Pubblicato il: 29 ottobre 2017 alle 8:00 am

I luoghi e i simboli della scala, terza parte Dai riti iniziatici al simbolismo del viaggio e del pellegrinaggio irto di difficolta' e imprevisti come tutti i percorsi dell’anima

di Michele Selvaggio.

Roma, 29 Ottobre 2017 – Quando la scala è usata come un elemento di certi riti iniziatici, i suoi pioli sono considerati come rappresentazioni dei diversi cieli, cioè degli stati superiori dell’essere; è così che in particolare nei misteri mitriaci la scala aveva sette pioli che erano messi in rapporto con i sette pianeti ed erano formati, si dice, dai metalli a essi rispettivamente corrispondenti. Questa scala, a sette pioli, la ritroviamo in certe organizzazioni iniziatiche medioevali, da cui passò probabilmente più o meno direttamente negli alti gradi della massoneria scozzese di altre organizzazioni esoteriche. La scala dei cavalieri Kadosh presenta sette scalini corrispondenti alle sette arti liberali; parimenti sette sono gli scalini della betulla siberiana, così come sette sono i colori della scala del Buddha, di sette metalli è costituita la scala Mitraica. Non vi è dubbio che le arti, i colori e i metalli rinviino tutti ad altrettante sfere planetarie, come ricorda bene Dante nel Paradiso quando, a proposito dei sette cieli, li equipara alle Scienze «…dico per cielo la scienza e per cieli le scienze…». Nella camera dell’Areopago (XXX grado del Rito Scozzese) si trova al centro del Tempio una doppia scala, a libretto, la Scala Misteriosa, composta da sette gradini per lato. I gradini ascendenti portano i nomi delle sette arti liberali ovvero, dal basso verso l’alto: Grammatica, Retorica, Logica, Aritmetica, Geometria, Musica e Astronomia; sul versante discendente i gradini portano dall’alto verso il basso i nomi di Prudenza (Discrezione), Impegno, Lavoro, Fede, Dolcezza, Purezza e Giustizia. Per altro verso, a Bisanzio ci si rivolgeva a Maria come ad una scala celeste lungo cui scende l’Altissimo per dimorare in mezzo agli uomini e tramite la quale gli uomini salgono a Dio. In S. Agostino troviamo: «…non si può cominciare l’ascesa senza prima calpestare il drago…». È significativo che il Drago (il male ma anche le conflittualità interiori) debba essere sconfitto prima di cominciare l’ascesa.



E non è un caso che Dante collochi la Scala in Paradiso, dopo aver superato non solo l’Inferno e il Purgatorio, ma altresì i sette pianeti, l’ultimo dei quali, molto significativamente, è Saturno: (…vid’io uno scaleo eretto in suso\tanto, che nol seguiva la mia luce.\Vidi anche per li gradi scender giuso\tali splendor, ch’io pensai ch’ogni lume\che par nel ciel fosse diffuso…). (Paradiso, XXI, 28-34) Sant’Isacco il Siriaco sottolinea come «…la scala di questo Regno (di Dio) è nascosta dentro di te, nella tua anima. Lavati dunque dal peccato e scoprirai i gradini per salire…». Per S. Giovanni Climaco e s. Giovanni Crisostomo i gradini della Scala consistono in esercizi spirituali graduali da superare stadio dopo stadio.  In questi Autori la scala è chiaramente ricondotta al simbolismo del viaggio, del pellegrinaggio irto di difficoltà e imprevisti come tutti i percorsi dell’anima. Come tutti i simboli assiali anche la scala è caratterizzata da una direzione: come la si può salire, così la si può discendere. Herrado di Lansberg parla di una scala delle virtù dove i pioli bianchi e neri si alternano e i demoni perseguitano i peccatori alfine di provocarne la caduta.  Anche nella tradizione islamica la scala è composta da sette gradini. Ancor oggi i fellah algerini piantano sulle tombe ramoscelli d’olivo intagliati a rappresentare i sette cieli della scala terrena.



Per altro verso il Corano descrive un episodio simile a quello riportato nella Genesi su Giacobbe: a Maometto, durante la sua ascensione notturna propiziata dall’arcangelo Gabriele, apparve una scala di cui si servono gli spiriti degli uomini per salire al cielo e a cui i morenti volgono lo sguardo. Vi è in questo passo della Sura un riferimento allusivo alla immortalità che l’ascensione della scala consente di acquisire, contrapponendo il Regno del Vivente (Allah) a quello dell’Uomo.

3 – continua –

I luoghi e i simboli della scala, prima parte

I luoghi e i simboli della scala, seconda parte

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