Pubblicato il: 31 ottobre 2017 alle 7:30 am

Sharing Cities: a Milano presentato il primo condominio smart Una soluzione per i problemi d'inquinamento delle citta' e' nella riqualificazione energetica degli edifici

di Giulio Caccini.

Milano, 31 Ottobre 2017 – Sharing Cities, ovvero come trasformare la smart city in realtà, è il progetto finanziato dal programma H2020 dell’Unione Europea e che ha visto a Milano una concreta applicazione nella giornata di condivisione di valori ed esperienze sulla “deep renovation” delle realtà condominiali (la riqualificazione energetica profonda dell’edificio che arriva, senza altri interventi supplementari, a garantire il 50% del risparmio energetico). Teicos UE, referente europea del progetto Sharing Cities per il settore edilizia per tutte le “città faro” aderenti (Milano, Londra e Lisbona) e Legambiente Lombardia hanno incontrato le delegazioni delle amministrazioni delle città follower del progetto: Varsavia, Burgas e Bordeaux. Queste città dovranno utilizzare i know how delle città faro, come Milano, per sviluppare progetti di quartieri efficienti nelle loro municipalità, poiché l’obiettivo di Sharing Cities è produrre politiche urbane innovative e replicabili in altre città europee.

La giornata d’incontro tra i partecipanti al progetto finanziato dall’Unione europea è stata l’occasione per i visitatori di toccare con mano gli sviluppi e i risultati già ottenuti in Italia, grazie alla visita dal cantiere del primo condominio smart di Milano in via Tito Livio, dove i lavori sono attualmente in corso. Sono state illustrate le fasi delle attività di riqualificazione profonda dell’edificio e mostrate le previsioni di risparmio energetico ottenibili con il solo efficientamento dell’immobile e l’implementazione di sensori e sistemi di domotica, pari al 54%. L’integrazione di sistemi di generazione di energia rinnovabile, inoltre, permetteranno di coprire il 70% dei consumi elettrici condominiali. Ad accompagnare la delegazione internazionale Cecilia Hugony, amministratore delegato di Teicos UE, Eugenio Morello di Dastu Politecnico, Damiano di Simine di Legambiente Lombardia e Paolo Pellizzaro del Comune di Milano.

Per quanto riguarda l’efficientamento energetico degli edifici privati, è stato coinvolto il quartiere di Porta Romana-Vettabbia, per un totale di 21mila metri quadrati di unità residenziali.

Cecilia Hugony, amministratore delegato di Teicos UE ha spiegato: «Le barriere alla riqualificazione energetica da tempo non sono più tecnologiche, ma culturali e finanziarie. Sharing Cities ha sviluppato un percorso specifico per i condomini per superarle e attivare un mercato oggi latente che potrebbe essere il motore della ripresa dell’edilizia in Italia. Attraverso la formazione e il confronto con i residenti abbiamo potuto testare un approccio che funziona e che convince i condomini a fare il miglior investimento per il loro immobile: quello di ridurre i fabbisogni energetici prima di intervenire sulla produzione di energia».

Il progetto prevede attività di coinvolgimento diretto e di divulgazione culturale sul valore della riqualificazione energetica rivolte ai residenti dei singoli condomini che hanno aderito a Sharing Cities. Il processo di co-design dei progetti energetici, realizzato in collaborazione con i condòmini di ogni edificio, ha consentito di disegnare ogni progetto sulla base dei desideri e delle esigenze di chi lo abita, producendo di conseguenza una maggior consapevolezza sui benefici acquisiti dai lavori di riqualificazione energetica. «La politica ha certamente il dovere di promuovere servizi in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini – ha sottolineato Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia -, ma la lotta al cambiamento climatico parte innanzitutto dalla consapevolezza che anche l’azione del singolo ha effetti sull’ambiente circostante. Dobbiamo e possiamo essere in grado di rispondere alla sfida della riduzione dell’inquinamento dell’aria e delle emissioni di carbonio derivanti non solo dai mezzi di trasporto, ma anche dagli edifici. Una sfida che parte già dalle case in cui viviamo, perché il nostro sia un abitare più consapevole».

Il progetto «lighthouse» Sharing Cities mira a sviluppare soluzioni intelligenti a prezzi accessibili attraverso la collaborazione internazionale tra il mondo della ricerca e le città. L’obiettivo è individuare soluzioni “intelligenti” ed integrate, con un elevato potenziale di mercato su scala commerciale. È stato finanziato dall’UE con 24 milioni di euro e mira a innescare 500 milioni di investimenti impegnando oltre 100 comuni in tutta Europa.

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