57,80% delle donne al volante.

La modifica al Codice della Strada che introdusse la patente a punti risale al 2003. Da quel momento ogni patentato parte da un credito di 20 punti e ogni infrazione provoca una riduzione, mentre in caso di buona condotta, ogni 2 anni (1 per i primi tre anni di patente) viene accresciuto il punteggio fino a raggiungere un massimo di 30. Le infrazioni più gravi vengono sanzionate con una decurtazione dei punti compresa tra 1 e 10, regolata da un’apposita tabella. Se il conducente commette più di un’infrazione, può perdere al massimo 15 punti, purché l’infrazione commessa non preveda la revoca o la sospensione della patente. In quel caso l’automobilista perde tutti i punti della patente. Per i neopatentati, poi, ossia coloro che sono in possesso della patente da meno di tre anni, le sanzioni sono raddoppiate.

Ma come si fa a verificare il bilancio dei punti presenti sulla propria patente? Il sito web della Polizia di Stato suggerisce di controllare in tempo reale lo stato della propria patente presso l’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, utilizzando il portale dell’automobilista. Su questo portale il Ministero dei Trasporti ha attivato il servizio online di verifica del saldo dei punti sulla propria patente di guida: occorre semplicemente iscriversi al sito seguendo le istruzioni presenti sulla home page. E’ possibile utilizzare anche l’utenza telefonica 848782782, facendo attenzione ai tempi della chiamata e ai costi in quanto non è un numero verde. La telefonata può essere effettuata solo da apparecchio fisso ed ha il costo di una chiamata urbana secondo le tariffe del proprio gestore telefonico. Ancora la Polizia di Stato ha realizzato una speciale tabella delle penalità nella quale è possibile fare il confronto tra infrazione e punti tolti.

Un aspetto non secondario della patente a punti è quello dell’incidenza sul premio Rc Auto. Ancora secondo Facile.it, in base al cosiddetto Bonus Malus, il comportamento dell’automobilista e la sua “storia” assicurativa in termini di incidenti incidono in maniera notevole sul calcolo del premio RC. Dai dati dell’Osservatorio Assicurazioni auto di Facile.it si vede come l’incidentalità registrata nelle diverse regioni sia in stretta relazione con quanto pagano gli automobilisti per circolare. La perdita di punti e, ancora più grave, la sospensione della patente, indicano comportamenti alla guida più pericolosi che possono anche portare a incidenti, con impatti sul premio di assicurazione pagato. Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato del portale di comparazione, spiega: «Cambiare classe di merito comporta un aggravio di costo che può essere pari anche ad oltre il 15% del premio precedente. Se consideriamo poi il caso di un automobilista cui negli ultimi 5 anni è stata ritirata la patente o che ha meno di 20 punti su di essa, alcune compagnie applicano maggiorazioni davvero importanti e il best price disponibile aumenta di oltre il 10%; per un automobilista quarantenne in terza classe di merito che guida a Milano un’utilitaria di cilindrata 1.2, passa da 239,43 euro a 264,00 euro».

Il punteggio perso può essere recuperato frequentando anche dei corsi specifici, con obbligo di esame finale, presso le autoscuole o presso gli altri soggetti autorizzati dal Ministero dei Trasporti.



Infine, uno sguardo agli incidenti stradali. Nel 2015 si sono verificati in Italia 174.539 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 3.428 vittime (morti entro il 30° giorno) e 246.920 feriti. Per la prima volta dal 2001 aumentano le vittime della strada (+1,4% sull’anno precedente) mentre rallenta, ma non si ferma, il calo di incidenti (-1,4% su anno) e feriti (-1,7%). Come si evince dalla grafica elaborata dall’Istituto di statistica, il numero di incidenti ha subito una graduale riduzione dopo la patente a punti (anche se il trend era già in discesa). Gli ultimi dati, però, hanno posto l’accento sull’inversione di tendenza, con un nuovo aumento di morti e feriti sulle strade italiane. Anche i feriti gravi, infatti, risultano in aumento nel 2015: sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, sono stati quasi 16 mila contro i 15 mila del 2014 (+6,4%). Dati che per il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani confermano la perdita di efficacia della patente a punti: «Come tutti i deterrenti – ha detto il presidente dell’Aci – dopo un po’ perde il suo effetto».

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