Pubblicato il: 14 novembre 2017 alle 7:00 am

Progetto ‘Sport therapy’ per una medicina sempre piu’ personalizzata Il programma di attivita’ e’ stato realizzato per migliorare la qualita’ di vita dei piccoli pazienti leucemici del Centro Maria Letizia Verga di Monza

di Giulio Caccini.

Monza, 14 Novembre 2017 – Il progetto, partito sei mesi fa anche grazie alla collaborazione dei medici dello sport dell’Università di Milano-Bicocca, prevede uno speciale programma di allenamento e riabilitazione motoria studiato ad hoc per bambini e ragazzi in terapia oncologica e per contribuire a migliorare la qualità di vita dei piccoli pazienti, ospiti del Centro Maria Letizia Verga di Monza, attraverso degli allenamenti calibrati.

I numeri fatti registrare dal progetto di ricerca Sport Therapy per i malati di leucemia sono importanti: 47 partecipanti per oltre 500 sessioni di allenamento. Gli ospiti del Centro sono stati divisi in gruppi a seconda dell’età e della fragilità fisica per un allenamento su misura: 19 di loro hanno svolto più del 70 per cento degli allenamenti, tre volte la settimana, per un totale di 386 sedute; cinque partecipanti del gruppo “fragili” sono stati impegnati in 24 allenamenti; nove partecipanti del gruppo “piccini” – dai tre ai sette anni – hanno svolto 54 sedute di attività ludica-motoria e/o trattamento osteopatico. Infine, dieci partecipanti del gruppo “trapiantati” si sono allenati in reparto, in camera con kit di attrezzi dedicati.

Allenamenti che hanno portato al miglioramento della capacità aerobica, alla riduzione del tempo necessario per salire e scendere le scale, all’aumento della forza degli arti inferiori e superiori e al miglioramento di motricità e tempi di reazione. Il miglioramento è stato inoltre verificato anche sulla qualità di vita ed è apparso migliorato, sia grazie ai progressi fisici che psicologici. Inoltre si è potuto constatare un miglioramento delle relazioni interpersonali.

Le attività di allenamento vengono svolte in una vera e propria palestra sportiva e in un giardino d’inverno dotati di attrezzi che vengono utilizzati dagli scienziati motori per svolgere le valutazioni funzionali e gli esercizi personalizzati.

La struttura per la riabilitazione motoria è stata realizzata grazie al sostegno di Trenta Ore per la Vita nell’ambito del Progetto Home 2016 con l’obiettivo di garantire ai bambini e agli adolescenti malati di tumore il miglioramento della qualità della vita.

Il prossimo step del progetto Sport therapy è l’ampliamento della partecipazione anche ai pazienti in attesa di trapianto, che verranno seguiti prima e dopo l’intervento. Inoltre, verrà rafforzato il legame con il territorio attraverso la collaborazione con associazioni e società sportive locali per aiutare i pazienti a riprendere una vita normale. Verranno inoltre introdotti 3 gesti tecnici: golf, arrampicata sportiva e calcio.

Francesca Lanfranconi, ricercatrice di Fisiologia presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia di Milano-Bicocca, ha spiegato: «Il progetto di ricerca Sport Therapy ha concluso dunque il suo primissimo quadrimestre di attività a luglio 2017. Il tempo è volato e l’impegno dei piccoli pazienti e delle loro famiglie è stato eccezionale. Abbiamo analizzato i dati, tantissimi, dei test di valutazione funzionale che i nostri bambini e ragazzi hanno svolto ad aprile e poi hanno ripetuto dopo 3 mesi di durissimo allenamento – ha aggiunto -. I primi risultati hanno mostrato che questo allenamento migliora la tolleranza all’esercizio e la qualità della vita. Scriveremo dunque degli articoli scientifici da condividere con i colleghi di tutto il mondo, così che anche altri centri di emato-oncologia pediatrica metteranno lo Sport tra le terapie necessarie a migliorare la salute dei bambini in ospedale».

Non nasconde la sua soddisfazione Andrea Biondi, medico pediatra e prorettore all’internazionalizzazione di Milano-Bicocca: «Dobbiamo esser tutti orgogliosi del successo del progetto Sport Therapy – ha detto -. Sognavo da tanto tempo la possibilità di poter offrire ai nostri bambini e adolescenti in cura preso il Centro Maria Letizia Verga per la cura delle leucemie, linfomi e malattie ematologiche, un’attività motoria guidata. E’ dimostrato da diversi studi l’importanza di tale attività non solo per il benessere psico-fisico durante il trattamento, ma anche per il pieno recupero al termine delle cure. Quando poi penso che l’iniziativa è nata dal magico incontro tra Francesca Lanfranconi e un nostro “guarito” oggi laureando in scienze motorie, la soddisfazione è ancora più grande!».

Il Comitato Maria Letizia Verga è stato fondato nel 1979 da Giovanni Verga e prende il nome dalla figlia che morì a quattro anni di leucemia. Come missione ha lo studio e la cura della leucemia del bambino a 360 gradi: dalla ricerca all’assistenza medico e psico-sociale, scopo che ora si arricchisce e completa grazie al progetto Sport Therapy. In tutti questi anni la percentuale di guarigione dei pazienti è passata dal 30 all’ 85 per cento e promette di arrivare presto a colmare il 15 per cento mancante, grazie all’impegno di medici, operatori sanitari e volontari che ogni giorno lavorano insieme a genitori e a bambini e adolescenti affetti da leucemie e linfomi.

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